CyberCultura

Diffusione del software libero nelle scuole umbre

L'assessore regionale all'istruzione, Maria Prodi, ed il consigliere regionale dei "Verdi per i Valori", Oliviero Dottorini, si sono incontrati nei giorni scorsi con alcuni rappresentanti della comunità "Linux" di Perugia
31 luglio 2006
Redazione

L'assessore regionale all'istruzione, Maria Prodi, ed il consigliere regionale dei "Verdi per i Valori", Oliviero Dottorini, si sono incontrati nei giorni scorsi con alcuni rappresentanti della comunità "Linux" di Perugia, che si occupa della implementazione e diffusione del software libero, per elaborare una comune iniziativa rivolta alle scuole umbre. Il progetto è in linea con la legge recentemente approvata dal Consiglio regionale dell'Umbria sul software "open source". La nuova normativa regionale, che è frutto dell'unificazione di due disegni di legge presentati dal consigliere Dottorini e dal consigliere del PdCi Roberto Carpinelli, definisce norme in materia di pluralismo informatico e sull'adozione e diffusione del software "libero".

"A settembre – ha detto l'assessore Prodi – invieremo una proposta a tutte le scuole per realizzare, partendo da alcuni strutture ‘pilota', un'importante iniziativa consistente nella formazione di competenze sul software libero e nell'installazione guidata e supportata di Linux nei laboratori informatici scolastici". I rappresentanti della comunità Linux hanno spiegato che il software "open source", a difficoltà non certo superiori rispetto a quelli attualmente più diffusi, consente maggiore sicurezza, riservatezza ed enormi vantaggi dal punto di vista della economicità. Per tutti questi motivi i rappresentanti dell'Istituzione regionale hanno sottolineato l'importanza della sua conoscenza e disponibilità a partire dalle prime esperienze di informatizzazione nelle scuole, per attuare una vera libera scelta dei prodotti informatici.

Per quanto riguarda Orvieto, il gruppo Linux della città ha già avviato contatti con le scuole e realizzato alcune iniziative per la sensibilizzazione rispetto a questa tematica. La normativa regionale non potrà che incoraggiare e intensificare le azioni già intraprese.

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