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    Red Hat mette il Pinguino nei data center

    L'azienda del cappello rosso propone alle aziende una versione della propria piattaforma enterprise che promette ancora più stabilità e un miglior supporto al multithreading. Fra i bersagli, SuSE, Sun e Microsoft
    24 ottobre 2003 - Punto Informatico

    Raleigh (USA) - Red Hat ha lanciato un grosso aggiornamento alla propria piattaforma enterprise, Red Hat Enterprise Linux (RHEL) 3.0, per tentare di consolidare la propria posizione di leadership sul mercato Linux ed espandere la propria presenza in un segmento, quello dei data center aziendali, dove oltre che con Unix e con Microsoft si trova a rivaleggiare da vicino con un altro distributore leader di Linux, SuSE.

    Red Hat afferma che RHEL 3.0 è in grado di far girare i software Java e i database con prestazioni sensibilmente maggiori, questo grazie soprattutto al supporto a NPTL (Native POSIX Thread Library), una libreria che consente al sistema operativo di sfruttare al meglio i sistemi multiprocessore ed eseguire in modo più efficiente e affidabile le applicazioni che eseguono più compiti (thread) simultaneamente (multithreading). Questa libreria, che è diventata un componente standard dell'imminente Linux 2.6, è stata portata da Red Hat sul kernel 2.4 con l'obiettivo di incrementare il massimo numero di thread eseguibili, ora pari a 32.000, e di processori supportati, competendo così più da vicino con gli Unix commerciali.

    La nuova versione di RHEL è ora disponibile su sette differenti piattaforme: x86, Itanium (con ottimizzazioni per Itanium 2), AMD64, e le zSeries, iSeries, pSeries e S/390 di IBM. RHEL 3.0 dunque introduce, come hanno fatto di recente altre distribuzioni di Linux, il supporto all'architettura a 64 bit di AMD che si trova alla base dei giovani processori Opteron e Athlon 64.

    Come aveva già fatto con le versioni desktop del proprio sistema operativo, Red Hat ha ora fatto di CUPS il sistema di stampa predefinito di RHEL 3.0 al posto del precedente LPRng. Per configurare CUPS Red Hat ha messo a disposizione degli amministratori un nuovo tool grafico, Print Configuration.

    RHEL 3.0 segna anche l'ingresso ufficiale in questa distribuzione del server HTTP Apache 2.0, che ora sostituisce la versione 1.3 e integra le funzionalità WebDAV, dello standard XHTML 1.0, del server FTP vsftpd e del modulo di supporto al protocollo IPv6 che farà parte del kernel Linux 2.6. La nuova piattaforma supporta poi il protocollo PXE (Pre-Boot Execution Environment) per il boot via rete e l'installazione via NFS per i sistemi client senza disco.

    Come le precedenti versioni, RHEL 3.0 è disponibile in tre differenti edizioni: la WS, per i client e le workstation; la ES, per i server mid-range; e la AS, progettata per i server di fascia alta e i mainframe. Red Hat sostiene che i prezzi sono rimasti gli stessi della version 2.1.

    Red Hat vende RHEL come abbonamento annuale che include il software, il supporto e gli aggiornamenti. Come altri distributori commerciali di Linux, Red Hat non rilascia versioni gratuite delle versioni enterprise dei propri sistemi operativi.

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