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I porti a rischio sono Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste

On. Bulgarelli al Governo: "Rendete noti i piani di emergenza nucleare"

Interrogazione parlamentare dell'on. Bulgarelli. "A Napoli - afferma Bulgarelli - il Coordinamento regionale per la smilitarizzazione del territorio ha chiesto al Prefetto di rendere noto il piano di emergenza, questi ha risposto di non poterlo fare senza l'autorizzazione degli 'organi centrali'. Stessa cosa - aggiunge - e' successa a Cagliari".
9 marzo 2005
Fonte: Agenzia di informazione politico-parlamentare DIRE http://www.dire.it

Il sottomarino USA a propulsione nucleare Scorpion: poteva esplorere a Taranto o a Napoli nel 1968 ma il caso ha voluto che esplodesse al largo delle Azzorre in quello stesso anno.

ZCZC
DIR9123 1 AMB 0 RR2 / DIR / ALL

NUCLEARE. BULGARELLI (VERDI): RENDERE NOTI PIANI EMERGENZA PORTI

(DIRE) - ROMA- "In undici porti italiani (Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste) transitano e attraccano sommergibili a propulsione nucleare ma nonostante il decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230, emanato in attuazione delle direttive Euratom, preveda che siano resi noti alla popolazione i piani di emergenza in caso di incidente, questi continuano a essere secretati". A denunciarlo e' il Verde Mauro Bulgarelli, che spiega: "nel novembre del 2004 il governo, rispondendo a una mia interpellanza urgente, ammise che il nostro paese, a dieci anni di distanza dall'emanazione del dlgs 230/1995, non ha ancora assolto agli obblighi previsti da tale decreto circa la divulgazione dei piani d'emergenza, tuttora secretati, affermando, tuttavia, che finche' non fosse stato emanato il decreto attuativo sarebbe stato compito dei prefetti rendere noti i piani. Nulla di cio', pero', e' accaduto. Quando a Napoli - continua Bulgarelli - il Coordinamento regionale per la smilitarizzazione del territorio ha chiesto al Prefetto di rendere noto il piano di emergenza, questi ha risposto di non poterlo fare senza l'autorizzazione degli 'organi centrali'. Stessa cosa - aggiunge - e' successa a Cagliari, dove il prefetto, alla richiesta di desecretazione avanzata da un esponente di Pax Christi, si e' limitato a rispondere di aver interpellato lo Stato Maggiore della Marina militare per avere istruzioni a riguardo". Insomma, il "solito, intollerabile, scaricabarile, grazie al quale il nostro paese continua violare precise direttive comunitarie, tanto da aver subito una procedura di infrazione da parte della commissione europea". Ora pero' - conclude il parlamentare del Sole che ride - "la misura e' colma: in un paese come il nostro, nel cui territorio vi sono basi militari con decine di ordigni nucleari e i cui mari sono continuamente solcati da sommergibili a propulsione atomica, i cittadini hanno almeno il diritto di conoscere a quali conseguenze vanno incontro in caso di incidente e se lo Stato abbia approntato misure a loro tutela".

(Com/Val/ Dire)


Per maggiori informazioni:

Richiesta del piano di emergenza nucleare a Napoli: il Prefetto prende tempo
http://lists.peacelink.it/disarmo/2005/03/msg00017.html

Le immagini del sottomarino Usa a propulsione nucleare Scorpion che passò da Napoli nell'aprile del 1968 ed esplose poche settimane dopo nell'Atlantico
http://www.history.navy.mil/photos/sh-usn/usnsh-s/ssn589.htm
Una parte del relitto del sottomarino a propolsione nucleare Scorpion esploso al largo delle isole Azzorre (Atlantico) nel maggio del 1968. Era passato poche settimane prima da Napoli (10 aprile 1968) e da Taranto (10 marzo 1968).


Le immagini del relitto a 10.000 piedi di profondità
http://www.history.navy.mil/photos/sh-usn/usnsh-s/ssn589-k.htm

Le ipotesi sul disastro
http://www.txoilgas.com/589-court.html

Alcuni passaggi di sottomarini a propulsione nucleare documentati da PeaceLink
http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/box_142.html

Censimento delle navi e dei sottomarini a propulsione nucleare nel mondo
http://italy.peacelink.org/disarmo/articles/art_1406.html

Note:

Interrogazione a risposta scritta

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Difesa per sapere, premesso che:

il Camen (Centro applicazioni militari energia nucleare) elaborò nel 1975, con riferimento alla base navale della Maddalena, e successivamente nel 1979, per gli altri porti con presenza di unità navali a propulsione nucleare, i presupporti tecnici per la predisposizione dei piani di emergenza interna
alle basi navali;

tali presupposti costituirono la base per l'elaborazione, negli anni successivi, dei piani civili (piani di emergenza esterna - PEE - ), ad opera delle prefetture; piani, poi, ritenuti obsoleti, tanto che l'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Apat) ha avviato "i processi di revisione dei
piani delle aree portuali di La Spezia, Gaeta, Napoli-Castellamare, La Maddalena, Augusta, Taranto, Brindisi e Trieste";

tali processi di revisione, verosimilmente proseguiti nel corso degli anni, sono stati secretati, nonostante il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, emanato in attuazione delle direttive Euratom 80/386, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti, al Capo X (Stato di emergenza nucleare), Sezione II (Informazione della popolazione), articoli 127-134 del decreto legislativo n. 230/1995, prenda in esame le misure di informazione della popolazione in merito alla protezione sanitaria e al comportamento da adottare per i casi di emergenza radiologica; l'articolo 129 (obbligo di informazione) prevede infatti che le «informazioni previste nella presente sezione devono essere fornite alle popolazioni [...] senza che le stesse ne debbano fare richiesta. Le informazioni devono essere accessibili al pubblico, sia in condizioni normali, sia in fase di preallarme o di emergenza radiologica»; all'articolo 130, si afferma che «La popolazione che rischia di essere interessata dall'emergenza radiologica viene informata e regolarmente aggiornata sulle misure di protezione sanitaria ad essa applicabili nei vari casi di emergenza prevedibili, nonché sul comportamento da adottare in caso di emergenza radiologica»;

in data 23 novembre 2004, l’interrogante presentava un’interpellanza urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Difesa per sapere il motivo per il quale, nelle città i cui porti sono interessati dal transito e l’attracco di navigli a propulsione nucleare (Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellammare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste), le disposizioni in fatto di pubblicità previste dal dls 230/1995 vengono disattese e non viene fornita alla popolazione adeguata informazione a riguardo di eventuali emergenze nucleari; non sono infatti noti - tranne che, parzialmente, per i porti di La Spezia e Taranto - i piani di emergenza predisposti dalla Marina militare di concerto con le Prefetture -:

il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Cosimo Ventucci, nella risposta all’interpellanza presentata dall’interrogante, conveniva che: "La classifica di sicurezza, impedendo la divulgazione delle pianificazioni, precludeva di fatto la possibilità di informare la popolazione sul rischio potenziale a cui era esposta, non permettendo, tra l'altro, l'acquisizione, da parte della popolazione stessa, delle norme di comportamento da rispettare nel caso dovesse verificarsi realmente una tale emergenza";

precisava, tuttavia, che "Il Dipartimento della Protezione civile, con nota del marzo 2001, nelle more dell'istituzione della commissione ex articolo 133 del decreto legislativo n. 230 del 1995, ed in attesa che venisse emanato il decreto, ex articolo 134 del citato decreto legislativo, richiedeva che fossero introdotti nei piani da revisionare specifici piani di informazione alla popolazione, affidando alle stesse prefetture il compito di provvedere alla diffusione alla popolazione degli elementi
informativi previsti dall'articolo 130 (informazione preventiva)";

dalla risposta si evince dunque chiaramente che nelle more dell'istituzione della commissione ex articolo 133, è affidato alle prefetture il compito di fornire le informazioni in oggetto alle popolazioni (come ha fatto la prefettura di Gaeta, che ha reso noto il piano di emergenza );

in base al contenuto delle risposte fornite dal governo, il Coord. Regionale per la Smilitarizzazione del territorio di Napoli, ha deciso di interrogare il Prefetto di Napoli con una interpellanza tesa a ottenere, nei trenta giorni previsti dal decreto legislativo n. 230 del 1995, l’attuazione di quanto previsto nella risposta del Governo all’interpellanza presentata dall’interrogante in data 23 novembre 2004;

nella risposta della Prefettura di Napoli, regolarmente pervenuta nei termini previsti dalla legge, si ritrovano tuttavia affermazioni sicuramente ambigue: si afferma infatti che la Prefettura di Napoli ha predisposto nel 1990 il piano di emergenza per la sosta di unità navali a propulsione nucleare nei porti di Napoli e Castellammare che, tuttavia, "non è stato estensibile a terzi perché classificato
RISERVATO"; per ottemperare a quanto previsto dal dlgs 230/95 e far fronte alle richieste pervenute fin dal gennaio 2000 da parte di organismi politici, culturali, comitati
cittadini e varie associazioni della società civile, il Prefetto ha chiesto, nel novembre 2001, il parere del competente Ministero; su sollecitazione del Ministero dell' Interno, ha investito poi lo Stato Maggiore della Marina, che ha limitato la riservatezza del piano alle parti strettamente tecniche; il Prefetto ha dunque immediatamente insediato il Comitato per l'aggiornamento del piano, prevedendo una scheda informativa alla popolazione; il piano aggiornato in ogni sua parte è stato quindi approvato dal "Comitato ex art. 118 Dlgs 230/95" nell’agosto 2004 e trasmesso al parere degli"organi centrali", parere che, tuttavia, non è mai pervenuto, nonostante – afferma il Prefetto - sia stato sollecitato in data 17 febbraio 2005;

pertanto il Prefetto, nella risposta inviata al sig. Esposito, rappresentante del Coord. Regionale per la Smilitarizzazione del territorio di Napoli, rende noto di essere tuttora in attesa di tali pareri e delle valutazioni della Commissione Tecnica della Sicurezza e della Protezione Sanitaria, senza i quali non può procedere alla divulgazione del piano d’emergenza;

considerato quanto affermato dal Governo in risposta all’interpellanza presentata dall’interrogante in data 23 novembre 2004 – e che, cioè, nelle more dell'istituzione della commissione ex articolo 133, è affidato alle prefetture il compito di provvedere alla diffusione alla popolazione degli elementi informativi previsti dall'articolo 130 – se non ritenga la risposta fornita dal Prefetto di Napoli alla richiesta del Coord. Regionale per la Smilitarizzazione del territorio di Napoli evasiva e non ottemperante a quanto prescritto dal Governo in sede di risposta all’interpellanza dell’interrogante in data 23 novembre 2004;

quale iniziative intenda intraprendere presso il Prefetto di Napoli affinché questi proceda alla diffusione alla popolazione degli elementi informativi previsti dall'articolo 130 del Dlgs 230/1995.

Roma 07/03/2005

On. Mauro Bulgarelli

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