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La nuova strategia militare europea

L'Agenzia Spaziale Europea delinea le ambizioni militari dell'Unione Europea nello spazio
Francesco Iannuzzelli16 dicembre 2000 - Francesco Iannuzzelli

Alcuni recenti documenti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della Commissione Europea mostrano come, parallelamente alla creazione di un programma comune di sicurezza e di "difesa", si stia preparando una maggiore presenza degli interessi militari nel programma spaziale europeo.

Proprio alcuni giorni fa e' stato presentato un rapporto dell'ESA sulla strategia spaziale europea accompagnato dal rapporto di "3 saggi"; tralasciando le belle parole sullo sviluppo tecnologico dell'Europa, emergono in esso alcuni aspetti rilevanti e indicativi delle reali intenzioni dell'Agenzia.

I 3 saggi
Carl Bildt, ex primo ministro e leader del partito conservatore svedese, coordinatore della "missione di pace" in Bosnia

Jean Peyrelevade, Presidente del "Credit Lyonnais"

Lothar Spath, Membro del partito conservatore tedesco e presidente della Jenoptik, industria di punta nell'ottica (laser) e altre tecnologie
Innanzitutto e' importante specificare che per statuto l'ESA si occupa solo di attivita' riguardanti l'utilizzo _pacifico_ dello spazio. Nel rapporto pero' si delinea una nuova interpretazione, sulla medesima linea degli "interventi umanitari" della Nato, che con la giustificazione della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi (dichiarazione di Petersberg) permette di introdurre interessi di sicurezza e di "difesa" nei compiti dell'ESA senza violarne lo statuto.

Inoltre emerge una sospetta indipendenza dell'attivita' dell'ESA dal parlamento europeo, nell'ottica di una maggiore apertura verso il mercato e verso gli interessi industriali.

Entrando nel merito della tecnologia spaziale, appare evidente nel rapporto il pressante invito al "doppio uso", ovvero a fare in modo che il programma spaziale europeo, oltre agli aspetti di ricerca e di uso civile, sia allo stesso tempo correlato agli interessi economici delle industrie e a quelli strategici dei governi. Pur rischiando di essere riduttivi, si puo' sintetizzare questo concetto con "qualsiasi progetto spaziale deve anche essere di interesse economico e militare".

Lo sviluppo della presenza militare europea nello spazio viene motivato sia come necessita' di indipendenza dagli USA, che come prevenzione nei confronti di altri competitori asiatici per impedire loro lo sviluppo di una propria infrastruttura (palese riferimento alla Cina).

Ci sono gia' alcuni progetti in via di definizione che rientrano in questa ottica. Ad esempio Galileo, il sistema GPS europeo, in contrapposizione al GPS attuale che e' controllato dalla struttura militare statunitense, oppure il GMES (Global Monitoring for Environment and Security).

Proprio la connessione tra ambiente e sicurezza appare cosi' frequentemente da destare il sospetto che non si tratti solo di attenzione alle problematiche ambientali, ma anche di preparazione strategica per i problemi che emergeranno in seguito al crescente degrado ambientale.

Infine segnaliamo l'accenno strumentale alla ricerca scientifica e alla presenza di uomini nelle missioni spaziali: come segnalano i "3 saggi", si tratta di importanti mezzi per ottenere il consenso della popolazione.
In pratica le missioni umane e la ricerca scientifica accompagnati da operazioni mediatiche di vario tipo serviranno da paravento ai reali interessi militari europei (la Nasa ha fatto scuola).

Note:

Per approfondimenti:

Bozza di lettera di protesta da inviare al presidente dell'ESA (in formato pdf)

Il rapporto dei "3 saggi" (in formato pdf)
http://ravel.esrin.esa.it/docs/wisemen_report.pdf
http://ravel.esrin.esa.it/docs/annex1_wisemen.pdf
http://ravel.esrin.esa.it/docs/annex2_wisemen.pdf

Rapporto della Commissione Europea
"Towards a Coherent European Approach for Space"

Global Network Against Weapons and Nuclear Power in Space
(c'e' una nuova sezione dedicata all'Europa)
http://space4peace.org/

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