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Ma perché tanto ritardo in una situazione così grave?

Appello per la campagna Disarmo Nucleare

E' sotto l'incubo di una guerra nucleare che supplico e prego tutte le realtà di base di mettersi insieme per una campagna sul Disarmo Nucleare.
14 gennaio 2007
Alex Zanotelli

Ho riflettuto a lungo nel periodo di Natale e nella Veglia controcorrente vissuta il 31 dicembre a Napoli nella Cappella Universitaria sul tema: “Conto alla rovescia. 49 anni -1” e conclusasi al mattino del 1° gennaio. E ho sentito ancora più forte l'impulso a rilanciare con forza la campagna Disarmo Nucleare.

Lo scorso maggio avevo lanciato la sfida ai nostri ‘saggi' e specialisti (e ne abbiamo tanti in Italia!) perché si mettessero insieme e ci preparassero un documento forte sul dramma del nucleare (scadeva l'ultimatum dell'ONU all'Iran). Ci hanno regalato un bel documento “Fermiamo chi scherza col fuoco atomico…Mettiamoci insieme per il disarmo”. E lo abbiamo affidato alle organizzazioni, gruppi, associazioni che lavorano insieme sulla Pace.

Purtroppo queste belle realtà di base non sono riuscite finora a mettersi insieme per lanciare una campagna nazionale. Ma perché tanto ritardo in una situazione così grave? Nel frattempo la situazione è precipitata: la Corea del Nord ha sperimentato la sua prima bomba atomica, il Giappone ha proclamato il suo diritto alla Bomba, le potenze nucleari continuano, in barba a tutti i trattati, a sperimentare, l'Iran ha deciso di diventare una potenza nucleare e Israele ora minaccia di distruggere gli impianti iraniani con mini-nukes nucleari.

Viviamo all'ombra della bomba, “la Regina di questo mondo” – la proclama René Girard – “solo l'arma nucleare mantiene ai nostri giorni la pace del mondo”. E ci ammonisce: “O ci orienteremo infatti sempre più verso la non-violenza oppure scompariremo.”

E' sotto l'incubo di una guerra nucleare che supplico e prego tutte le realtà di base di mettersi insieme per una campagna sul Disarmo Nucleare. E' un imperativo che nasce dalla estrema gravità della situazione mondiale che viviamo. Si tratta di vita o di morte per tutti. Diamoci da fare tutti perché vinca la vita!

Napoli 6/1/07

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