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«Gettiamo le basi». Dalla Sardegna un no alla guerra

Domani a Cagliari convegno internazionale contro le basi militari. A partire dalla Maddalena, inquinata per anni dai sommergibili nucleari Usa
8 luglio 2007 - Costantino Cossu
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Vieques è un'isoletta al largo di Porto Rico. Sino al 1º maggio del 2003 era occupata da una base militare americana. Gli Usa sono andati via cedendo ad una lotta lunga e tenace delle donne e degli uomini di Vieques scattata nel 1999, dopo la morte di un uomo, un civile, ucciso per errore durante una delle tante esercitazioni: un proiettile andato fuori tracciato. La leader storica della rivolta di Vieques, Nilda Medina, sarà a Cagliari domani per partecipare ad un convegno intitolato «L'opposizione alle basi militari in Sardegna e nel mondo», organizzato dal Cagliari social forum, dalla rete nuovo municipio di Quartu e dal comitato «Gettiamo le basi». Insieme con la Medina, l'ecuadoriana Anabel Estrella e i filippini Herbert Dorcena e Corazon Valdez, che porteranno il contributo di esperienza e di analisi maturato durante le lotte contro le basi Usa in due capisaldi del sistema di sicurezza americano.
A Vieques uno dei problemi era l'inquinamento. I proiettili all'uranio impoverito usati dai militari Usa durante le esercitazioni causavano un'incidenza di tumori spaventosa. Vieques era usata dagli Stati uniti come poligono di tiro fin dal 1941 e veniva «prestata» anche ad altre forze militari della Nato. Le analogie con i poligoni sardi di Capo Teulada e del Salto di Quirra sono evidenti. Solo che lì i giochi di guerra continuano e la gente si ammala di tumore come in nessun'altra parte della Sardegna. Per non parlare della Maddalena, dove i sommergibili a propulsione nucleare della Us Navy hanno inquinato per decenni. Anche nell'arcipelago, dal quale gli Usa andranno via alla fine del 2008, c'è un serissimo problema di bonifica ambientale di cui nessuno parla. Si farà il G8 alla Maddalena, quello del 2009, e si progetta di ospitare nelle acque dell'isola la prossima Coppa America di vela. Silenzio, invece, sulle indagini epidemiologiche che rivelano tassi fuori norma d'incidenza di patologie tumorali; silenzio sui rischi per la salute di chi vive nell'arcipelago e di chi ci va in vacanza.
Anche di questo si parlerà durante il convegno di Cagliari, che si terrà a partire dalle 16 di domani nell'aula magna della casa dello studente di via Trentino e proseguirà nei due giorni successivi. Aprono le relazioni di Nilda Medina, di Wanda Colon Cortes (un'altra leader del movimento antibasi portoricano), di Anabel Estrella, del senatore dei Verdi Mauro Bulgarelli e di Luigi Malabarba, ex segretario della commissione del Senato sull'uranio impoverito. Martedì mattina la parola passerà a Carlo Dore (avvocato del pool giuridico che si è occupato del referendum regionale sulla base della Maddalena) e a Salvatore Sanna (rappresentante della Regione Sardegna nel comitato che controlla l'attività dei militari nella basi sarde). Herbert Docena e Corazon Valdez parleranno dei problemi di bonifica ambientale che le basi Usa hanno creato nell'arcipelago asiatico anche dopo la loro chiusura. Un tema sul quale l'epidemiologo Valerio Gennaro (consulente della commissione del Senato sull'uranio impoverito) fornirà i dati più recenti riferiti alle zone che in Sardegna e nel resto d'Italia ospitano i poligoni e le basi Usa. Martedì pomeriggio, tavola rotonda sull'azione diretta nella lotta vincente contro le basi Usa a Vieques e tavoli di lavoro tematici su informazione, costruzione di reti, sovranità negata, impatto ambientale, G8 alla Maddalena. Mercoledì mattina, relazioni sul lavoro dei tavoli tematici, proposte operative e conclusioni. Per informazioni si può chiamare il 338-6132753.

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