Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

Vicenza «sigilla» la base e contesta Rutelli

Il vicepremier travolto dai fischi all'arrivo al teatro Olimpico. Ma risponde: «Ormai la decisione è presa». Il «popolo delle pentole» manifesta davanti alla Ederle
15 settembre 2007 - Orsola Casagrande
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli è persona non grata a Vicenza. E a giudicare dalla folla che ieri ha voluto comunicarglielo di persona, il messaggio dovrebbe essere arrivato forte e chiaro. Duemila (tremila a fine serata) persone «armate» di pentole, coperchi, fischietti e tanta voce hanno letteralmente travolto l'arrivo al teatro Olimpico del vicepresidente. Rutelli è entrato con l'auto blu nel cortile del teatro. In precedenza, a Schio, aveva detto che «la decisione sul Dal Molin è stata già presa e noi manterremo gli impegni internazionali». Quanto alle proteste il ministro dei beni culturali ha sottolineato che «fa parte della democrazia non condividere una scelta e protestare. Sono rispettoso di chi esprime pareri diversi. Ma la decisione - ha ribadito - è presa».
L'Altrocomune aveva nel pomeriggio emesso una delibera che dichiarava Rutelli persona non grata. E per andare a rendere «operativa» la delibera il presidio permanente e il campeggio no Dal Molin hanno trasferito in piazza Matteotti le loro attività. Ieri pomeriggio, dunque, l'incontro con Alex Zanotelli si è svolto in una piazza gremita, quasi duemila persone per uno degli esponenti contro la guerra più amati anche in città. Tutti molto attenti e con un occhio rivolto verso il teatro Olimpico blindato, per vedere se Rutelli arrivava.
Il popolo delle pentole è tornato ieri anche alla caserma Ederle, sede del comando della 173° Brigata aerotrasportata statunitense. In quelle che ormai sono manifestazioni all'insegna della creatività, c'è stato posto anche per degli enormi blocchi di cemento che hanno chiuso le vie d'accesso alla caserma. Gli operai dell'Altrocomune - donne e uomini del presidio permanente - hanno chiuso gli ingressi e le uscite della struttura militare posando blocchi di cemento e fissandoli all'asfalto con malta a presa rapida. Intorno altri manifestanti hanno teso nastri arancione da cantiere e coperto le insegne della base con la scritta «No War». Tra gli interventi dal microfono, anche una donna statunitense che ha invitato più volte i soldati della casema Ederle a non rendersi complici della distruzione provocata dalla guerra e della devastazione del territorio che potrebbe creare la realizzazione di una nuova installazione militare.
Rumoroso e colorato come sempre, dal corteo, che è poi ripartito verso piazza Matteotti, si sono alzati slogan e canti. La caserma Ederle era il secondo obiettivo scelto domenica scorsa al campeggio no Dal Molin organizzato dal presidio permanente. Gli altri due obiettivi sono il comune e la giunta Hullweck (presi di mira in modo ironico giovedì) e naturalmente il sito dell'aeroporto Dal Molin, che sarà oggi teatro della nuova manifestazione del popolo delle pentole, della città, degli studenti che hanno indetto uno sciopero regionale. Il corteo partirà alle 9.30 dall'area del festival no Dal Molin e si dirigerà verso l'aeroporto civile, dove si congiungerà con la manifestazione regionale degli studenti. «L'obiettivo dell'iniziativa - dice Marco Palma, del presidio permanente - è quello di entrare nell'area destinata al progetto di militarizzazione per piantare decine di alberi». Lo slogan della manifestazione non a caso è costruiamo il nuovo parco pubblico al Dal Molin. «Un parco al posto di un avamposto militare - dice ancora Palma - per fare dell'aeroporto un'area a disposizione della cittadinanza e non un luogo di guerra». Ieri davanti alla caserma Ederle anche i sindacalisti e i lavoratori iscritti alla Cub, che da anni si battono per la riconversione delle strutture militari in civili.
I vicentini che in questi giorni hanno attraversato il Festival no Dal Molin sono stati tantissimi; un movimento vivo e radicato «e questo - dice Palma - nonostante il sì del governo e l'atteggiamento provocatorio messo in atto dell'amministrazione comunale di Vicenza». Il festival-campeggio No Dal Molin si concluderà domenica. Ma gli appuntamenti in calendario, e non solo per i vicentini, sono già molti. A partire dalla tre giorni europea che si terrà proprio a Vicenza a dicembre e decisa nell'assemblea nazionale del Patto di mutuo soccorso che si è svolta domenica scorsa al festival.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)