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La Sicilia contro la Guerra

La resistenza alla base militare statunitense di Niscemi
27 novembre 2013 - Antonio Mazzeo
Fonte: The Broken Rifle, War Resister’ International
Londra - 01 settembre 2013

Una manifestazione del comitato No MUOS

Il 9 agosto 2013, si stima che cinquemila persone si siano riunite e abbiano marciato per protestare contro la nuova base di comunicazione satellitare statunitense che sta per essere costruita a Niscemi, in Sicilia. Quando la protesta si è conclusa, molti di loro hanno invaso la base per liberare gli undici attivisti pacifisti che fin dal giorno prima si erano arrampicati fin su le antenne presenti all’interno della base militare. Questa è stata l'ultima iniziativa popolare contro il progetto della Marina militare americana che vuole distribuire in Sicilia una delle quattro stazioni di terra che insieme a cinque satelliti geostazionari compongono tale sistema di comunicazione satellitare.

La base militare statunitense di Niscemi (NRTF) si trova all’interno di una riserva naturale protetta (un sito riconosciuto di importanza comunitaria, SIC) denominata Sughereta, un bosco naturale di querce di sughero.

 Per proteggere quest’oasi naturale e per rivendicare il diritto della popolazione circostante ad un ambiente sano e pulito, nonché per denunciare la crescente militarizzazione della Sicilia ad opera dell'esercito statunitense, migliaia di persone hanno protestato per due anni contro il progetto del MUOS. La società civile siciliana è contraria all’istallazione dei MUOS e si oppone fermamente al fatto che questa terra, la Sicilia, sia adibita ad uso militare.

Il Comitato No MUOS, tra cui molte donne che si oppongono accanitamente e con fervore al progetto di creazione del nuovo sistema satellitare, hanno bloccato la strada che conduce alla base militare. Inoltre hanno tagliato fuori gli agenti in divisa e proibito l'accesso del luogo agli operai.

 Di fronte a tutto questo, i manifestanti sono stati trattati in maniera brutale e violenta dalla polizia in diverse occasioni; inoltre sotto l’autorità degli Stati Uniti e del rispettivo Governo, lo Stato italiano insiste nel sostenere il progetto e non accenna a tirarsi indietro.

Il progetto è stato autorizzato, senza la documentazione necessaria, nel 2005, negli anni del governo di Silvio Berlusconi, ma è stato a sua volta sostenuto da tutte le legislature che si sono susseguite. (Prodi, Monti, Letta).

Il sistema multimiliardario del MUOS è un programma di nuova generazione di comunicazione satellitare a banda stretta, concepito per migliorare in maniera significativa il coordinamento capillare di tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aeromobili a pilotaggio remoto.

Il sistema MUOS fornirà simultaneità della voce, video e dati sfruttando la tecnologia delle comunicazioni mobili. Il traffico dati sarà potenziato di dieci volte rispetto alla capacità dei precedenti sistemi di comunicazioni.

I satelliti del MUOS sono soltanto il primo passo di un sistema di comunicazione che andrà a sostituire quello denominato UFO (Ultra High Frequency Follow On).

Tale sistema, come si è detto in precedenza, è costituito da cinque satelliti geostazionari -di cui uno in orbita di ricambio - e una rete terrestre che collega le stazioni di terra in tutto il mondo (NRTF di Niscemi e le altre tre basi militari presenti in Virginia , Australia e Hawaii). La stazione di Niscemi sarà dotata di tre antenne paraboliche del diametro di 18,4 metri le quali trasmetteranno nella gamma di microonde, e due antenne alte149 che trasmetteranno secondo un moto elicoidale nello spettro delle UHF.

 Dallo studio condotto dai fisici del Politecnico di Torino, Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu, emerge che le onde elettromagnetiche provenienti dal MUOS saranno distribuite a distanza di 135 km con il grosso rischio di causare malattie degenerative gravi quali la leucemia e il cancro, nella popolazione del territorio. Per di più, la zona di Niscemi era già stata inquinata sin dal 1991 quando 41 antenne erano ospitate dalla struttura NRTF.

Infine, il raggio principale di microonde emesso dalle antenne MUOS incrementa significativamente il rischio di irradiazione accidentale di aeromobili e potrebbe causare incidenti anche a decine di chilometri di distanza. Tutti questi rischi sono stati apertamente riconosciuti nella decisione del TAR, che ha ratificato un interruzione provvisoria del progetto.

Il Governatore siciliano Rosario Crocetta (membro del partito democratico ed ex leader comunista) inizialmente ha sostenuto la lotta del Movimento No MUOS bloccando le autorizzazioni per i lavori all’interno della riserva ecologica. A fine luglio Rosario Crocetta è tornato sui suoi passi ed è diventato un sostenitore del progetto. Ha anche accusato il movimento pacifista dei No MUOS di essere appoggiato dalla mafia. Una miriade di attivisti e i membri base delle organizzazioni antimafia hanno risposto di contro denunciandolo al Tribunale Giudiziario.

La verità è che gli esponenti del movimento No MUOS hanno denunciato di volta in volta la ditta di Niscemi che aveva il compito di preparare la piattaforma per le antenne MUOS: la società non ha un certificato antimafia (in Italia è obbligatorio firmare questo tipo di contratto). La stessa società aveva lavorato tutto il tempo senza l’intervento delle autorità civili e militari, che teoricamente dovevano “sborsare”.

Nel febbraio del 2012, il Senatore Giuseppe Lumia (Pd) - politicamente vicino al Presidente siciliano Crocetta - ha presentato un’interrogazione parlamentare sul problema della legalità denunciando le infiltrazioni mafiose sugli appalti edili: il risultato è che il Governo non ha mai dato una risposta.

Lumia in una nota risalente a Giugno ha scritto: "dalle indagini del DDA, risulta che Vincenzo Piazza, delegato della ditta, era legato al noto esponente mafioso del clan Giugno-Arcerito, Giancarlo Giugno, attualmente libero a Niscemi...

Giornalisti, politici e amministratori locali hanno denunciato l’ingerenza di pesanti minacce mafiose nei confronti del popolo No MUOS .

La presenza costante degli attivisti No MUOS, che nella piccola città di Niscemi (solo trentamila abitanti) continuano ad esprimere il loro dissenso, è l’unico mezzo per cercare di fermare i lavori. Grazie a tutti i cittadini che hanno risposto all’appello, stiamo continuando la protesta dalla base US-Navy-8, ma l'azione repressiva contro le persone che vogliono semplicemente riprendersi la sovranità è forte. Il 6 marzo anche le madri No MUOS erano alla base: alcune di loro sono state trascinate coattivamente dalla polizia, al fine di consentire ad alcuni soldati americani di attraversare il passaggio. Purtroppo, una della madri è anche stata ricoverata in ospedale .

Una scena simile a tutto questo si era verificata l’undici gennaio scorso, quando alcuni attivisti bloccarono l'accesso alla base e conseguentemente furono aggrediti e feriti da quasi cento poliziotti. Il 22 aprile, quattro attivisti, due giovani uomini e due giovani donne, hanno tagliato la recinzione della base Usa e si sono arrampicati sulle antenne giganti già in funzione. La polizia, i militari e vigili del fuoco erano andati lì per convincerli a scendere. Due di loro sono stati arrestati e accusati di danneggiamento aggravato, resistenza al pubblico ufficiale, e introduzione abusiva in luogo di interesse militare.

Un mese fa, circa ventina di intellettuali, professori e ricercatori statunitensi, del calibro di Noam Chomsky, Linda Alcoff, Dick Walker, Chris Hedges, hanno firmato un appello pubblico per chiedere all’amministrazione Obama di porre fine all’installazione della stazione MUOS a Niscemi. Sono stati anche fermamente condannate le brutalità nei confronti dei manifestanti che hanno espresso la loro solidarietà con la società civile siciliana per protestare contro il sistema del MUOS.

Tradotto da Francesca Grassia per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
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