Intervista a Domenico Leggiero, l'autore di questo libro; un libro di fatti, di documentazione, di storie di malattie e di morti...
URANIO - Storia di un'Italia impoverita - l'intervista
15 dicembre 2005
Questo libro come lo ha impostato?

Il libro nasce dall'esperienza personale. Fin dall'inizio nacque per una serie di combinazioni, frutto di documentazione, di fatti, di testimonianze, che ci indussero ad effettuare ricerche. Alla fine di queste, ci trovavamo con storie che via via si rinnovavano con nuovi elementi. Infatti il libro sembra quasi interrotto perché a un certo punto ci siamo chiesti, posti il problema, se finire la storia o proseguirla. I ragazzi continuavano a morire, mentre il libro stava andando in stampa ne sono morti altri due (ne avete parlato anche sul vostro sito). La storia purtroppo si ripete. Sono storie tutte significative e tutte documentate, anche dalla commissione di inchiesta che ormai dura da maggio... Quindi si tratta anche di un libro documentale? E' un libro documentale e di storia; la natura del libro è questa, non è un racconto e basta ma è un racconto e una raccolta di documenti e di prove. Sugli effetti dell'uranio impoverito c'è una certezza non assoluta; che poi possano esserci altre cause anche qui è evidente, ma che bisogna fare qualcosa per fermare assolutamente quello che sta succedendo, è un dato di fatto. Leggevo tempo fa altre ipotesi, che non fosse l'uranio ma ad esempio le polveri sottili... Ma le polveri sottili sono un prodotto dell'uranio; anche l'informazione che si fa su queste cose molto spesso porta lontano dalla verità. In effetti l'uranio nella sua radioattività è pericoloso ma non è letale; l'effetto dell'esplosione dell'uranio diventa letale perché produce una quantità di nanopolveri e di sostanze che sviluppano la patologia neoplastica. Ovviamente ci può essere anche una predisposizione genetica, non è detto che tutti la contraggano, ma è un po' come il fumo, non è detto che chi fuma si ammali di cancro, ma è certo che una elevata percentuale di fumatori lo contragga. Chi adottò all'inizio l'uso dell'uranio impoverito per le sue caratteristiche di alto peso specifico, aveva tenuto conto della sua radioattività quindi del suo danno? L'utilizzo dell'uranio impoverito è una questione di efficacia perché è un materiale più pesante e con capacità più dirompente, però c'è, come dire, una “malafede” perché comunque se avessero dovuto costruire proiettili all'uranio impoverito puro sarebbero stati troppo costosi. Perché utilizzano l'uranio impoverito? Perché utilizzano materiali di scarto dalla lavorazione dell'uranio arricchito per le centrali atomiche: in un chilo di uranio, 950 grammi avanzano e sono uranio impoverito. Non solo, non è solo uranio impoverito puro ma è uranio impoverito con dentro infinitesimali percentuali di plutonio che, sebbene in minima quantità, è quella sostanza che al momento dell'impatto con l'obiettivo produce un attacco microatomico e quindi gli effetti che abbiamo detto. Quali sono i suoi rapporti, sia con la gerarchia che con i commilitoni, riguardo queste vicende? Con i commilitoni, ottimi. Nessun tipo di problema. Con le gerarchie...il discorso cambia. E’ giusto distinguere quella gerarchia “sana”, con un rapporto di collaborazione, di confronto e di dialogo; però come gerarchia “sana”, proprio perché sana, non arriva quasi mai ai vertici massimi; e invece, con la parte con cui mi trovo, diciamo, meno in sintonia, che poi è la parte ai vertici in assoluto, i rapporti non sono inquadrabili in questo senso.
La recensione del libro
"Uranio" è un libro di fatti, di documentazione, di storie di malattie e di morti - le storie dei nostri soldati tornati dal loro servizio sui fronti delle "guerre umanitarie" dei giorni nostri. Ma nel contempo il libro ci racconta il perché di queste morti, anche attraverso i documenti della commissione d'inchiesta finalmente attivata. E', secondo le parole dell'autore, "un libro di storia contemporanea". Leggi l'intera recensione su "NoBrain"!
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