Abbracciamola!
Ebbene sì: è trascorso mezzo secolo dal disastro ambientale del 28 gennaio 1969 a causa di un blow-out, e cioè di uno

"Che belle parole!" direbbe il caro Luciano Rispoli anche perchè nel 2015, per esempio, sempre a Santa Barbara il disastro si è ripetuto.
Fatto è che 22 Aprile 1970, 20 milioni di Americani tra cui studenti provenienti da migliaia di scuole, college e università, parteciparono alla manifestazione e protestarono contro il degrado e l’inquinamento e da allora il 22 Aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra.
Venti anni dopo, nel 1990, questa Giornata spinse i Capi di Stato a organizzare a Rio de Janeiro nel 1992 un Summit della Terra, prima conferenza mondiale su tema ambientale e di seguito, nel 2016, i rappresentanti di ben 200 nazioni firmarono in occasione dell’Earth Day l’Accordo di Parigi, il primo concordato universalmente riconosciuto e giuridicamente vincolante sulla salvaguardia del clima a livello mondiale (quello famoso dei 2°!).
Dunque siamo alla cinquantesima Giornata della Terra e siamo in piena emergenza sanitaria con relativo lockdown che, come prontamente trovato dai miei studenti durante una videolezione, è l'solamento dei detenuti e più concretamente ora per noi è l'impossibilità di uscire da casa e il blocco di molte attività lavorative e produttive.

E' impossibile partecipare alla Giornata Mondiale della Terra se non attraverso molteplici iniziative online, come la maratona multimediale dedicata alla tutela del nostro pianeta o anche attraverso il flashmob #Earthday2020 #Abbracciamola #iocitengo fotografandosi in un abbraccio anche con un atlante o una carta geografica: il doodle di Google, inoltre, offre a piccini e grandi di giocare con un'ape alla scoperta di questa creatura meravigliosa e lettura interessante è 50 modi per celebrare i 50 anni della Giornata mondiale della Terra.
Perchè è vero che parlarne è importante per sensibilizzare e prima ancora sensibilizzarci alle varie problematiche ambientali, ma è davvero arrivato il tempo di fare qualcosa per il nostro pianeta e con il nostro pianeta, ora che questa sorta di nostro fermo biologico sta corrispondendo a una sua rinascita, evidente in molti aspetti dei paesaggi naturali ma anche di quelli antropizzati.
E, anzi, ci sarebbero anche più di 50 cose da fare!
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