Ecodidattica

Aumenta anche il rischio di malformazioni congenite

Gli interferenti tiroidei e la compromissione nello sviluppo intellettuale e fisico del feto

Nel gruppo degli interferenti tiroidei rientrano pesticidi organofosforici, bisfenolo A, ftalati, PCB e diossine; questi ultimi possono oltrepassare la barriera placentare. Alcune sostanze possono avere potenziali effetti teratogeni sulla progenie e alterare lo sviluppo neurocomportamentale.
Istituto Superiore della Sanità (Rapporti ISTISAN 13/28)
Fonte: Federica Quintarelli (a), Francesca Baldi (b), Andrea Fabbri (c)
(a) Unità Operativa Complessa di Endocrinologia, Polo Ospedaliero S. Eugenio, Roma
(b) Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Istituto Superiore di Sanità, Roma
(c) Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Università Tor Vergata, Roma

Rischio

Rientrano nel gruppo degli interferenti tiroidei alcune sostanze chimiche rilasciate nell’ambiente come pesticidi organofosforici, bisfenolo A, ftalati, PCB e diossine; questi ultimi sono anche in grado di oltrepassare la barriera placentare.
La fase della gravidanza e dello sviluppo fetale sono particolarmente delicate e più sensibili agli insulti esterni che interferiscano con l’attività tiroidea. Studi su modelli animali dimostrano che alcune di queste sostanze possono avere potenziali effetti teratogeni sulla progenie, essendo in grado di determinare alterazioni cliniche o subcliniche dello sviluppo neurocomportamentale sia in maniera diretta, ma anche interferendo con l’azione di ormoni tiroidei che regolano la maturazione di specifiche aree cerebrali.

L’ipotiroidismo rappresenta la più frequente alterazione endocrina della donna in età fertile e
si riscontra in gravidanza con un’incidenza 100 volte superiore rispetto alla condizione di
ipertiroidismo.
Numerose evidenze suggeriscono che l’ipotiroidismo in gravidanza, se non trattato, è in grado di interferire negativamente sulla prognosi riproduttiva aumentando il rischio sia di esiti avversi, sia di alterazioni importanti e spesso permanenti dello sviluppo prenatale.
Infatti, in caso di ipotiroidismo in gravidanza, numerose sono le complicanze, sia per la madre che per il feto, associate a questa patologia: ipertensione materna con o senza preeclampsia, distacco della placenta, aborto spontaneo, parto pretermine, emorragia post-partum, basso peso alla nascita, mortalità neonatale, compromissione nello sviluppo intellettuale e fisico
del feto, nonché aumentato rischio di malformazioni congenite.
Pertanto, una diagnosi precoce e il corretto trattamento dell’ipotiroidismo, sia durante che in
previsione di una gravidanza, risultano di cruciale importanza.

Note: In questa pagina web c'è una sintesi della pagina web https://publ.iss.it/Items/GetPDF?uuid=ba78a711-d692-4528-8043-3fc4453984ce che ha come titolo IPOTIROIDISMO E GRAVIDANZA: RISCHIO DI MALFORMAZIONI CONGENITE. Il file dello studio è qui allegato.

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