L'esperienza di educazione ambientale come patrimonio culturale della comunità
L'autore mi aveva telefonato per avere maggiori informazioni su questa nostra esperienza che per lui costituiva e costituisce un patrimonio culturale da custodire.
Il patrimonio culturale è il luogo di cui si raccoglie la ricchezza materiale e immateriale di testimonianze di un paese, una città, una nazione. Tale patrimonio è destinato alla fruizione collettiva. Per una definizione del concetto di patrimonio culturale si veda la Convezione di Faro. La Convenzione tiene conto dei processi in atto di democratizzazione della cultura e di open government, poiché vede nella partecipazione dei cittadini e delle comunità la chiave per accrescere la consapevolezza del valore del patrimonio culturale e il suo contributo al benessere e alla qualità della vita.
Nella presentazione del libro, a cura di Giuliano Volpe, il "patrimonio culturale" viene definito come un intreccio inestricabile di beni materiali e immateriali e del paesaggio che rendono unico il nostro Paese. E aggiunge a p. 8: "E' l'intero patrimonio culturale a dare senso ai nostri luoghi, belli e brutti, conservati e devastati, ordinati e degradati". E pone attenzione al ruolo della scuola come luogo dove educare a cogliere le innumerevoli tracce presenti nel territorio e le tante storie che esso contiene.
E la parte che ci riguarda è a pagina 170 e si intitola "Il lessico dell'Ambiente. Scuola, Taranto e Patrimonio".
Quando l'autore del libro, Maurizio Triggiani, mi telefonò, non immaginavo minimamente che la nostra esperienza e che le nostre storie potessero far parte di un "patrimonio culturale" e ho dovuto faticare parecchio per capire che il patrimonio culturale non è solo la storia dell'arte e dei beni museali. L'autore mi spiegava che patrimonio è anche la memoria di una comunità, sono anche le storie delle persone, la storia della comunità delle persone, è anche la scuola che educa alla lettura del patrimonio di comunità fatto di memorie, di storie e di identità culturale. Con Ecodidattica abbiamo, secondo lui, creato un percorso di identificazione e di raccolta di un patrimonio di cultura e di esperienze. Io sono rimasto veramente colpito da questo approccio perché non immaginavo che noi potessimo essere parte di un patrimonio culturale immateriale. E nell'introduzione del libro si parla dello scrittore David Foster Wallace che spiazzò tutti raccontando questa storia: "Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: 'Salve ragazzi, com'è l'acqua?' I due pesci nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e dice: 'Che cavolo è l'acqua?'" Ecco... noi spesso non ci accorgiamo dell'acqua in cui ci muoviamo e di essere in buona sostanza "immersi" in un contesto di storie ed esperienze che - se trasformate in cultura - diventano (anche se ne siamo non consapevoli) patrimonio culturale. Il libro che ho ricevuto oggi ci colloca in questo rapporto fra storia e patrimonio culturale. E l'autore ricorda che nel 2015 è stato varato il Piano Nazionale per l'Educazione al Patrimonio Culturale, sancito dall'intesa fra il MIUR e il Ministero dei Beni Culturali.Allegati
L'indice del libro di Maurizio Triggiani
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