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Comunicato stampa

Wolfowitz alla Banca Mondiale? La società civile dice no.

CONTRO I BOMBARDAMENTI SULLO SVILUPPO E LA POVERTA' - Appello della società civile italiana ed europea ai capi di stato e di governo europei, al Parlamento italiano ed europeo sulla nomina del Presidente della Banca mondiale.
19 marzo 2005

19 Marzo 2005 - La Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, la Tavola
della pace e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i
diritti umani lanciano un appello ai capi di stato e di governo europei, al
Parlamento italiano ed europeo sulla nomina di Paul Wolfowitz alla
Presidenza della Banca Mondiale.

Per contatti stampa
Alessandra Tarquini 347/9117177 ­ Luca Manes 335/5721837

***

CONTRO I BOMBARDAMENTI SULLO SVILUPPO E LA POVERTA'

Appello della società civile italiana ed europea ai capi di stato e di
governo europei, al Parlamento italiano ed europeo sulla nomina del
Presidente della Banca mondiale.

Noi firmatari esprimiamo la nostra più profonda contrarietà alla candidatura
di Paul Wolfowitz alla carica di Presidente della Banca mondiale da parte
del Presidente degli Stati Uniti.

Crediamo che la nomina di chi amministra la Banca mondiale sia una questione
cruciale che riguarda il futuro degli sforzi internazionali verso lo
sradicamento della povertà e sia nostro dovere mobilitarci immediatamente.
Opporsi alla candidatura dell¹amministrazione americana è un dovere coerente
con le norme democratiche internazionalmente riconosciute e gli impegni
politici assunti da gran parte dei paesi europei.

a. Consideriamo l¹esperienza di Wolfowitz come ambasciatore americano in
Indonesia durante la dittatura di Suharto palesemente insufficiente per i
requisiti di conoscenza economica e di materie inerenti lo sviluppo
richiesti ad un candidato per la presidenza della più importante istituzione
internazionale in materia di sviluppo e lotta alla povertà. In particolare,
consideriamo inaccettabile ed inconcepibile che l¹architetto della guerra
preventiva, l¹ideologo del dominio statunitense unilaterale nelle relazioni
internazionali ed il primo promotore della guerra in Iraq, illegale secondo
il diritto internazionale, venga nominato al vertice dell¹istituzione
multilaterale preposta allo sviluppo dei paesi più poveri.

b. Temiamo che la nomina di Wolfowitz rischi di rendere la Banca uno
strumento della controversa politica estera americana, incentrata solamente
sulla guerra infinita e sulla lotta al terrorismo, rendendo gli aiuti allo
sviluppo concessi da questa istituzione più dipendenti dalla stretta
adesione alle priorità unilaterali dell¹amministrazione americana.

c. Riteniamo illegittimo il processo non trasparente e non democratico
secondo cui un solo governo nomina un singolo candidato per la presidenza
della Banca. Crediamo che dopo più di 60 anni debba avere termine la
tradizione non scritta in vigore sin dalla Conferenza di Bretton Woods -
alla quale parteciparono solamente 45 paesi dell¹attuale comunità
internazionale di più di 190 stati - che vede la presidenza della Banca
mondiale appannaggio degli Stati Uniti d¹America e la direzione del Fondo
monetario internazionale ai governi europei. Una tale procedura di nomina
risulta, inoltre, in esplicita contraddizione con l¹Obiettivo di Sviluppo
del Millennio numero 8, che è stato sottoscritto da tutti i governi della
comunità internazionale, inclusi gli Stati Uniti, e con gli impegni
conclusivi della Conferenza ONU su Finanza per lo Sviluppo di Monterrey del
marzo 2002, volti a definire una nuova partnership globale per lo sviluppo
democratica, condivisa e partecipata da tutti i governi e gli attori dello
sviluppo.

d. Chiediamo ai governi europei ed a quello italiano di rimettere in
discussione subito l¹attuale processo di nomina del Presidente della Banca
mondiale e anche di impegnarsi sin da oggi in favore di un processo
pienamente aperto e democratico nell¹occasione della prossima nomina del
direttore del Fondo monetario internazionale, agendo quindi in maniera ben
diversa da quanto avvenuto in occasione della nomina nel 2004 dell¹attuale
direttore del Fondo.

e. Sollecitiamo i governi europei e quello italiano a seguire il precedente
stabilito dagli Stati Uniti nel 2000, quando questi si opposero al candidato
europeo per il FMI. Ricordiamo che i governi europei, se agissero insieme,
rappresenterebbero il principale blocco azionista della Banca e quindi
potrebbero rifiutare l¹attuale candidato americano, addirittura imponendo un
veto, e proporre altri candidati americani, europei o di altri paesi.

f. Chiediamo ai governi europei ed a quello italiano di rendere pubblica e
chiara la propria posizione su questo argomento come una questione di
urgenza. Di contro consideriamo i governi europei e quello italiano
parimenti responsabili come quello statunitense della nomina politica di
Wolfowitz alla presidenza della Banca mondiale in caso non rendessero
pubblica la loro posizione rispondendo alle richieste di questo appello.

Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Tavola della pace,
Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e diritti umani.

Per adesioni:

info@crbm.org Campagna per la riforma della Banca Mondiale,

info@perlapace.it Tavola della pace

info@entilocalipace.it Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i
diritti umani

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