L'Unione Africana ha deciso di voler essere rappresentata nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu
Risoluzione dell’Union européenne des fédéralistes Bruxelles, 10 Aprile 2005 Risoluzione sull’Unione Africana, l’Unione Europea e la proposta del Segretariato generale dell’ONU sulla Riforma del Consiglio di Sicurezza
Il Consiglio Esecutivo dell’Unione Africana ha adottato, lo scorso 8 marzo, una risoluzione storica sulla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Ha deciso che l’Africa, non i singoli stati membri, dovrebbe essere rappresentata all’interno del Consiglio di Sicurezza. Questa decisione deve essere interpretata come un rifiuto della proposta di affidare, accanto a membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, gendarmi regionali con la responsabilità di assicurare l’ordine mondiale. Se l’Africa vuole occupare il posto che le spetta negli organi dell’ONU, dove sono prese le decisioni cruciali che riguardano l’umanità, deve essere in grado di parlare con una sola voce. L’egemonia dei grandi poteri e le disuguaglianze tra gli stati possono essere progressivamente superati se le regioni più povere del mondo saranno in grado di unirsi e di trovare, attraverso la loro unificazione politica ed economica, la strada per liberarsi dalla loro condizione di dipendenza. Questa riflessione si applica anche all’Unione Europea, che deve avere una singola politica estera e di sicurezza, se vuole essere indipendente dagli Stati Uniti, e un singolo rappresentante all’interno del Consiglio di Sicurezza, se vuole contribuire alla costruzione della pace nel mondo. La novità straordinaria della rappresentanza delle grandi regioni nel Consiglio di Sicurezza risiede nel riconoscimento del diritto di tutti gli stati ad essere rappresentati in questa istituzione attraverso le loro rispettive organizzazioni regionali senza distinzione tra membri permanenti e non permanenti. (traduzione di Veronica Vicinelli per Peacelink-Europace)
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