L’idea confederale di Tremonti rappresenta una involuzione dell’UE
Giulio Tremonti dalle colonne del Corriere della Sera (30/12/2023) ci ha mostrato il suo modello di Europa: una confederazione che unisce il necessario la politica estera e di difesa, lasciando agli Stati ciò che non è necessario. Tale modello non può funzionare.
Scene at the Signing of the Constitution of the United States, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Scene_at_the_Signing_of_the_Constitution_of_the_United_States.jpg
Giulio Tremonti dalle colonne del Corriere della Sera (30/12/2023) ci ha mostrato il suo modello di Europa. Una confederazione che unisce il necessario: la politica estera e di difesa, lasciando agli Stati ciò che non è necessario.
E in un passaggio illuminante dichiara che in una futura UE con 35 Stati “non puoi riservare a ciascuno un equivalente potere di voto e di veto”.
In altre parole Tremonti propone un potere di voto e di veto differenziato (senza spiegare come) ovvero una sorta di Consiglio di sicurezza dell’ONU in salsa europea dove alcuni Stati hanno più peso di altri.
Non ci vuole molto a capire che tale modello non può funzionare.
Non basta avere una politica estera e di difesa comuni. Ci vuole una politica estera e di difesa europee con un vero governo federale che risponde del suo operato al Parlamento. Altrimenti chi controllerà un futuro esercito europeo?
Gli Stati Uniti risolsero il problema con la Convenzione di Filadelfia tramite la quale le tredici colonie da confederazione diventarono una federazione e si dotarono di un governo federale.
A questo proposito il Parlamento europeo lo scorso 22 novembre ha approvato una proposta di riforma delle istituzioni europee in senso federale. Gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, il partito di Giulio Tremonti, hanno votato contro la proposta assieme ai colleghi della Lega.
Chi propone un modello confederale per l’UE condanna gli europei alla irrilevanza in un mondo che presto conterà 10 miliardi di persone.
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