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Gli Ingranaggi Europei girano per la Pace?

La macchina della politica istituzionale europea continua a lavorare a pieno regime, nonostante il non trascurabile inceppamento del fallimento della Conferenza Intergovernativa. Quella della società civile non è però da meno: iniziativa Pro-UNCOPAC, conferenza interdisciplinare sui conflitti, Forum interagenzie, missione in Israele e Palestina.
Ma gli ingaggi girano nella sessa direzione?
Matteo Menin (Responsabile politiche europee, Advocacy e Raccolta Fondi del CSDC)
Fonte: CSDC - Centro Studi Difesa Civile
www.pacedifesa.org
- newsletter gennaio 2004 -


LA MACCHINA DELLA POLITICA ISTITUZIONALE EUROPEA CONTINUA A LAVORARE a pieno regime, nonostante il non trascurabile inceppamento del fallimento della Conferenza Intergovernativa. Sono state così approvate: una nuova Strategia europea di sicurezza, nuovi organi militari e civili di collegamento con la NATO, ma anche una nuova strategia contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e una nuova missione in Macedonia.
Quella della società civile non è però da meno: iniziativa Pro-UNCOPAC, conferenza interdisciplinare sui conflitti, Forum interagenzie, missione in Israele e Palestina.
Ma gli ingaggi girano nella sessa direzione?

Le ultime decisioni dei ministri europei: Verso una Politica Europea di Sicurezza molto militare e poco civile?

Il Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri che si è riunito l’8 e 9 dicembre a Bruxelles ha riaffermato l’impegno dell’UE a fare del multilateralismo un elemento centrale dell’azione esterna. Centrale dovrebbe essere il ruolo delle Nazioni Unite, alla cui riforma i Ministri hanno affermato di volere contribuire attivamente… a nome dell’Unione.
Qualche giorno dopo, il 12 e 13 dicembre, i Capi di Stato e di Governo riuniti in sede di Consiglio Europeo, non hanno raggiunto alcun accordo sulla futura Costituzione. Sarà ora la nuova presidenza irlandese a vagliare quali progressi sono possibili e a riferire a marzo, non è sicuro che si arriverà ad un accordo entro giugno e, per ora, non è in programma una nuova Conferenza Intergovernativa.
I rappresentanti dei governi hanno poi approvato una nuova versione della Strategia Europea di Sicurezza - documento che illustra la visione della sicurezza dell’Unione e detta le linee guida della relativa politica per i prossimi anni. La priorità sarà accordata alla lotta al terrorismo, al Medio Oriente, alla Bosnia-Erzegovina e al sostegno delle Nazioni Unite; nei prossimi mesi J. Solana (Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza) e la Commissione dovranno tradurre questi impegni in proposte concrete da presentare alla prossima riunione del Consiglio Europeo [3] .
Nella stessa occasione è stata approvata la strategia dell’Unione Europea contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa [4] e si è decisa la creazione di due nuovi organismi dell’UE. Una cellula composta da un numero ridotto di esperti verrà distaccata presso il quartier generale della NATO – dovrebbe assicurare il collegamento e la conclusione dei necessari accordi fra lo staff militare dell’Unione e quello Nato per futuri interventi dell’UE con l’utilizzo degli strumenti e strutture della Nato; una seconda cellula composta da esperti civili e militari dovrebbe invece contribuire alla pianificazione ed al coordinamento delle operazioni anche civili e gestire l’interconnessione fra civile e militare. Anche queste decisioni dovranno essere tradotte in proposte pratiche dall’Alto Rappresentante al più presto possibile nell’arco del 2004.

Il Fondo Europeo di Sviluppo per l’Africa finanzierà un’operazione militare di peace keeping in Burundi.

Il 4 dicembre scorso gli stati membri dell’Ue hanno deciso di approvare la proposta della Commissione per uno stanziamento di 25 milioni di € a favore delle operazioni di peace keeping dell’Unione Africana in Burundi. I fondi, provenienti da Fondo Europeo per lo Sviluppo serviranno per sostenere i costi operativi dell’operazione militare - carburanti, trasporti, formazione, spese mediche, paghe – condotta dalle forze militari di Sud Africa, Etiopia e Monzambico. 2.900 militari di cui 120 osservatori, dovrebbero vigilare sul cessate il fuoco, il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione civile di migliaia di combattenti per conto dell’Unione Africana. L’utilizzo di uno strumento come il Fondo per lo sviluppo - destinato normalmente alle iniziative di cooperazione civile e nongovernativa - per il finanziamento di operazioni militari, seppure di peace keeping, solleva però molti dubbi e perplessità, e pone ancora una volta la questione del come assicurare la complementarietà, ma anche la necessaria indipendenza, fra militare e civile. I ministri hanno assicurato che il denaro non potrà essere utilizzato per l’acquisto di armi e che si tratta di una misura temporanea in vista dell’individuazione di altri strumenti di bilancio. C’è da chiedersi se a questi “altri strumenti di bilancio” corrisponderanno altri, nuovi, fondi o saranno stornati da quelli già insufficienti per gli interventi delle Ong in Africa.

Cambiano il mandato e i compiti delle forze europee presenti nella repubblica di Macedonia.

I compiti delle forze europee passeranno dall’intervento militare (Operazione Concordia) teso a evitare un conflitto armato, ad una missione di polizia (Operazione Proxima) in supporto al rafforzamento ed alla riforma delle strutture di polizia. Questa nuova missione (200 esperti in materia di polizia) si colloca nel contesto più ampio del Processo di stabilizzazione e associazione che, secondo la strategia europea, dovrebbe rafforzare lo stato di diritto nella repubblica ex jugoslava di Macedonia e rendere quindi più vicine le sue possibilità di entrare a far parte, in futuro, dell’UE.

… MA LA SOCIETA' CIVILE NON STA A GUARDARE


L’Iniziativa Pro-UNCOPAC.

Si terrà il 12 e 13 febbraio prossimi, a Berlino, un incontro sul tema “Prevenzione delle crisi e trasformazione dei conflitti – meccanismi di dialogo tra società civile, Unione Europea e Nazioni Unite” organizzato dal gruppo d’azione austro-tedesco a favore della creazione di una Commissione delle Nazioni Unite sulla Pace e la Prevenzione delle Crisi (UNCOPAC).
La Commissione Onu, che dovrebbe essere composta da esponenti di rilievo della società civile con una significativa esperienza, dovrebbe assicurare l’analisi dei conflitti potenzialmente violenti, congiuntamente con i circa 25 sistemi di allerta rapida esistenti, e fornire delle raccomandazioni sull’opportunità di intraprendere delle azioni rapide che prevedano esclusivamente delle azioni non militari. Ulteriori informazioni sono reperibili nel sito web: http://www.pro-uncopac.info/

Un dibattito interdisciplinare organizzato dall’Università delle Nazioni Unite

Il Wider (World Insitute for development economics research, UN university) organizzerà il 4 e 5 giugno prossimi ad Helsinki, una conferenza per ricercatori provenienti dal mondo accademico, governativo e della vasta comunità che si occupa dei temi dello sviluppo. Lo scopo dell’incontro dal titolo “Making peace work”, ha lo scopo di facilitare l’interazione e lo scambio di esperienze fra economisti e altri ricercatori nell’ambito delle scienze sociali, che si occupano del problema dei conflitti e della ricostruzione post-conflitto. La scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione è il 29 febbraio, per ulteriori dettagli si può visitare il sito: http://www.wider.unu.edu/

Ed un Forum di discussione sulla prevenzione dei conflitti

Il Forum Interagenzie sulla prevenzione dei conflitti si è tenuto lo scorso 21 gennaio presso il Parlamento Europeo. Si tratta di un’iniziativa organizzata periodicamente da EPLO e ECCG [6] con lo scopo di confrontare - anche attraverso un dibattito aperto ed informale - le priorità dei governi che si accingono a presiedere l’Unione con le idee e proposte di esponenti delle altre istituzioni europee, delle organizzazioni internazionali e delle organizzazioni non governative.
Il titolo di quest’incontro, preceduto dalla presentazione delle priorità della Presidenza Irlandese sulla prevenzione dei conflitti e da un policy paper di safer-world ed international-alert è “Linking the EU’s evolving crisis management response with longer-term conflict prevention”. Il lavoro si è concentrato sul rafforzamento degli strumenti civili di gestione delle crisi e sull’impegno dell’UE nell’affrontare le cause che stanno alla radice dei conflitti.
Il Forum è stato la prima occasione per fare il punto sugli sviluppi della Politica europea di sicurezza dopo il fallimento della CIG ed una delle molte iniziative che le diverse organizzazioni realizzeranno nei prossimi mesi in tutta Europa. Una delle più significative sarà la Conferenza di Dublino del 31 marzo/2 aprile 2004. Nella capitale irlandese si sono dati appuntamento Politici, funzionari, personalità, rappresentanti di Ong, associazioni, network da tutta Europa per discutere del ruolo della società civile nella prevenzione dei conflitti armati. L’iniziativa è parte di un’azione che si realizzerà attraverso un programma integrato di due anni di ricerche dibattiti e creazione di reti che coinvolgerà il mondo intero. Il programma sarà guidato dalla “Global partnership for prevention of armed conflicts” coordinata da ECCG e nata in risposta al rapporto 2001 del Segretario generale delle Nazioni Unite sulla Prevenzione dei conflitti armati (maggiori dettagli sul numero di gennaio di Pacedifesa).
Per informazioni sul Forum Interagenzie: anne-catherine.brassine@eccg.be e http://www.eccg.be/

Ma per non fermasi solo a discutere…

E’ anche possibile agire; lo sanno bene i molti volontari e professionisti delle varie organizzazioni ed associazioni dai mille “colori” che operano in tutto il mondo. Come gli accompagnatori ecumenici inviati in Israele e Palestina dal World Council of Churches per monitorare il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario, fare azione di dissuasione nonviolenta attraverso la loro presenza e avviare iniziative di diplomazia intermedia ed advocacy. Per far conoscere ai partecipanti le loro esperienze sul campo e discutere delle possibili implicazioni politiche per l’Unione Europea, il Quaker Council for European Affairs, ha organizzato il 6 gennaio scorso presso la Quaker House di Bruxelles un incontro dal titolo “Israel and Palesatine – ways forward for the EU”. www.quaker.org/qcea

Gennaio 2004

Per informazioni, commenti e approfondimenti: scrivete a m.menin@pacedifesa.org oppure visitate il sito del CSDC: www.pacedifesa.org

Note:

[1] Fonti principali delle notizie “EPLO Update”
[2] Il testo completo del documento in inglese può essere scaricato al seguente indirizzo: http://ue.eu.int/ pressData/en/misc/78348.pdf
[3] Il testo completo del documento è disponibile all’indirizzo web: http://ue.eu.int/ pressData/en/misc/78340.pdf
[4] EPLO (European Peacebuilding Liaison Office); ECCG (European Centre for common Ground)

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