Il maremoto e le altre emergenze

Sfide globali e l'Onu non c'è

La morale politica dello tsunami è che occorrono decisivi passi per rafforzare e migliorare le istituzioni pubbliche globali. L'Onu, sebbene sia da riformare, è lo strumento politico di cui la comunità internazionale dispone per affrontare tali problemi.
11 gennaio 2005
Tommaso Padoa Schioppa
Fonte: Il Corriere della Sera - 11 gennaio 2005

Onu Nulla sarà più come prima: una frase che si pronuncia poche volte nell'arco della vita, già ritorna sulle nostre labbra, solo tre anni dopo l'attacco alle Torri. Quel disastro finì col dividere, questo unisce; fatto umano l'uno, della natura l'altro. Entrambi hanno sconvolto sicurezze e prodotto reazioni, militari o umanitarie. Entrambi richiedono anche una risposta politica. Il mito di un'originaria catastrofe naturale presente in culture tra loro lontanissime e apparentemente non comunicanti, può ben nascere da uno stesso fatto accaduto in tempi immemorabili. Popoli viventi a migliaia di chilometri di distanza possono essere stati colpiti, come oggi, da una medesima catastrofe, averne tratto una morale e poi trasformato entrambe in mito, ciascuno a suo modo.

Quelli erano popoli sparsi e senza consapevolezza reciproca, questi un popolo solo. Dunque la morale, anche politica, dovremmo trarla insieme.

Il terremoto che distrusse Lisbona nel 1755 animò soprattutto il dibattito dei filosofi, che in Europa erano una comunità. La politica mutò solo in Portogallo e nessuno propose che mutasse in Europa.

Oggi è diverso. Il mondo non è solo Europa, ma la Terra. L'umanità è più libera e più potente, ma soprattutto forma un'unica famiglia, pur eterogenea e litigiosa, articolata in duecento Paesi e seimila lingue. È accomunata non solo dal sapere e dal riflettere, ma anche dal fare e dal dovere. Onda anomala, origine delle vittime, pietà, immagini, sistemi di rilevazione sono globali. Ma disponibilità e governo di sistemi di allarme, medicinali, elicotteri, fondi per l'emergenza non sono attrezzati per il mondo, mentre lo sono entro i Paesi.

Dei due opposti atteggiamenti che, spesso confondendosi, animano la protesta sulla globalizzazione - ritirarsi nel locale, rafforzare il governo globale - è evidente che solo il secondo può far fronte a un evento che scuote metà della Terra sotto gli occhi dell'altra metà.

È l'Onu lo strumento politico di cui la comunità internazionale dispone per affrontare problemi che sono ormai del pianeta: sicurezza, conservazione della vita, solidarietà, legalità. L'inadeguatezza delle Nazioni Unite al compito resta drammatica. La riforma in discussione non la correggerà; la cambierà assai poco, mentre la morale politica dello tsunami è che occorrono decisivi passi per rafforzare e migliorare le istituzioni pubbliche globali.

L'Europa è assente, l'America indifferente, il resto del mondo impotente: compassioni immediate e mediatiche sì, rafforzamento dell'Onu no.

Vi è un compito per chi governa e uno per chi è governato, un appello alla coscienza degli uni e a quella degli altri. Ai governanti democratici, come a quelli autocratici, spettano decisioni coraggiose e forse impopolari per dare un soccorso adeguato, per usarlo correttamente, per assegnare all'Onu un ruolo pieno. Alla società civile spettano sì beneficenza privata, ma anche controllo democratico e mobilitazione in favore delle istituzioni internazionali.

In altri tempi, uomini di spirito profetico non avrebbero esitato a proclamare
provvidenziale la tragedia scatenata dalla natura, un segno inviato agli uomini affinché traessero un insegnamento. Blasfemo sarebbe apparso chi avesse negato ogni nesso tra il naturale, il soprannaturale e la responsabilità umana. Oggi neppure i religiosi sembrano osare tanto. Ma, nell'odierno mondo secolarizzato e scientifico, nulla vieta all'uomo - anzi lo impone ancor più che in quello impregnato di religiosità e di mistero - di trarre insegnamento da ciò che accade e dalle sofferenze patite.

Articoli correlati

  • Gli Stati Uniti d’Europa per la pace in Ucraina e nel mondo intero
    Europace
    Sull'aggressione militare russa in Ucraina

    Gli Stati Uniti d’Europa per la pace in Ucraina e nel mondo intero

    Di fronte a una possibile escalation che può far scoppiare una terza guerra mondiale l’UE deve chiedere l’immediato cessate il fuoco in Ucraina, la costituzione di corridoi umanitari e l’invio di Caschi blu dell’Onu come forza di interposizione e di aiuto umanitario.
    11 marzo 2022 - Nicola Vallinoto
  • ONU: "Taranto zona di sacrificio, una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità"
    Ecologia
    Rapporto “The right to a clean, healthy and sustainable environment: non-toxic environment”

    ONU: "Taranto zona di sacrificio, una macchia sulla coscienza collettiva dell'umanità"

    L'ONU scrive: "Le zone di sacrificio spesso sono create dalla collusione di Governi e imprese. L'acciaieria Ilva di Taranto, in Italia, da decenni compromette la salute delle persone e viola i diritti umani".
    18 febbraio 2022 - Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto
  • Dichiarazione ONU sul diritto alla pace del 19 dicembre 2016
    Pace
    La lista di come hanno votato tutte le nazioni su quella risoluzione delle Nazioni Unite

    Dichiarazione ONU sul diritto alla pace del 19 dicembre 2016

    L'Assemblea Generale dell'ONU in quella data ha approvato la dichiarazione sul diritto alla pace (Risoluzione A/C.3/71/L.29 "Declaration on the Right to Peace") con 131 favorevoli, 34 contrari e 19 astenuti. Gli USA hanno votato contro da dichiarazione sul diritto alla pace. L'Italia si è astenuta.
    12 dicembre 2021 - Redazione PeaceLink
  • Unep–Fao: ogni dollaro investito in ripristino della natura ne porta 30 di benefici
    Ecologia
    ONU, 2021-2030 dedicato al ripristino degli ecosistemi

    Unep–Fao: ogni dollaro investito in ripristino della natura ne porta 30 di benefici

    La situazione è grave, il nostro pianeta sempre più inquinato, in forte crescita l’uso di plastica, prodotti chimici e pesticidi. La pandemia ha intensificato il rilascio di rifiuti nell’ambiente.
    29 giugno 2021 - Maria Pastore
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)