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Diaz, morte, rinvio

Minacciati di morte i pm dopo il rinvio a giudizio degli agenti per la Diaz

Le intimidazioni dopo il rinvio a giudizio di funzionari e agenti del G8
Minacciati di morte i due pm della Diaz
La Procura apre un fascicolo
Nei giorni scorsi era stata revocata a sorpresa la scorta al gip Daniela Faraggi
24 dicembre 2004 - Massimo Calandri

DICONO che tutto sommato questo genere di rischi faccia parte di un mestiere delicato e sofferto, un mestiere che sempre e inevitabilmente finisce con lo scontentare qualcuno. E però, le minacce di morte giunte in Procura nei giorni scorsi hanno un sapore diverso. Di un´inquieta amarezza, neppure paragonabile a quella che un giudice dovrebbe, suo malgrado, mettere in conto. Destinatari delle recenti intimidazioni sono due magistrati - Enrico Zucca, Francesco Cardona Albini - che hanno appena concluso la prima parte di un procedimento quanto mai difficile e scomodo. Rappresentano la pubblica accusa nel processo che vede alla sbarra alcuni tra i più noti e stimati funzionari del Ministero dell´Interno. Sono, i due pm, quelli che negli ultimi tre anni hanno sbugiardato il castello di frottole costruito per ?giustificare´ una delle pagine più buie della polizia italiana: il sanguinario assalto alla scuola Diaz, il massacro e gli arresti illegali corroborati da prove fasulle, sconcertante epilogo del G8 del luglio 2001. Sono quelli che hanno smontato pezzo per pezzo il giocattolo di chi fidava in chissà quale sistema, convinto di farla franca. Senza pregiudizi o prevaricazioni, al contrario: difficile muovere appunti in questo senso a chi può essere solo «colpevole» di aver atteso con infinita pazienza le verifiche d´indagine, affidandole con fiducia ad altri poliziotti. E infine, Zucca e Cardona Albini sono sempre quelli che hanno chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio di 28 persone: agenti, ispettori, vice-questori, funzionari ai vertici dell´Antiterrorismo. Mestiere delicato e sofferto, si diceva, che finisce inevitabilmente con lo scontentare qualcuno. Esiste un nesso, tra il processo alla polizia e le minacce di morte appena ricevute? Esiste, almeno a dar retta agli autori delle lettere spedite ai magistrati. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo giudiziario, è probabile che presto si decida se proteggere con una scorta i due pm (che peraltro non hanno alcuna intenzione di chiederla). Tra l´altro, la protezione è stata tolta a tempo di record al gip Daniela Faraggi: che ha fatto in tempo a sottoscrivere il decreto con cui chiedeva di processare i 28, e un paio d´ore dopo si è ritrovata sola.
A proposito di protezioni. Nel corso della settimana è stata distribuita tra gli uffici di polizia giudiziaria del tribunale di Genova una ben strana circolare, nella quale si ricorda agli investigatori di prestare la massima attenzione nella compilazione dei verbali. Dietro a questa comunicazione c´è un episodio che verrebbe voglia di definire curioso, ma sfortunatamente non c´è molto da sorridere. Nei fogli consegnati ad un pregiudicato e relativi ad un procedimento in corso nei suoi confronti, qualcuno ha annotato il nome del magistrato con la dicitura: da avvisare in caso di segnalazioni. Il pregiudicato ha alzato la cornetta, e spacciandosi per un investigatore si è messo a chiacchierare con il giudice: dicendo naturalmente tutto il bene possibile dell´accusato, e provando ad intercedere per lui. Fino a quando il pm ha mangiato la foglia.

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