Latina

Perú: sono quasi due milioni i bambini che lavorano

28 luglio 2005
Tradotto da per PeaceLink
Fonte: Adital

Secondo dati della Presidente della Commissione del Lavoro, la deputata Dora Nuñez, facente parte del Gruppo Parlamentare per l’ Infanzia, almeno 1.9 milioni di bambini e adolescenti lavorano attualmente in Perù, per un tempo medio di 45 ora settimanali, segnala una informativa presentata al Congresso peruviano. Nuñez ha indicato che il tempo medio settimanale e minore di appena tre ore rispetto a quello degli adulti e che istituzioni dedicate al tema segnalano che, anche si tratta di lavori necessari, davanti alla povertà, questi si devono sviluppare per non oltre quattro ore al giorno e in condizioni adeguate, perché i minori devono studiare
Il 70% dei minori lavoratori appartengono alle zone rurali e un 30% alle aree urbane. La deputata ha presentato un progetto di legge per modificare il Codice dei Minori e sradicare il lavoro minorile. Ma negli ultimi anni il lavoro infantile è aumentato e rappresenta un pericolo per il normale sviluppo dei minori.
Secondo dati dell’ UNICEF, 246 milioni di bambini e di bambine sono vittime del lavoro infantile in tutto il mondo. La regione dell’ Asia e il Pacifico contiene il maggior numero di bambini e bambine lavoratrici nell’età compresa tra 5 e 14 anni, 127,3 milioni (il 19% della popolazione infantile), in Africa ci sono circa 48 milioni di bambini che lavorano (29%) , quasi un bambino minore di 15 anni su tre è attivo economicamente.
In America Latina e nei Carabi ci sono approssimativamente 17,4 bambini lavoratori ( un 16% sul totale), mentre in Medio Oriente e nell’Africa del nord sono un 15%; approssimativamente 2,5 milioni di bambini e bambine lavorano nelle economie sviluppate e 2,4 milioni in quelle in transizione.
Circa il 70% (171 milioni) dei bambini e delle bambine lavorano in condizioni pericolose, incluse le miniere, lavori agricoli con prodotti chimici e pesticidi o utilizzano macchinari pericolosi. Questi bambini e bambine si trovano in tutte le parti, ma sono invisibili; lavorano come inservienti domestici nelle case, sono nascosti delle pareti delle fabbrichette o si trovano fuori della vista del pubblico nelle piantagioni.
I dati dell’ UNICEF affermano che milioni di bambini e bambine lavorano in condizioni terribili.
Possono essere vittime della tratta (1,2 milioni), vittime dell’asservimento per debiti o altre forme di schiavitù (5,7 milioni) vittime della prostituzione e/o della pornografia (1,8 milioni) o reclutati come bambini soldati nei conflitti armati (300.000).
Per sradicare il lavoro infantile l’organizzazione raccomanda ai paesi di costruire un ambiente protettivo per l’infanzia: assicurare che tutti i bambini e bambine abbiano accesso all’educazione obbligatoria; cambiare le abitudini e le pratiche; attuare leggi che proibiscano il lavoro minorile; calcolare quanti bambini sono sottomessi e sottrarre i bambini alle forme più gravi di lavoro infantile; avere in conto i punti di vista dei bambini e delle bambine e aumentare l’assistenza che effettuano i servizi sociali di base

Note: traduzione di Nello Margiotta per www.peacelink.it
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