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Il Venezuela di Chavez estende l'iniziativa petrolifera

Il Presidente Hugo Chavez intende ripartire le ricchezze petrolifere della sua nazione con tutte le altre nazione sudamericane
3 ottobre 2005 - THE ASSOCIATED PRESS

CARACAS, Venezuela (AP)—Giovedì, il Presidente Hugo Chavez ha detto che intende ripartire le ricchezze petrolifere della sua nazione con tutte le altre nazione sudamericane, una mossa, questa, fatta per consolidare le alleanze nella regione tenendo conto del fluttuare dei prezzi dell’energia. Chavez, un fedele alleato del leader cubano Fidel Castro, ha dichiarato che il suo Paese ha sufficienti risorse per aiutare l’intera regione per le generazioni future.

Non appena giunto al summit del Sud America a Brasilia, capitale del Brasile, Chavez ha spiegato che “Con l’obbiettivo di integrare l’energia, il Venezuela garantisce il petrolio e il gas per il continente sudamericano per almeno 200 anni”.

L’iniziativa “Petroamerica” venezuelana, che si contrappone alla Free Trade Area of the Americas sostenuta dagli Stati Uniti, integra i precedenti programmi petroliferi Petrosur, Petrocaribe e Petroandina, sotto i quali il Venezuela accettava di vendere carburante alle altre nazioni della regione in via preferenziale.

Chavez ha riferito che le alleanze energetiche cambieranno la dominazione economica statunitense nella regione e distribuirà direttamente il carburante evitando costosi intermediari .

Il Venezuela e il Brasile sfrutteranno insieme il petrolio nella zona del catrame del Orinoco, così ha detto Chavez e ulteriori accordi sono previsti con l’Argentina e l’Uruguay. Inoltre, martedì è stato ufficialmente annunciato che il Brasile e il Venezuela si sono accordati per dividere i costi di costruzione della nuova raffineria da 2,5 miliardi di dollari, nel nordest del Brasile, capace di trattare 200.000 barili di greggio al giorno.

Sono stati annunciati pochi particolari sui futuri accordi sotto l’iniziativa Petroamerica, ma pare che alcuni dei suoi obbiettivi includono il miglioramento della capacità di raffinazione e la promozione congiunta allo sfruttamento del petrolio e del gas naturale.

“Tutti nel continente sono molto interessati”, ha detto Santiago Chavez, un funzionario per il commercio dall’ambasciata ecuadoriana in Venezuela, dopo che lunedì i ministri per l’Energia di 12 Paesi sudamericani hanno firmato una dichiarazione a Caracas, impegnandosi formalmente di seguire l’iniziativa Petroamerica.

A giugno, Chavez ha firmato l’accordo Petrocaribe con 13 nazioni caraibiche per la vendita di 190.000 barili di carburante al giorno, secondo i termini [dell’accordo, ndt] è atteso un risparmio di milioni di dollari.

Undici di queste nazioni hanno sinora firmato accordi più specifici che gli consentono di pagare solo una parte del loro debito subito e di finanziare il restante per i prossimi 25 anni con una basso tasso di interesse. Il Venezuela ha anche affermato di poter pagare alcuni debiti con beni come riso, banane o zucchero.

Alcuni hanno accusato Chavez di starsi approfittando di un mercato petrolifero in tensione per comprarsi alleanza politiche.

“Chi non lo fa?” ha chiesto il professor Mazhar al Shereidah un esperto in materia di petrolio alla Central University del Venezuela. “Perché (il Venezuela) dovrebbe perdere questa opportunità?”

Note:

Traduzione di Federica Mei

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