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Negli ultimi due anni un milione e mezzo di venezuelani ha imparato a leggere e a scrivere
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I programmi sociali attuati dal presidente venezuelano Chavez sono stati uno degli esperimenti di governo più innovativi degli ultimi anni in tutta l'America Latina. Dopo il successo della cosiddetta "mision barrio adentro", che ha permesso l'assistenza sanitaria gratuita (spesso gestita da medici cubani) in tutti i barrios più poveri della capitale Caracas, Chavez adesso è sul punto di vincere un'altra fondamentale sfida, quella dell'alfabetizzazione degli strati sociali più poveri del paese.
Tra le altre misiones lanciate dal governo Chavez, oltre a quella della sanità gratuita, hanno riscosso un successo significativo sia il programma di alfabetizzazione sia quello di educazione superiore. Solo nell'estate del 2004, nonostante le difficoltà incontrate dal governo e dal movimento chavista "V Repubblica" a causa dell'imminente referendum e gli attacchi dell'opposizione riunita sotto il paradossale nome di "Coordenadora democratica" e appoggiata dal sindacato corrotto della Ctv, già quasi un milione di bambini dei ranchitos e 1 milione e 200 mila adulti analfabeti avevano imparato a leggere e a scrivere, a 250 mila studenti era garantita un'istruzione superiore da cui erano stati fino ad allora esclusi per loro condizione sociale, mentre erano in via di costruzione sei campus universitari che saranno completati nel 2006.
Nei giorni scorsi, ha dichiarato con soddisfazione il viceministro dell'Istruzione e dello Sport Armando Daniel Rojas, il Venezuela sarà dichiarato "territorio libero dall'analfabetismo". Le cifre citate dal viceministro sono significative: negli ultimi due anni 1 milione e 500 mila venezuelani, in gran parte delle zone più povere del paese, hanno imparato a leggere e a scrivere, riducendo così notevolmente il tasso di analfabetismo ancora presente prima dell'avvento delle misiones bolivariane. Per festeggiare il raggiungimento di questo risultato lo scorso 27 ottobre è stato organizzato il primo Congresso Internazionale Robinsoniano, che prende appunto il nome dalla "Mision Robinson" (quella che ha permesso ai venezuelani di imparare a leggere e a scrivere) alla presenza dei Ministri dell'Istruzione di Cile, Argentina, Colombia e Uruguay e inaugurato dal presidente Chavez. Oltre a invitare tutta la popolazione a festeggiare questo risultato raggiunto dal governo bolivariano in ambito sociale, addirittura ottobre è stato ribattezzato "mese robinsoniano", e Armando Daniel Rojas ha ricordato l'importanza di aver riscattato il pensiero robinsoniano, cioè di Simon Rodriguez, definito da Bolivar il "Socrate di Caracas". Dopo aver sottolineato il rilievo del pensiero robinsoniano come filosofia guida per lo sviluppo del sistema d'istruzione venezuelano, il viceministro ha fatto capire che gli sforzi del governo in ambito educativo non si fermeranno. "La mision Robinson"- ha dichiarato Rojas – "è solo il punto di inizio di un processo che proseguirà fino al livello universitario".
E proprio in ambito universitario sembra adesso intenzionato a muoversi il governo Chavez, a partire dalla promessa di un aumento salariale per tutti i lavoratori delle università pubbliche, secondo le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Commisione Finanza Rodrigo Cabezas: il Ministro delle Finanze Nelson Merentes e quello dell’istruzione Superiore Samuel Moncada hanno avviato in questi giorni dei colloqui per definire un aumento salariale del 10%.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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