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Messe, veglie e marce in ricordo della missionaria

Brasile: Nel Parà si ricorda la morte di Suor Dorothy Stang

Si attende per quest'anno il giudizio per i mandanti dell’uccisione della suora
18 febbraio 2006 - David Lifodi

E' trascorso un anno da quando la missionaria Dorothy Stang fu uccisa con tre colpi di pistola in uno dei tanti conflitti che vedono opposti in Brasile i ricchi proprietari terrieri da un lato e gli indigeni senza terra dall'altro.
Domani, in occasione dell'anniversario dell'assassinio di Suor Dorothy, i movimenti di base hanno organizzato una giornata in suo onore non solo per ricordare il suo impegno a fianco delle comunità dei campesinos, ma anche per sottolineare ancora una volta sia le continue violenze dei terratenientes, sia che il problema della terra in Brasile è ben lontano dall'essere risolto.
Il Vescovo del municipio di Anapù, dove la missionaria fu uccisa, ha programmato una messa in sua memoria, mentre, dopo la funzione religiosa, seguirà una marcia per ricordare la figura di Suor Dorothy Stang. Anche a Belem, nello stato del Parà, è stata organizzata una messa in ricordo della suora, e lo stesso avverrà a Washington, dove è in programma una veglia.
Statunitense, 73 anni, Suor Dorothy ha dedicato la sua vita alla difesa delle comunità rurali dell'Amazzonia, per le quali ha continuato a battersi nonostante le ripetute minacce di morte di cui è stata frequentemente oggetto ad opera dei grandi proprietari terrieri.
Il caso di Suor Dorothy, sostenitrice dello sviluppo sostenibile e delle cause ambientaliste, ricorda per diversi aspetti quello di Chico Mendes, assassinato nel dicembre 1988 per il suo impegno nella difesa dell'Amazzonia, per la lotta intrapresa a fianco dei seringueiros e per la sua militanza ecologista. E, proprio come Chico Mendes, anche Suor Dorothy Stang aveva ricevuto un premio per il suo impegno ecologista. Nel caso della missionaria americana si trattava del titolo di cittadina onoraria del Parà, oltre che del premio conferitole dall'ordine degli avvocati brasiliani, mentre Chico Mendes era stato insignito nel 1987 del premio "Global 500" da parte dell'Onu e di una medaglia della Società per un mondo migliore di New York, fino diventare, nel 1988, cittadino onorario di Rio de Janeiro.
L'impegno personale di Lula e della Ministra dell'Ambiente Marina Silva perché si facesse immediata luce sulla vicenda hanno portato alla condanna di Rayfran das Neves Salles a 27 anni di prigione e di Clodoaldo Batista a 17, ma questo, secondo i movimenti di base del Parà, non è ancora sufficiente. Si attende per quest'anno il giudizio per Vitalmiro Bastos Moura e Regivaldo Pereira Galvão, sospettati di essere i mandanti e gli autori morali dell'uccisione della suora. L'impunità dei grandi proprietari terrieri resta il problema principale nell'Amazzonia e si inquadra nel più generale conflitto per la terra. Quando Suor Dorothy fu uccisa stava coordinando il Progetto di Sviluppo Sostenibile ad Anapù, cioè in un territorio autorizzato dall'Incra (l'Istituto nazionale brasiliano che si occupa della riforma agraria). In Brasile, hanno denunciato a più riprese i dirigenti del Movimento Sem Terra, la violenza per i conflitti legati alle questioni ambientali e alle occupazioni delle terre non è diminuito, e continuano le uccisioni dei lavoratori rurali, come avvenne nel caso più eclatante del massacro di Eldorado dos Carajas. E’ un fatto che la deforestazione dell'Amazzonia, contro la quale si batteva Suor Dorothy Stang, prosegue a ritmo incessante. L'associazione ambientalista Greenpeace ha più volte invitato il governo Lula a inserire l'Amazzonia tra le priorità del suo governo, ma in realtà alcune stime affermano che il 20% della foresta sia stata già distrutta a causa dei taglio (spesso illegale) degli alberi e per l'aumento delle coltivazioni di soia utilizzata come mangime per gli animali: in un'inchiesta condotta lo scorso maggio da "l'Unità" gli ambientalisti sostenevano che "la foresta amazzonica si stava trasformando in mangime per gli animali", soprattutto a causa delle politiche agricole portate avanti dal Gruppo Maggi , tra i principali produttori della soia in Brasile.

Note:

Articolo realizzato da David Lifodi per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte e l'autore.

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