Elezioni colombiane

Dati alla mano, risulta chiara la vittoria della galassia dei partiti Uribisti nelle elezione di domenica scorsa. Questa cordata ha conquistato 70 dei 102 seggi del Senato e potrà contare con una maggioranza simile anche alla camera.
18 marzo 2006
Simone Bruno
Fonte: Peacereporter

Tutti con Uribe. Questi risultati si ottengono mettendo insieme i partiti Uribisti propriamente detti (la U, Cambio Radical, Colombia Democratica e Alas Equipo Colombia) e quelli che di fatto appoggeranno il governo, tra questi da segnalare Colombia Viva, un partito dichiaratamente paramilitare, tanto da essere formato da tutti i sospetti di paramilitarismo espulsi dalle altre formazioni. *Questa nuova distribuzione dei seggi rispecchia quella attuale dove al senato la maggioranza Uribista conta su 74 voti. Tale maggioranza si è formata con esuli di vari partiti che nel corso della legislatura sono saltati sul carro dell’Uribismo abbandonando i partiti con i quali erano stati eletti. Per tutti il caso del partito liberale che cominciò il quadriennato con 29 seggi al senato nel 2002 e lo termina con solo 17 poltrone, gli esuli si sono trasformati in alcuni dei più combattivi paladini dell’Uribismo. L’elezione ha, dunque, di fatto confermato l’attuale equilibrio di potere assicurando al mandatario una piena governabilità in caso di vittoria nelle presidenziali di fine maggio. Vince l'astensionismo. Un dato di estrema importanza è l’astensionismo di massa che segue il suo trend di crescita iniziato nel 1994. Solo il 40% dei Colombiani aventi diritto si è recato alle urne e di questi il 10 percento ha visto annullato il suo voto per errori dovuti alla complessità della scheda elettorale figlia della riforma politica semi nominale. Un dato preoccupante, se si pensa che nel 1994 a votare era il 70 percento della popolazione. Come un'ombra. Su questa cifra pesa lo spettro delle Farc che a partire dalle due settimane prima del voto hanno inasprito la strategia di scontro frontale con l’esercito, tenendo sotto assedio vari villaggi in almeno sei differenti regioni del paese. Una strategia atta a dimostrare che il famoso Plan Patriota tanto voluto dal presidente come strumento militare per eliminare l'acerrimo nemico, la quarantennale formazione guerrigliera, è del tutto fallimentare. Perdenti in lizza. Nella stessa giornata si svolgevano anche le primarie per scegliere i candidati del Polo Democratico e del partito Liberale che si confronteranno con il presidente uscente tra circa due mesi. Sul fronte Liberale è uscito vincente il perdente di sempre, Orazio Serpa, vecchio politicante braccio destro dell’ex presidente Samper, sconfitto già nelle presidenziali del 98 e del 2002, per tutti il simbolo della corruzione politica dato gli scandali che lo legavano a Samper e le famose lotte dell’allora deputata Ingrid Betancourt per lo storico processo 8000, quello della vendita di alcuni fucili Galil Israeliani al governo… fucili buoni per il deserto pagati a peso d’oro per equipaggiare soldati impegnati nelle foreste. La grande sorpresa è stata invece l’affermazione all’interno del Polo di Carlos Gaviria, ex presidente della corte costituzionale e candidato favorito dei movimenti indigeni del Cauca e della maggior parte dei movimenti sociali del paese. Ne esce sconfitto Navarro Wolf ex guerrigliero del mediatico M-19. Carlos Gaviria è un buon candidato che però dovrà darsi molto da fare da oggi fino alle elezioni per farsi conoscere e cercare di scalfire lo strapotere uribista. Sinceramente nutriamo poche speranze. * Il parente sconfitto.* Il fronte Uribista ha visto l’annichilimento del partito Colombia democratica di Mario Uribe (cugino del presidente), originario partito su cui poggiò Alvaro Uribe Velez 4 anni fa per la sua elezione. Vincitore assoluto è il partito “della U” di Juan Manuel Santos che guadagna la palma di primo partito del paese nonostante sia nato solo 4 mesi fa. Il suo creatore risulta quindi il primo tra i leader uribisti e la spunta su Cambio Radical di German Vargas Lleras da molti visto come il naturale successore di Uribe alla presidenza, tanto da ricevere la votazione personale più alta del paese. Vargas Lleras è sopravvissuto a due attentati, il primo anni fa gli costò qualche dito, il secondo di stampo paramilitare alcuni mesi fa gli è costato la scorta ed ha significato una rottura nella luna di miele tra lui e il presidente Uribe. I due rappresentano due mondi quello della vecchia oligarchia e quello della nuova oligarchia paramilitare, quell’attentato è da alcuni visto come un segnale di ciò che potrebbe succedere nel paese se gli interessi di questi due mondi entrassero in conflitto. Visto l’attuale processo di allontanamento non stupirebbe nessuno l’uscita di cambio Radical dalla sfera Uribista. Sconfitti senza appello sono Peñalosa e Antano Mokus, i due ex sindaci di Bogotà che hanno sistemato e reso vivibile la città. Buona nuova. Una nota positiva è la buona votazione ottenuta da Juan Manuel Galan per il partito liberale. Juan è il figlio di Luis Carlos Galan ucciso nel corso della campagna presidenziale del 1990, idolo del popolo, simbolo della lotta al narcotraffico. In quell’anno furono tre i candidati a non arrivare vivi alle elezioni e lui spirò tra le braccia di Yolanda Betancourt (mamma di Ingrid), mentre i sicari scappavano tra la folla.

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