Latina

La maggioranza de contadini non ha un pezzo di terra per coltivare

Guatemala: dalla Terra nasce un seme di speranza

La Chiesa del Petén ha deciso di appoggiare i contadini nella lotta per la sicurezza della terra
8 giugno 2006
Padre Ottavio Sassu

Dall'inizio del lavoro missionario a Dolores siamo stati sensibili alla triste situazione della maggioranza dei contadini, privati della terra ed esclusi dai benefici minimi di sviluppo. Il Vicariato Apostolico si fa carico di questa dura realtà e accompagna gli sforzi e le iniziative che cercano di migliorare la loro situazione. Nella pastorale della terra lavoriamo a due livelli: appoggiare le lotte legali perché i contadini possano ottenere la proprietà di un terreno, aiutarli nell'utilizzo migliore della stessa terra per uscire dalla scandalosa povertà. Attualmente nel Petén volge a termine un progetto di legalizzazione e regolarizzazione della terra, promosso dallo Stato e dettato dagli accordi di pace del 1996. Al Vicariato è stata chiesta la collaborazione e negli ultimi anni abbiamo lavorato alacremente per aiutare la causa dei nostri contadini.
Di questo vi parliamo nella breve intervista che ho fatto a Eusebio, uno dei due procuratori giuridici agrari della parrocchia.

Com'é la situazione della terra nel Petén?

"La maggioranza de contadini non ha un pezzo di terra per coltivare, quindi per vivere. Soprattutto nel Petén la situazione è critica, con molti conflitti originati dalla poca chiarezza circa i limiti delle proprietà, gli abusi dei latifondisti e la corruzione generalizzata.
Bisogna dire che si sta finalizzando un processo di legalizzazione e regolarizzazione promosso dal Catasto Nazionale con l'appoggio di ONG internazionali. Grazie a questo progetto un buon numero di contadini ha ottenuto la certezza giuridica del suo terreno.
Purtroppo la mancanza di preparazione agricola, assistenza tecnica e aiuti creditizi sta spingendo molti di questi a cercare la facile soluzione della vendita della stessa proprietà. I soldi finiscono presto, i contadini si ritrovano al punto di partenza (senza terra), mentre aumenta il fenomeno dell'accaparramento della stessa da parte dei ricchi".

Perché la Chiesa del Petén ha deciso di appoggiare i contadini nella lotta per la sicurezza della terra?

"Per sostenere la speranza di tanta gente povera che aspira a una vita dignitosa, per mettere in pratica il vangelo della giustizia e della solidarietà.
La sicurezza della terra è un passo importante, ma non basta. Per i problemi che ho detto prima dobbiamo aiutare gli stessi contadini a valorizzare la terra in vista di uno sviluppo economico e sociale, a sfruttarla nel modo migliore, invece di venderla al primo acquirente".

Che lavoro specifico il Vicariato Apostolico ha portato avanti nel campo della legalizzazione e regolarizzazione della terra?

"Il gruppo di 16 procuratori giuridici scelti dalle varie parrocchie –tutti rigorosamente contadini- ha ricevuto prima una seria preparazione, nel campo soprattutto delle leggi agrarie. Poi è iniziato il lavoro vero e proprio, accompagnando i contadini nelle varie fasi del processo con l'appoggio diretto di noi procuratori e dell'avvocato del Vicariato, aiutato da efficienti collaboratori. Insieme al lavoro tecnico abbiamo visitato a più riprese i vari gruppi per informare e creare coscienza, e realizzato corsi di formazione su temi e problemi relazionati allo stesso processo".

Che risultati avete ottenuto? Quali i problemi incontrati?

"La cosa più importante: i contadini che hanno chiesto il nostro servizio hanno ottenuto il titolo di proprietà della terra. Inoltre abbiamo riscontrato fiducia e apertura da parte loro per la credibilità di cui gode la Chiesa in Guatemala.
Abbiamo incontrato molti problemi per lo smarrimento di documenti, la lentezza della burocrazia, casi di corruzione e poca volontà politica da parte delle istituzioni".

Come valuti l'esperienza di procuratore giuridico agrario, accompagnando in questi anni i contadini di Dolores e lavorando nella pastorale del Vicariato Apostolico del Petén?

"Una esperienza senz'altro positiva. Mi sono sentito bene per la partecipazione sociale, per le conoscenze che hanno accresciuto la mia formazione personale. Ho dedicato molto tempo al lavoro richiesto dal progetto, meno tempo al lavoro nel mio terreno. Ho avuto paura dopo l'uccisione di un nostro compagno e le minacce fatte ad altri procuratori giuridici agrari. Ho avuto un serio incidente con la moto andando da un ufficio all'altro. Ma mi sento pienamente soddisfatto, contento di aver speso tempo ed energie per migliorare la situazione dei nostri contadini".

Grazie per il lavoro che hai svolto in questi anni e per la disponibilità a raccontarci questa bella esperienza.

Note: Padre Ottavio Sassu appartiene all'Associazione Amici del Guatemala
AMICI DEL GUATEMALA-ONLUS
Piazza Madre Teresa di Calcutta, 1 - 53100 Siena
tel. 328-4097118
amiciguatemala@yahoo.it
www.amiciguatemala.it

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