Messico, la lotta contro un colosso della siderurgia si trasforma in cooperativa di commercio giusto

Qua sono accolto da Marco e da Omar, giovani attivisti di MAIZ, organizzazione che a Tehuacan gestisce un centro di formazione e smistamento di caffé e un minuscolo ostello, ancora in costruzione. Mi fermo nell’ostello, dove la disponibilità di energia elettrica e luce è assicurata da un buon numero di pannelli solari, installati sui tetti degli edifici di recente costruiti e decorati da sgargianti murales.
La resistenza delle comunità nella regione della Sierra Negra, una zona montuosa marginale situata al confine tra lo Stato di Puebla e quello di Veracruz, si organizza in risposta alla politica aggressiva portata avanti dalla compagnia mineraria Autlan, il più grande produttore di ferroleghe in Messico, che nel 2016 decide di costruire un invaso per la produzione di energia idroelettrica nella valle del Rio Coyolapa, con il fine di rifornire di energia a basso costo i grandi impianti siderurgici di Teziutlan, Puebla.
La resistenza degli abitanti della valle del Coyolapa parte in salita: la compagnia infatti corrompe e convince sistematicamente le autorità locali, che portano avanti una campagna per convincere la popolazione, principalmente dedita all’agricoltura, della bontà del progetto e delle possibili ricadute positive in termini di occupazione. A lato di queste strategie più o meno subdole di convincimento degli abitanti dei municipi coinvolti dal progetto di invaso, sono messe in atto minacce e aggressioni, che culminano con la sparizione forzata dell’attivista Sergio Rivera Hernandez, il 23 agosto del 2018. La popolazione indigena nahuatl della regione mette però in atto numerose strategie di resistenza, cercando di superare le difficoltà date dalla natura montuosa e demograficamente sparsa del territorio, creando un piccolo network di radio locali con cui diffondere informazioni e comunicazioni da un lato all’altro delle numerose valli e monti della Sierra Negra, e partecipando attivamente alle marce e manifestazioni organizzate dal nascente movimento messicano contro i megaprogetti.. La resistenza prosegue per tre anni, fino al 2019, anno in cui il progetto di invaso artificiale viene sospeso, e vede coinvolta l’organizzazione MAIZ (Movimento Agrario Indigeno Zapatista), nata nel 1996 e diffusa in numerosi stati del Messico.
A partire dal 2016, contemporaneamente alla lotta contro il colosso minerario e la sua diga, numerosi contadini coinvolti nel movimento contro lo sfruttamento minerario nella Sierra Negra di Puebla si organizzano come cooperativa di produzione di caffè, grazie a un grande lavoro di formazione portato avanti da MAIZ intorno alle dinamiche del cooperativismo, della coltivazione agroecologica e della riproduzione in vivaio di nuove varietà di caffé resistenti alle avversità. Oggi la cooperativa Tepeyolo riunisce circa 130 piccoli produttori di caffé di montagna, per una superficie totale di circa 100 ettari di terreno coltivato, ed esporta caffè in Europa grazie alla collaborazione, inaugurata nel 2020, con Café Rebeldia, progetto attivo nella città di Zurigo. I produttori associati alla cooperativa Tepeyolo riuniscono una biodiversità unica, coltivando campi situati ad alture comprese tra 9 e 1600 metri sul livello del mare, e producendo ben 12 differenti varietà di caffè, tra cui 4 varietà di Arabica e due di Robusta, e sta portando avanti un processo di certificazione di agricoltura biologica.
La rete di MAIZ (acronimo per Movimento Agrario Indigeno Zapatista), unito ad altre associazioni come il Frente de Pueblos en defensa de la tierra y el Agua, Puebla, Tlaxcala y Morelos (Fronte dei Popoli in Difesa della Terra e dell’Acqua di Puebla, Tlaxcala e Morelos) e il Laboratorio Medios Libres (Laboratorio di Media liberi), tra le altre, ha recentemente incoraggiato la creazione di una scuola comunitaria per l’autonomia dedicata alla sostenibilità ambientale Teocentli . Questo termine è il nome - nella lingua indigena nahuatl, utilizzato storicamente per chiamare un tipo di mais, considerato progenitore delle attuali varietà diffuse in Messico. Letteralmente, teocintle significa “grano degli Dèi”. L’obiettivo della scuola, secondo Omar Esparza, uno dei promotori dell’iniziativa, è fornire alle comunità strumenti di autonomia e sovranità alimentare ed energetica (...) e denunciare, a livello di comunicazione, i grandi progetti di estrattivismo.
Il riferimento alla figura storica di Emiliano Zapata, figura simbolo della lotta agraria contro i grandi proprietari terrieri a inizio Novecento e durante la Rivoluzione Messicana, è presente in diversi movimenti popolari del Messico contemporaneo.
Ho voluto raccontare la storia della cooperativa Tepeyolo come dimostrazione della tenacia di un popolo indigeno contro lo strapotere dei colossi industriali che saccheggiano e depauperano la Terra, sottraendone le risorse senza preoccuparsi di espropriare, allontanare le popolazioni dai loro territori e creare enormi danni agli ecosistemi naturali, e come esempio della possibilità che le lotte contro l’estrattivismo non si fermino a marce, manifestazioni e presidi, ma assumano una forma stabile attraverso lo strumento dell’economia cooperativa e solidale. Soltanto quando la resistenza legittima contro le nocività del capitalismo si struttura in forme economiche alternative, l’alternativa di un “altro mondo possibile” diventa commoventemente reale.
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