A sorpresa, dopo il primo turno, De La Espriella (ultradestra) in lieve vantaggio su Iván Cepeda

Presidenziali Colombia: per Cepeda strada in salita

Sul voto pesano le pesanti ingerenze Usa e numerose anomalie denunciate dal Pacto Histórico ai seggi. Il ballottaggio si terrà il 21 giugno
7 giugno 2026
David Lifodi

Presidenziali Colombia: per Cepeda strada in salita

Sono poco più di settecentomila i voti che separano Iván Cepeda da Abelardo De La Espriella dopo il primo turno delle presidenziali colombiane tenutosi lo scorso 31 maggio.

Si tratta di un risultato che prefigura una strada decisamente in salita per Cepeda e la sinistra in vista del ballottaggio in programma il prossimo 21 giugno. Il candidato del Pacto Histórico non è andato oltre il 40,9% dei consensi, mentre De La Espriella ha fatto registrare un vero e proprio exploit con il 43,7% delle preferenze. La sensazione è che la spinta propulsiva di Cepeda si sia arenata, nonostante tutti i sondaggi lo indicassero come favorito e alcuni pronosticassero la sua vittoria già al primo turno.

Al contrario, l’estrema destra di De La Espriella sembra in costante crescita. Inoltre, per quanto quest’ultimo abbia prosciugato il bacino elettorale di una destra altrettanto radicale quale è quella uribista, incarnata da Paloma Valencia, terza classificata a distanza siderale dal suo competitor con appena il 6,9% dei voti e nonostante i due si siano più volte scontrati durante la campagna elettorale, appare assai improbabile che quanto resta dell’esiguo uribismo pro-Valencia sostenga Cepeda.

In un paese in preda alla violenza e segnato da numerosi conflitti sociali aperti, Cepeda era consapevole che la sua corsa verso Palacio Nariño non sarebbe stata una passeggiata. In più, come già accaduto sempre più spesso nelle ultime tornate elettorali, gli Usa sono intervenuti pesantemente cercando di replicare lo schema già adottato in Honduras dove, in occasione delle presidenziali del 30 novembre 2025, è stato raggiunto il culmine delle irregolarità e dell’ingerenza Usa da cui ha beneficiato Nasry Asfura, il candidato gradito a Trump.

Allineato agli Stati Uniti, vicino all’ultradestra del governo israeliano, “El Tigre”, questo il nomignolo poco rassicurante del quarantasettenne avvocato penalista (lo stesso di Jorge Eduardo Acosta, membro del triumvirato che ideò la politica delle torture e della sparizione degli oppositori politici all’epoca del colpo di stato del 24 marzo 1976 in Argentina), avrebbe goduto di ampio sostegno tra quell’oligarchia che ha sempre condizionato la vita politica e sociale della Colombia ai suoi interessi geostrategici.

Dal canto suo, Cepeda, al momento, ha dichiarato di non riconoscere l’esito delle urne di domenica scorsa. Il leader del Pacto Histórico ha denunciato infatti lo spostamento improvviso di migliaia di seggi avvenuto all’ultimo momento che ha impedito a molti elettori delle zone popolari del paese di recarsi alle urne, avvertendo che rifiuterà di avallare il processo elettorale fino a quando il Consiglio nazionale Elettorale non si esprimerà ufficialmente su quanto accaduto.

Inoltre, il presidente uscente Gustavo Petro e lo stesso Cepeda hanno contestato l’utilizzo della piattaforma per il conteggio dei voti Thomas Greg & Sons sia perché legata ad imprenditori vicini a De La Espriella sia perché gli algoritmi del software sarebbero stati modificati almeno tre volte nell’ultima settimana prima del voto con l’aggiunta di circa ottocentomila elettori non iscritti al censo ufficiale e, forse non casualmente, questo numero non è poi così distante dalla differenza che separa i due contendenti alla guida del paese dopo la chiusura delle urne.

E ancora, Cepeda ha parlato apertamente di tentativi di destabilizzazione e sabotaggio del voto ad opera sia dell’Ecuador, tramite il suo presidente Daniel Noboa, un uomo gestito completamente dalla Casa Bianca, sia dagli stessi Stati Uniti, a partire dai diplomatici residenti in Colombia. In gioco non c’è solo il futuro politico del paese andino, che in caso di sconfitta di Cepeda vedrebbe un profondo arretramento delle conquiste sociali raggiunte sotto la presidenza di Gustavo Petro, ma quello dell’intero continente latinoamericano. La vittoria della sinistra rappresenterebbe un argine, nell’intera regione, al cosiddetto “fascismo mafioso” ormai dilagante, da El Salvador all’Honduras, dall’Argentina all’Ecuador fino a Cile, Bolivia e Perù dove, in vista del ballottaggio di quest’oggi, 7 giugno, sono in corso manovre simili per scongiurare la vittoria di Roberto Sánchez sul cosiddetto “fujifascismo”.

Il curriculum di De La Espriella desta forti preoccupazioni. Avvocato di paras, narcotrafficanti e parapoliticos (i politici paramilitari), noto per le sue posizioni omofobe e poco incline alla tutela dell’ambiente, è tutt’altro che un outsider, come ama presentarsi. Inoltre, i vertici dell’uribismo, dopo aver scaricato senza troppi problemi Paloma Valencia, hanno deciso di scommettere subito su De La Espriella sia perché quest’ultimo e Álvaro Uribe hanno dedicato la loro intera carriera politica a garantire l’immunità ai paramilitari sia per gli stretti legami dell’attuale candidato con gli Usa e con un oligarchia terrateniente che guarda a Washington. Proprio negli Stati Uniti “ElTtigre” è proprietario di tredici imprese in Florida, può contare sull’amicizia di Daniel Newlin, uomo di fiducia di Trump tanto da essere assai vicino alla nomina di ambasciatore a Bogotà, nonché su quella della repubblicana María Elvira Salazar, anch’essa figura di spicco del trumpismo.

È proprio difendendo i parapoliticos, ha scritto il giornalista Daniel Coronell sulla rivista Semana, che lo studio di De La Espriella, denominato De La Espriella Lawyers, ha iniziato a fatturare delle cifre da capogiro e, contestualmente, lo stesso De La Espriella ha accettato gli inviti alle iniziative Fundación Iniciativas Para la Paz, il cui nome è fuorviante perché in realtà è promosso dai paramilitari.

Orden primero, todo lo demás después è lo slogan su cui conta De La Espriella per rompere la continuità tra Petro e Cepeda insistendo molto sul ripristino della sicurezza, un tema che, ad ogni latitudine, viene utilizzato dalle destre. Tuttavia, nel 2010, fu proprio un narcoparamilitare a dare del “bandito” all’attuale candidato alla presidenza della Colombia, il quale gli chiedeva una cifra astronomica per garantire il suo mantenimento in seno al processo di smobilitazione dei paras stessi.

Eppure, la promessa di aprire delle mega carceri, sul modello del bukelismo in El Salvador, supera di gran lunga, nell’elettorato, l’onta di aver difeso alcuni dei più pericolosi ex capi militari delle Autodefensas Unidas de Colombia quali Diego Fernando Murillo e Javier Enrique Rodríguez Fuentes, nonché l’acquisto di una tenuta appartenente ai paramilitari.

Infine, sull’esito del ballottaggio influirà sia l’alto numero di coloro che non si sono recati alle urne al primo turno, nonché la forza di una campagna comunicativa sempre più violenta scatenata, anche in questa circostanza, contro le forze progressiste della regione. Cepeda è atteso da una battaglia durissima all’insegna di colpi bassi di ogni tipo, a partire dall’orientamento sul processo di pace che, a differenza di De La Espriella, vorrebbe proseguire.

Articoli correlati

  • Colombia: il cambiamento di Gustavo Petro e Francia Márquez
    Latina
    Estromessi i militari responsabili delle violazioni dei diritti umani

    Colombia: il cambiamento di Gustavo Petro e Francia Márquez

    Il presidente lavorerà per la pace totale
    22 agosto 2022 - David Lifodi
  • Colombia: la rivincita de los de abajo
    Latina
    Per la prima volta la sinistra governerà il paese

    Colombia: la rivincita de los de abajo

    Nel ballottaggio di ieri, 19 giugno, Gustavo Petro e Francia Márquez conquistano Palacio Nariño. Ce l’hanno fatta nonostante le minacce di morte e le intimidazioni che li hanno costretti a sospendere per un breve periodo la campagna elettorale, in un clima caratterizzato da estrema violenza
    20 giugno 2022 - David Lifodi
  • Colombia: Gustavo Petro va
    Latina
    Nelle parlamentari del 13 marzo la coalizione di centro-sinistra diviene principale forza del paese

    Colombia: Gustavo Petro va

    Le presidenziali del 29 maggio potrebbero segnare una svolta storica all’insegna del progressismo
    25 marzo 2022 - David Lifodi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.4.4 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)