Latina

Il New York Times denuncia la corruzione dell'Inah

Messico: Wal-Mart apre nella zona archeologica di Teotihuacan: sotto accusa il presidente Fox

Fronte Civico e intellettuali chiedono l'immediata retromarcia della multinazionale
15 novembre 2004
David Lifodi
Fonte: www.ipsnet.it/chiapas
Corriere della Sera: "Wal-Mart, il liberismo sugli scaffali" - 15 novembre 2004

Alla fine Wal-Mart è riuscita ad insediarsi anche tra le piramidi di Teotihuacan, nel perimetro C della zona archeologica con il sostegno e il parere favorevole delle autorità, facendosi beffe delle proteste di movimenti, intellettuali e società civile messicana.
L'apertura del supermercato è stata però contrassegnata da un giallo. Poco prima dell'inaugurazione infatti, gli archeologi dell'Inah (Istituto Nazionale di Antropologia e Storia) hanno scavato due grandi buchi nel pavimento del centro commerciale tramite un apparato definito "geo-radar di penetrazione" allo scopo di verificare la presenza di resti archeologici significativi poiché, in quel caso, Wal-Mart sarebbe stata costretta ad una immediata retromarcia. In realtà questo sopralluogo "ha rivelato solo la presenza di un banco di sabbia e di un muro di mattoni del ventesimo secolo", come hanno riferito a La Jornada i tecnici dell'Inah, dando così l'avallo definitivo all'apertura del negozio. Il comportamento dell'Inah è parso ambiguo e poco convincente non solo ai corrispondenti del quotidiano messicano, tanto che la vicenda Teotihuacan è finita anche sulle pagine del New York Times. In particolare, si sottolinea come Wal-Mart abbia ottenuto il permesso di costruire il supermercato in un territorio che si presume protetto dalla legislazione messicana come sito archeologico senza tener conto dell'opinione pubblica e riportando inoltre le accuse di corruzione rivolte all'Inah.
Del resto fermare Wal-Mart di questi tempi è praticamente impossibile, a maggior ragione dopo la rielezione alla Casa Bianca di Bush, di cui la più grande azienda americana rappresenta il suo essenziale braccio economico, come ha affermato pochi giorni fa anche Il Corriere della Sera, tanto da dare un contributo fondamentale (tramite il finanziamento di una campagna da 600mila dollari) in California nel respingere la Proposition 72, un referendum mirante a imporre alle imprese maggiori di offrire un'assicurazione sanitaria ai loro dipendenti coprendo almeno l'80% del suo costo.
Ad opporsi all'apertura di Wal-Mart non si è schierato soltanto il Fronte Civico in Difesa della Valle di Teotihuacan, definendolo "una tragedia anche per la forma subdola con cui stata autorizzata dalle autorità", ma anche la scrittrice Elena Poniatowska che ha accusato il Presidente Fox sulle pagine de La Jornada sostenendo che passerà alla storia per non aver difeso il passato precolombiano del Messico. Nonostante gli oppositori al centro commerciale siano stati definiti dal vice presidente degli Affari Corporativi di Wal-Mart Raul Arguelles come "un piccolo gruppo che ha interessi personali e commerciali" la mobilitazione si è estesa alla Unam di Città del Messico (la più grande università dell'America Latina) che non solo ha rinnovato i sospetti di corruzione in cui sarebbe coinvolta l'Inah, ma ha visto schierarsi a sostegno del Fronte Civico anche dei docenti tra cui Adolfo Sanchez Vasquez, secondo il quale l'inaugurazione del supermercato "è un attentato contro la cultura e le tradizioni nazionali ed una dimostrazione del disprezzo delle multinazionali nei confronti di un paese sovrano e indipendente". Nonostante il centro commerciale sia stato aperto, secondo il Fronte Civico non è ancora detta l'ultima parola e così il portavoce Emmanuel D'Herrera ha ribadito le tre richieste affinché Wal-Mart faccia marcia indietro: "la chiusura delle opere nel perimetro C della zona di Teotihuacan, la convocazione di una conferenza internazionale e il blocco al Parlamento della Legge di liberazione delle zone archeologiche".
Nel frattempo la mobilitazione prosegue, anche perché Wal-Mart non è intenzionata a fermarsi: nei suoi piani c'è l'intenzione di aprire un altro supermercato, stavolta in Amecameca (stato del Messico), per il quale ancora una volta sarebbe già stata concessa l'autorizzazione dall'Inah tramite la funzionaria Anabel Mirò, la stessa che ha dato il via libera alla transnazionale per costruire nella zona archeologica di Teotihuacan.

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