Argentina: continua la politica neoliberista, cresce la concentrazione della ricchiezza in poche mani

La dinamica della crescita economica in Argentina continua a favorire la concentrazione della ricchezza in poche mani, dato che il 10% piu' ricco riceve 26,3 volte di piu' della stessa percentuale di popolazione povera.
5 gennaio 2005
Fonte: argenpress

A tali conclusioni e' arrivato uno studio realizzato dal consultivo Equis, che ha evidenziato che della distribuzione delle entrate ha continuato a beneficiare, nell'ultimo anno, un'infima parte della popolazione argentina. Dal maggio del 2003, quando si e' formato l'attuale governo del presidente Nestor Kirchner, il 40% dei settori con scarse risorse ha ricominciato a ricevere una porzione minore della torta, mentre i ceti medi hanno recuperato qualcosa, sostiene lo studio. Negli ultimi 30 anni, l'estesa classe media e le frange piu' basse hanno perso tra il 15 e il 40% nel settore della ricchezza prodotta, ha ricordato Artemio Lopez, del citato consultivo. La crisi e' cosi' intensa che l'attuale disuguaglianza sociale e' una delle piu' forti da quando l'Istituto Nazionale di Statistica e Censimenti elabora i suoi campionamenti sul tema, iniziati negli anni '70, ha avvertito Lopez. Se soltanto si considera l'informazione piu' recente (dal dicembre del 2003 al giugno del 2004), si osserva che il processo di concentrazione delle entrate si e' accentuato sempre piu', cadendo la partecipazione di tutti gli strati, inclusi quelli medi che erano stati favoriti. I settori piu' poveri o beneficiari di piani sociali non solo non partecipano alla crescita del Prodotto Lordo Interno (PIL), ma continuano con le loro entrate nominali di monopolio. Anche se la torta si ingrandisce, ne ricevono una fetta piu' piccola. La realta' mostra che nell'Argentina di oggi, al 20% piu' ricco tocca il 53,1% della ricchezza, al 40% medio il 34,7% e il 40% piu' basso - con entrate inferiori ai 100 dollari - riceve appena il 12,2%. Con la maggior attivita' economica, ad un ritmo dell'otto per cento annuale per due anni consecutivi, questa nazione ha dei livelli di produzione pre-crisi, ma gli indicatori sociali e distributivi continuano ad essere simili, ha indicato Equis. Sotto alcuni aspetti - come poverta', indigenza e lavoro nero - le statistiche sono peggiori di quelle del 2001, quando il paese e' stato scosso dalla peggior crisi della sua storia, ha concluso il consultivo.

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