Argentina: le attività a Rosario del comitato per " la comunità dei diritti umani"
Rosario, Argentina, popolazione un milione di persone. Il 30 giugno 1997, piu' di cento persone appartenenti ad organizzazioni femministe, associazioni per i diritti dei bambini, sindacati, associazioni di disabili, gruppi indigeni, comunita' intellettuale e religiosa, si riunirono con i membri eletti della municipalita' di Rosario. L'incontro fu organizzato dal Dipartimento delle Donne del comune. I/le presenti firmarono una dichiarazione che attestava il loro impegno per fare di Rosario una "comunita' dei diritti umani", ovvero di promuovere fra le donne e gli uomini residenti in citta' il rispetto dei diritti umani, l'eguaglianza e la pace. Un comitato di cittadini/e fu creato nell'occasione, in esso confluirono rappresentanti di tutti i settori sociali. I membri partecipano a continui incontri e seminari sui diritti umani, apprendendo quello che poi trasmetteranno alle loro comunita': cio' include una vasta gamma di attivita' per promuovere specifici cambiamenti economici e sociali. Un gruppo di lavoro del comitato fa opera di monitoraggio rispetto agli impegni che i governi locale e nazionale prendono, e presenta ad essi proposte per la risoluzione dei problemi di Rosario: poverta', disoccupazione, violenza contro le donne, denutrizione, marginalizzazione, brutalita' poliziesca, discriminazione degli/delle omosessuali, relazioni difficili tra la comunita' ed il commercio e l'industria. Un gruppo di volontari, che comprende educatori ai diritti umani, avvocati e giornalisti, e' sempre disponibile per sostenere e facilitare il lavoro del comitato. * I principi guida di questo processo sono: responsabilita', partecipazione, trasparenza, e un preciso impegno allo sradicamento della poverta' provvedendo risposte a bisogni umani quali cibo, salute, casa, istruzione e lavoro con retribuzione adeguata. Il comitato organizza un programma di training permanente per i funzionari ed il personale del comune, giudici, poliziotti, imprenditori, insegnanti e lavoratori della sanita'. Usano, per la testimonianza e l'educazione, una gran quantita' di mezzi creativi, come gli incontri pubblici della cittadinanza nelle aule del comune, il teatro di strada e le discussioni a livello comunitario. Lavorare con la polizia ha dato loro straordinari risultati: i seminari sui diritti umani offerti alla polizia nel 1997, 1998, 1999 e 2000 sono diventati parte integrante dell'addestramento ufficiale dei poliziotti in tutta la regione di Santa Fe, di cui Rosario e' la capitale. La polizia della regione si sta impegnando nel dialogo con i gruppi gblt per porre termine alle discriminazioni nei loro confronti, e collabora all'istruzione ai diritti umani nei vicinati. Dopo una sessione seminariale con i cadetti della poliza, il direttore dell'Accademia di polizia ha concluso il suo intervento dicendo: "Non c'e' alternativa ai diritti umani, non c'e' altra opzione". Del comitato fanno parte anche le "madri in autogestione", un gruppo di donne che lavora principalmente nei quartieri di Toba e Luduena. Costoro hanno cominciato a prendersi cura di numerosi bambini (in origine erano tutti maschi, poi si sono aggiunte le bambine) in situazioni precarie e marginali. Molti di questi bambini avevano o hanno i genitori in prigione. Le madri hanno organizzato incontri settimanali ed hanno mantenuto un'attitudine flessibile per adattarsi alle domande concrete ed ai bisogni dei bambini, creando un'ambiente di fiducia ed empatia. Esse hanno ridisegnato molte delle attivita' pensate in origine, quando hanno constatato che la maggior parte dei bimbi era semianalfabeta e/o provava difficolta' nell'esprimersi verbalmente: cosi' hanno inventato l'educazione ai diritti umani basata sul corpo (giochi dinamici, attivita' pratiche). * Una delle prospettive che il comitato si e' posto per il futuro e' l'applicazione della cornice dei diritti umani al Nafta, ma c'e' anche molto altro: il monitoraggio delle azioni intraprese dal governo argentino e da quello locale rispetto agli impegni presi ed ai fondi impiegati (in particolare, come essi vengono distribuiti, e come questa distribuzione promuove l'eguaglianza di genere, etnica, sociale); la promozione di una cittadinanza sociale che includera' seminari sui diritti umani con approccio di genere; lo sviluppo di una concezione olistica dei diritti umani che esamini e discuta i meccanismi della discriminazione e del dominio e superi la divisione dei diritti umani in categorie e gerarchie; lo sviluppo del bilancio partecipativo nel comune.
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