"Quella cosa che si chiama documento..."

Di fronte all'ennesima tragedia dell'immigrazione clandestina, una riflessione sulla fortezza Italia ed un elenco dei viaggi mai conclusi che dal 1992 ad oggi fanno dei fondali del mar Mediterraneo un grande cimitero.
28 marzo 2005
Gabriele Del Grande

E' di ieri la notizia del ritrovamento di 6 cadaveri nelle acque al largo della costa di Ragusa. Erano i compagni di viaggio di altre 9 persone, 6 si sono salvate, 3 sono ancora disperse. Partiti dalla Cina, dopo migliaia di chilometri percorsi a ritroso lungo le antiche vie delle spezie, si erano imbarcati alla volta dell'Europa. I due scafisti li avrebbero gettati in mare, 15 miglia al largo da Ragusa, per non incorrere nei controlli delle motovedette italiane. La questura di Ragusa ha aperto un'inchiesta per strage. Sempre ieri il peschereccio "Cartagena" ha avvistato nel Canale di Sicilia un barcone con a bordo un centinaio di migranti. Il capitano F. Rifiorita ha lanciato l'allarme alle autorità via radio. In tutta risposta gli è stato detto di proseguire pure con la pesca. Da allora del barcone e dei suoi passeggeri si è persa ogni traccia. Queste sono soltanto le ultime tragedie di una lunga serie di stragi che vanno macchiando di sangue i nostri mari da una decina di anni a questa parte, ovvero da quando l'Italia, di pari passo con l'Europa, ha eretto a protezione della propria fortezza leggi sull'immigrazione che fanno carta straccia dei diritti della persona, nella tutela di poco chiari interessi dell'italica stirpe. Il Testo Unico sull'Immigrazione Turco-Napolitano prima, e le sue modifiche securitarie firmate Bossi-Fini poi, trattano l'immigrazione fondamentalmente come un problema di ordine pubblico legato alla presenza di stranieri sul territorio nazionale. Secondo l'impianto teorico che soggiace a queste leggi il nodo fondamentale è il controllo degli ingressi sul territorio. Si entra solo con le quote annuali per paese stabilite dal decreto flussi o per ricongiungimento familiare. Trascurabile eccezione un migliaio di permessi l'anno per asilo politico, meno trascurabili le oltre 10.000 domande presentate e non accolte. Ogni altro ingresso oltre a questi non è previsto dalla legge ed è quindi irregolare e criminalizzato come reato. I clandestini sono una minaccia all'ordine pubblico, devono essere reclusi nei CPT e poi rimpatriati, questo il succo di un pensiero che fa della persona non comunitaria, né ricca, una marionetta appesa ai fili del suo permesso di soggiorno. Ricordo uno spettacolo teatrale di una compagnia di rifugiati a Bologna, ero lo scorso giugno. In una telefonata uno dei personaggi diceva alla madre in Angola: "Sai mamma, qui in Italia c'è una cosa che si chiama documento... ". Quella cosa che qui si chiama documento è il grande spartiacque tra la civiltà e la barbarie, tra i diritti della persona in quanto persona e privilegi del cittadino in quanto titolare di un documento d'identità. La realtà odierna è basata su uno stato di diritto del cittadino di uno stato nazione e tutto gira intorno ai confini di quel fazzoletto di terra che ci hanno insegnato a chiamare Stivale. Ora, di cittadinanza non ce n'è una sola ma al contrario, un po' come per i massimi campionati di calcio, se ne contano diverse categorie. E' cittadino italiano chi è figlio di italiani, o chi convola a nozze con italiani. Questi sono i cittadini di serie A. In serie B ci mettiamo gli stranieri titolari di quella cosa che si chiama documento, il che significa che sono riusciti a rientrare nelle strette maglie che regolano gli accessi legali in Italia. In serie C ci sono gli stranieri irregolari, i clandestini. Anzi questi li mettiamo direttamente fuori dai giochi, infatti se sono senza un documento non è per qualche reato ma perché è per loro impossibile averne. Non a tutti è concesso viaggiare in regola con i visti d'ingresso.Tutto dipende dal paese da cui parti, da quello in cui vai e dal reddito che hai. Dai cosiddetti paesi ad alto rischio immigrazione non escono che i ricchi, ormai la dichiarazione dei redditi vale più di un passaporto. Per tutti gli altri, chi fugge dal proprio paese per trovare protezione, chi per sopravvivere alla miseria, chi per costruire il filo di una speranza per i figli, per tutti loro non rimane che l'illegalità. Sono chiamati con sgarbo clandestini, come se fosse un reato l'essere poveri, o l'essere a rischio di vita in zone di guerra. Di seguito riporto un elenco delle tragedie dell'immigrazione clandestina nei nostri mari. E' solo un dato parziale, perché in tutto questo la vera clandestina è la morte, che avviene in segreto, di tanti imbarcati e mai arrivati, inghiottiti dal mare e dall'oblio. Assai triste collage, non so quanto valga la conta dei morti. Forse vale solo a fare abbassare un poco la cresta a chi grida altolà all'invasore. Forse serve contare i morti per capire che non si tratta di orde di barbari né di sprovveduti cacciatori di oro. La scelta di chi rischia consapevolmente la vita per un viaggio su una carretta del mare,ripetendosi i nomi dei morti prima di lui finché non vede affacciarsi di nuovo la terra, non è la scelta di chi insegue chimere, ma quella di chi vuole sopravvivere, resistere a un bastardo destino che non ha scelto. In fine servirà spero a prendere coscienza di come non esista uguaglianza nemmeno da morti. I cadaveri neri, albanesi o orientali che vanno a riempire i fondali dei nostri mari non importano a nessuno, non hanno prime pagine né inchieste, non si sollevano allarmi o campagne di indignazione. Non sono dei nostri e in fondo se la sono andata a cercare… Con la solita dappocaggine si finisce per accusare le vittime di essere vittime e in nessun modo si cerca dove stia di casa la verità, forse per il semplice fatto che il paese Italia si trova esattamente dall'altra parte. 24 dicembre 2004 Spagna, Canarie - Un’imbarcazione con a bordo 13 cadaveri di migranti è stata trovata in prossimità di Fuerteventura, 15 novembre 2004 Palermo - Un barcone con una decina di persone a bordo, diretto verso le coste siciliane, è naufragato 12 miglia a sud di Malta. Tutti dispersi. 15 ottobre 2004 Lampedusa - Ancora una tragedia sulla rotta dei clandestini: un uomo è morto e un altro risulta disperso. 6 ottobre 2004 Naufragio al largo della Tunisia: un barcone è affondato provocando la morte di 22 immigrati. 42 dipersi, in 11 si sono salvati. 24 settembre 2004 La guardia costiera tunisina ha trovato quattro morti,per fame e per sete, a bordo di un barcone diretto nell’Italia meridionale, una quinta persona è agonizzante. 8 agosto 2004 Siracusa - Ventotto morti su un barcone partito dalle coste africane. Sono morti durante la traversata, per fame,assideramento, disidratazione. I loro corpi sono stati gettati in mare dai compagni di viaggio. 19 aprile 2004 Spagna, al largo delle Canarie - 14 cadaveri di immigrati subsahariani, 46 i superstiti, immediatamente arrestati dalla polizia locale. 14 gennaio 2004 Durazzo - Naufragio di un gommone partito da Valona. 21 morti, tutti albanesi, di eta' compresa fra i 25 e i 40 anni. 11 superstiti e ancora molti dispersi. Le notizie parlano di una seconda imbarcazione diretta in Italia di cui non si è saputo più nulla. 3 dicembre 2003 Spagna, largo delle Canarie - 16 morti, dopo essere caduti in acqua mentre una pattuglia della guardia costiera spagnola cercava di trarli in salvo dall'imbarcazione di fortuna su cui viaggiavano 11 novembre 2003 Palermo - La barca sulla quale viaggiavano è stata soccorsa dai pescatori al largo di Pantelleria. Sopra c'erano 6 profughi iracheni. Uno di loro era già morto. Altri tre sono stati ricoverati in gravi condizioni. 17 ottobre 2003 Lampedusa - Un'imbarcazione con a bordo circa 30 persone è affondata a largo di Lampedusa. 4 i morti annegati. 3 ottobre 2003 Lampedusa - Affonda una carretta del mare con a bordo 30 persone. Una di loro perde la vita. 29 giugno 2003 Cap Bon - Affonda un'imbarcazione diretta verso Lampedusa, 3 morti, 35 superstiti. 20 giugno 2003 Al largo della Tunisia, affonda un'imbarcazione con a bordo circa 200 persone. I cadaveri recuperati sono 20, gli altri 180 dispersi. 17 giugno 2003 Lampedusa - Affonda una carretta del mare. 6 i cadaveri recuperati, ma a bordo dell'imbarcazione c'erano circa 70 persone. Solo 3 i superstiti. 19 gennaio 2003 S. Maria di Leuca - Al largo delle coste pugliesi recuperati 6 cadaveri, erano iracheni. La piccola imbarcazione sulla quale viaggiavano viene intercettata, a bordo ci sono 6 sopravvissuti, mentre sono 23 i dispersi. 19 gennaio 2003 Marocco - Annegano 18 persone che si trovavano a bordo di un gommone mentre cercavano di raggiungere l'Europa. Gli immigrati tentavano di sfuggire alle forze dell'ordine che li avevano intercettati all'alba a sud di Tangeri, in Marocco. Solo 3 i superstiti. 1 dicembre 2002 Libia - Recuperati 44 cadaveri, vittime di 2 naufragi a largo delle coste della Libia e del Marocco. 22 settembre 2002 Ragusa - Uno scafista abbandona in mare, a 300 metri dalla spiaggia di Scoglitti un carico di tunisini. Muoiono 14 persone ed un'altra cinquantina si salvano. 15 settembre 2002 Agrigento - Affonda un'imbarcazione a circa mezzo miglio da Capo Rossello. Vengono recuperati i cadaveri di 37 persone. 92 i superstiti. 22 luglio 2002. Valona - In uno scontro tra un gommone ed una motovedetta della Guardia di Finanza muoiono 2 persone. 12 giugno 2002 Tunisia - Muoiono 11 persone che tentavano di imbarcarsi per l'Italia. Le vittime cercavano di raggiungere a nuoto la nave che si trovava ormeggiata al largo. 8 giugno 2002 Lecce - Davanti la costa di Castro Marina scafisti albanesi, avvistati dalla Guardia di finanza, gettano in mare 40 persone ed accoltellano quelli che oppongono resistenza. Vengono recuperati in mare 4 cadaveri. 11 marzo 2002 Otranto - Recuperati 6 cadaveri legati allo scafo di un gommone in avaria. Il gommone, che era partito da Valona, si era incendiato. 23 i superstiti. 7 marzo 2002 Lampedusa - Naufragio al largo del canale di Sicilia. 12 i clandestini morti, incerto il numero dei dispersi. 14 gennaio 2002 Otranto - Due scafisti, per sfuggire alla polizia di frontiera che li aveva intercettati, lanciano sugli scogli un gommone carico di clandestini. Una decina di persone cadono in acqua, un ragazzo viene ferito gravemente. 10 giugno 2001 Bari - Muoiono a Trani 12 persone, forse gettate in mare dagli scafisti. I superstiti sono 22. 9 luglio 2001 Ragusa - 4 clandestini gettati in mare dagli scafisti muoiono mentre tentano di raggiungere a nuoto la costa. 4 maggio 2000 Lecce - Un gommone carico di immigrati sperona un'imbarcazione della polizia a quattro chilometri dalla costa del Salento. 2 morti, almeno 10 i dispersi. 16 maggio 1999 Valona - 6 persone, tra cui alcuni bambini, muoiono in seguito allo scontro del gommone su cui viaggiavano contro uno scoglio. 15 agosto 1999 Montenegro - Al largo delle coste montenegrine naufraga un'imbarcazione carica di famiglie Rom. Oltre 100 i morti. 12 dicembre 1999 Otranto - Affonda un gommone nel canale d'Otranto. Muoiono 59 persone. 9 settembre 1998 Lecce - Tre scafisti gettano in mare, nelle coste del Salento, 9 bambini, tra cui 3 neonati, che si trovavano a bordo del loro gommone. Alcuni di loro vengono salvati dai genitori, altri vengono recuperati dai carabinieri. 28 marzo 1997 In seguito ad uno scontro con la corvetta della Marina militare italiana ''Sibilla'' affonda la nave albanese ''Kater I Rades''. 4 i morti, 34 superstiti. Molti i dispersi. In ottobre viene recuperato il relitto dell'imbarcazione, con a bordo altri 54 cadaveri. 21 novembre 1997 Otranto - 16 persone partite dall'Albania muoiono nel canale d'Otranto per lo scoppio del gommone. 25 dicembre 1996 Portopalo - Annegano 300 persone, tra Malta e la Sicilia, in seguito allo scontro tra il cargo libanese ''Friendship'' e la motonave ''Yohan''. 26 aprile 1996 Lampedusa - Naufragio, 14 morti. 25 aprile 1996 Basso Adriatico, a largo di Vieste - Naufragio,6 morti. 1 dicembre 1995 Canale di Otranto - Naufragio, 17 morti. 30 novembre 1995 Canale di Otranto - Naufragio, 19 morti. 11 settembre 1995 Canale d'Otranto - Naufragio, 15 morti. 18 ottobre 1994 Cesine (Otranto) - Naufragio, 2 morti. 12 ottobre 1994 Capo d'Otranto - Naufragio, 12 morti. 31 dicembre 1992 Costa di Otranto - Naufragio, 10 morti.

Note: Link correlati: www.meltingpot.it www.cestim.it www.terrelibere.org www.ilmanifesto.it
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