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    Appello per Amir

    Lettera aperta ai Senatori Angius e Bordon
    Centro delle Culture

    Ai Sig.ri Senatori
    Gavino Angius e Willer Bordon

    Il Coordinamento Nazionale del Centro delle Culture con l’adesione di:

    Fronti del Movimento Umanista
    Partito Umanista
    Comunità per lo sviluppo Umano
    Associazione PeaceLink
    Emergency di Arezzo
    UDS, unione degli studenti Toscana
    Associazione culturale From Scratch, Arezzo
    Comunisti Italiani di Arezzo
    Filt,Cgil Arezzo
    Partito della Rifondazione Comunista Circolo di Arezzo
    Giovani Comunisti Arezzo
    UCODEP Arezzo
    A.S.U.F.
    LILA Toscana (Lega Italiana Lotta Aids)
    e
    Tutti i 4.051 firmatari la petizione “Amir Libero!” (http://www.c234.net/petizioni/amir)

    Rivolge a Voi Senatori questo appello per sottoporVi il caso di Amir KARAR, cittadino pakistano appartenente alla minoranza sciita e segretario di un’associazione religiosa nella città di Shekopura (Punjab). Amir giunge clandestino in Italia per sfuggire alla persecuzione religiosa subita nel suo paese di origine dove ha rischiato più volte di restare ucciso nei ripetuti attentati contro cittadini sciiti posti in essere da due associazioni sunnite che arrivano a compiere vere e proprie esecuzioni nei confronti degli appartenenti alla minoranza sciita.

    Alleghiamo alla presente la memoria scritta e dettagliata dei suoi legali, dove potrete facilmente rilevare l’assurda situazione nella quale si trova oggi Amir, in attesa della decisione della Commissione Territoriale di Milano sulla sua richiesta di riconoscimento dello “status” di Rifugiato Politico, la cui udienza è fissata per il prossimo 28 Settembre.

    Abbiamo scelto di rivolgerci a Voi perché avevamo seguito con interesse la Vostra risposta politica, allorché nel Luglio del 2003 eravate stati promotori della giusta interrogazione parlamentare riguardante la vicenda dell’Ingegnere Siriano e della sua famiglia.

    Conoscendo bene l’esito della vicenda e la relativa sentenza di Strasburgo che accertò che l’ingegnere era ancora fortunatamente vivo, nonostante le pene inflitte nel duro carcere siriano, ci piaceva comunque ricordare, la forza e l’incisività con la quale in quelle interrogazioni parlamentari, avevate esposto l’assurda situazione giuridica ed amministrativa del nostro Paese in tema di Immigrazione e Asilo Politico, situazione che purtroppo ancora persiste, insieme al rischio di vedere espulsi esseri umani in grave pericolo di vita, nonostante le richieste di asilo correttamente documentate. E tutto questo perché ancora continua ad essere radicata l’opinione politica ed amministrativa nell’ambito delle nostre Istituzioni, secondo la quale la richiesta di Asilo e Rifugio politico in Italia, rappresenterebbero un modo per aggirare il divieto di immigrazione clandestina, opinioni i cui perniciosi effetti d’ingiustizia sostanziale si possono sempre produrre allorché si decida la sorte e la vita stessa di un richiedente asilo secondo la Convenzione di Ginevra. Questa situazione che proprio Voi avevate denunciato nel Luglio 2003, non risulta modificata in alcun modo e certamente Vi è ben presente oggi che siete chiamati alle alte responsabilità di governo. Se nel 2003 potevate solo denunciare le violazioni dei diritti umani, attualmente avete pieni poteri per concretamente lottare a tutela ed in difesa anche e soprattutto di questi valori per i quali avete riscosso la fiducia della maggioranza del popolo italiano.

    Apprendiamo, con moderata soddisfazione, stante il ritardo e il lungo, eccessivo tempo trascorso per completare l’iter burocratico-parlamentare, che il 21 Settembre 2006 la Camera ha discusso ed approvato l’adeguamento alle normative Europee in tema di Asilo Politico. Al momento non siamo nella condizione di esprimere pareri qualificati sul testo di legge in questione ma ci auguriamo che sia in sintonia con i propositi e le dichiarazioni d’intenti che, soprattutto in campagna elettorale, anche il Vostro schieramento politico ha ampiamente illustrato agli italiani.

    Certi di un vostro rapido e incisivo intervento di vigilanza, garanzia e sensibilizzazione di sempre più larghi strati della nostra collettività da parte Vostra, formuliamo la speranza che vorrete sostenere e batterVi in favore di Amir KARAR la cui unica colpa è quella appartenere alla minoranza sciita in Pakistan.

    Vorrete pertanto promuovere iniziative efficaci di sensibilizzazione dell’opinione pubblica dandocene, se possibile comunicazione.

    Vorrete inoltre prendere buona nota del fatto che siamo a Vostra disposizione per sostenere ogni iniziativa in favore di Amir ed inoltre:

    CHIEDIAMO

    Una vera e propria mobilitazione di tutti i Vostri iscritti e simpatizzanti che noi sappiamo esser vigili e sensibili alle violenze ed ai soprusi dei forti contro i deboli affinché si possa evitare la certezza o il solo rischio di “condanne a morte” da parte dell’Italia nei confronti di persone che, come Amir, si rivolgono al nostro Paese appellandosi alla nostra Costituzione, alla Convenzione di Ginevra e, quel che più conta, al senso di Giustizia ed Umanità presente in ogni uomo civile.

    AUSPICHIAMO

    La chiusura e abolizione totale dei CPT e CPA in quanto strutture che calpestano i diritti umani degli extracomunitari, costituiscono inutili “parcheggi”, contrastano con i diritti costituzionali, sono anti-economici e non risolvono nessun aspetto né del controllo e gestione dei flussi migratori, né concorrono a frenare il dilagare della criminalità che non conosce differenze di lingue o di razza e tanto meno servono in qualche modo a contrastare il terrorismo islamico che semmai si alimenta delle sofferenze di coloro che spinti dalla fame approdano sulle nostre coste inseguendo il sogno di sopravvivere in un mondo incapace di affrontare il tema della povertà a livello mondiale per le difficoltà che le nazioni più interessate al fenomeno frappongono. L’ottocento è stato il secolo in cui sono sorte e si sono affermate le nazioni ed i nazionalismi che hanno portato al secolo dell’olocausto (il novecento), Lottiamo affinché il nostro secolo non sia quello dello schiavismo organizzato su basi tecnoscientifiche col sacrificio della vita di tutti coloro che siano considerati dal sistema globale improduttivi per qualsivoglia causa o ragione.

    CONFIDIAMO

    Nella promessa modifica sostanziale e definitiva della legge attuale (Bossi-Fini) in materia di immigrazione per quanto riguarda i temi di asilo politico, trattenimento, gestione delle convalide, ruolo delle questure. Questa infatti, come spesso da Voi ricordato e scritto è uno strumento inadeguato alla soluzione della gestione dei flussi migratori, sia per le Istituzioni che devono applicarla sia per gli stranieri che devono subirla.

    ATTENDIAMO

    Nuove normative per un maggiore controllo sul lavoro in modo da evitare sfruttamenti e situazioni di schiavismo, utilizzando le attuali leggi sull’immigrazione come arma di ricatto per i lavoratori extracomunitari e traffici abominevoli di esseri umani come forza di lavoro sottopagata e talvolta “abusata”. Sappiamo bene che la soluzione di questo aspetto porterebbe a risolvere una buona percentuale dei casi di clandestinità.

    Ci piace infine ricordare che, TUTTI i firmatari di questo appello, credono nell’importanza dei valori più alti e sacri di OGNI Essere Umano, nella enorme importanza della rivalutazione e difesa delle Diversità Culturali, Religiose e Sessuali, e che l’integrazione armoniosa e civile di queste differenze sia la VERA soluzione ai problemi conflittuali e sociali della nostra epoca.

    La Diversità è Ricchezza!!

    Hanno aderito agli Appeli per Amir e si sono interessati al suo caso:

    Sottosegretario di Stato all’interno Marcella Lucidi
    Senatrice Lidia Menapace
    Onorevole Marisa Nicchi
    Onorevole Alberto Burgio
    VicePresidente della Provincia di Arezzo Mirella Ricci
    Assessore all’immigrazione del Comune di Arezzo Aurora Rossi
    Assessore al Comune di Arezzo Franco Dringoli
    Consigliere Regionale della Lombardia Luciano Muhlbauer
    Consigliere Provinciale di Milano Piero Maestri
    Capogruppo PRC al comune di Arezzo Alfio Nicotra
    Consigliere Comunale di Arezzo Cristiano Rossi
    Consigliere Comunale di Arezzo Marco Bianchi
    Presidente circoscrizione Saione Comune di Arezzo Renato Peloso
    Vicepresidente Circoscrizione Palazzo del Pero Comune di Arezzo Leonardo Pancioni
    Vicepresidente Circoscrizione Fiorentina Comune di Arezzo Nicola Fontani
    Ufficio stampa PRC Napoli Massimo Ricciuti

    Si allega alla presente:
    1.Memoria dei legali di Amir Avv. Gabriele Leccisi e Abogado Maria del Canto Merida
    2.Testo dell’interrogazione parlamentare del Luglio 2003 (tratto dal sito del Senato)

    Si invia per conoscenza e richiesta di pubblicazione, questo appello in forma di Comunicato Stampa, a tutti i media locali e nazionali.

    Allegati

    • Memoria dei legali di Amir (195 Kb - Formato pdf)
      Riassunto dei fatti rilevanti riguardanti il cittadino pakistano Amir KARAR dal momento del suo fermo presso la Questura di Arezzo e conseguente notifica del provvedimento di espulsione del Prefetto di Arezzo nonché dell’ordine del Questore di Arezzo di trattenimento presso il CPT di Milano dove si trova attualmente in attesa dell’esito della richiesta di riconoscimento dello “status” di rifugiato la cui udienza è fissata per il 28 settembre 2006 dinanzi alla competente Commissione Territoriale del Governo presso la Prefettura di Milano.
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