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Comunicato stampa

Il MIR contro il nucleare

Riflettere su quanto accaduto in Giappone e e fermare il piano nucleare del governo italiano col referendum del 12 giugno
19 marzo 2011 - Ilaria Ciriaci (presidente MIR)

Gli incidenti considerati “impossibili” negli scenari previsti dagli “esperti” del nucleare sono oggi una tragica realtà che aumenta il suo peso di vite umane, di disastri ambientali a catena.

Gli errori umani, gli atti di sabotaggio e le catastrofi naturali paventati dagli antinuclearisti assumono una sconcertante attualità: non più fantasie superficialmente liquidate come allarmismo da chi invece ritiene che il progresso non possa essere fermato ed il ricorso a fonti energetiche non rinnovabili (non solo il petrolio, anche l'uranio) sia ancora proponibile.

Per contro, le nefaste scelte del governo in carica tagliano nettamente i fondi per la realizzazione di impianti fotovoltaici ed altre fonti di energia rinnovabili di semplice realizzazione e di scarso impatto ambientale e l'intenzione di risolvere l'emergenza energetica italiana tramite la costruzione di centrali, per la realizzazione delle quali saranno necessari alcuni anni e dunque incompatibili con l’emergenza, vengono falsamente presentate ed offerte all'opinione pubblica come vantaggiose e risolutive.

Il Movimento Internazionale della Riconciliazione, primo movimento in Italia a schierarsi contro il nucleare civile e a favore del risparmio energetico, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, grazie a numerose iniziative e lotte nonviolente contro le centrali nucleari ha contribuito allo svolgimento del referendum del 1987 nel quale oltre l’80% degli italiani ha deciso l’uscita dal nucleare, non può essere accusato di esprimere la propria posizione sull'onda emotiva derivanti da fatti di cronaca tragicamente emblematici.

Ribadisce oggi la proprio esplicita e sempre maggiore contrarietà alla scelta nucleare non solo in Italia ma in tutti i Paesi del mondo, perché l'insensatezza dello sfruttamento delle risorse e lo smaltimento delle scorie radioattive e dei sottoprodotti delle lavorazioni industriali pericolose non conoscono confini.

Il governo Berlusconi ha deciso di riaprire al nucleare opponendo resistenza anche al semplice ridiscutere le decisioni, scelta ritenuta impensabile anche mentre dal Giappone arrivano notizie e riflessioni che esorterebbero almeno alla prudenza ed in totale mancanza di rispetto del dibattito aperto e civile che porterà il nostro paese ad esprimersi nuovamente a riguardo tramite il referendum previsto per il prossimo mese di giugno.

Il Movimento Internazionale della Riconciliazione rimanda dunque al mittente le accuse di sciacallaggio sollevate dal Presidente del Consiglio nei confronti degli antinuclearisti nelle ore immediatamente successive al disastro ancora non rientrato in seguito al terremoto e tzunami in Giappone. Gli sciacalli sono coloro che traggono vantaggio dalle proprie azioni: gli antinuclearisti, al contrario, non stanno combattendo una battaglia per il tornaconto personale ma in vista di un bene comune superiore al tornaconto economico di caste politico-economiche che in questo frangente risiedono piuttosto presso coloro che vogliono imporre imponenti investimenti di denaro pubblico per la realizzazione di centrali già obsolete prima della loro costruzione e facili prede di speculazioni di investitori spesso privi di scrupoli.

Invitiamo tutte le persone a non delegare le scelte che condizionano il proprio futuro andando a votare il prossimo 12 giugno al referendum, ad informarsi approfonditamente, consultando il materiale messo a disposizione dai movimenti ed associazioni che da anni lavorano al problema.

Il MIR in particolare mette a disposizione un opuscolo semplice ma rigoroso con risposte alle domande ed obiezioni più frequenti: “Energia nucleare: una scelta immorale e senza futuro”. Esso è scaricabile dal sito del MIR : www.miritalia.org.

 

Torino, 18 marzo 2011