Una riflessione molto preoccupata
Eccovi una riflessione molto preoccupata. Infatti per la prima volta (e ho seguito tutte le scadenze elettorali da quando c'è la Repubblica) il ministro degli Interni non è sceso nella sala stampa del Viminale per proclamare i risultati del voto, i controlli vanno a rilento, Berlusconi dice che si dovranno controllare anche i voti nulli (il che non è previsto dall'ordinamento) e non solo i voti contestati. E che questa incertezza istituzionale durerà fino al 18 maggio, cioe' al giorno dell'elezione del presidente della Repubblica. Anche la proclamazione della Repubblica dopo il referendum istituzionale fu contestata e la Cassazione si rifiutò di firmare il verbale finale, ma la proclamazione avvenne ugualmente. Per venire a tempi recentissimi, a Bolzano il centrodestra vinse l'anno passato l'elezione del sindaco per 7 voti, e il sindaco fu eletto e il centrosinistra non protestò per l'esiguità del margine; poiché in consiglio comunale il centrodestra non aveva la maggioranza, l'amministrazione andò in crisi al primo voto e si rifecero le elezioni con la vittoria del centrosinistra. Ma in ogni caso chi deve proclamare i risultati li deve proclamare e non può arrestare la vita delle istituzioni a suo piacimento: è una situazione che genera ansia e ha un aspetto molto "costruito", da quando, dopo la chiusura delle urne e l'inizio degli scrutini all'improvviso il flusso delle notizie si arrestò e per ore non si ebbero aggiornamenti né di sondaggi né di exit polls né di proiezioni, né reali. Va bene, teniamo i nervi saldi e restiamo in attesa. I risultati arriveranno, ma il ministro degli Interni deve essere lui a spiegare che cosa sta accadendo, non può essere il presidente del consiglio in carica, né i dibattiti televisivi né le dichiarazioni di questo o quel laeder. Le norme ci sono, il centrosinistra le faccia rispetttre e valere.
Biografia dell'autrice Lidia Menapace è nata a Novara nel 1924, partecipa alla Resistenza, è poi impegnata nel movimento cattolico, pubblica amministratrice, docente universitaria, fondatrice de "il manifesto"; è tra le voci più alte e significative della cultura delle donne, dei movimenti della società civile, della nonviolenza in cammino. Nelle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 è stata eletta senatrice. La maggior parte degli scritti e degli interventi di Lidia Menapace è dispersa in quotidiani e riviste, atti di convegni, volumi di autori vari; tra i suoi libri cfr. Il futurismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968; L'ermetismo. Ideologia e linguaggio, Celuc, Milano 1968; (a cura di), Per un movimento politico di liberazione della donna, Bertani, Verona 1973; La Democrazia Cristiana, Mazzotta, Milano 1974; Economia politica della differenza sessuale, Felina, Roma 1987; (a cura di, ed in collaborazione con Chiara Ingrao), Né indifesa né in divisa, Sinistra indipendente, Roma 1988; Il papa chiede perdono: le donne glielo accorderanno?, Il dito e la luna, Milano 2000; Resistè, Il dito e la luna, Milano 2001; (con Fausto Bertinotti e Marco Revelli), Nonviolenza, Fazi, Roma 2004
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