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E' un'attivista per i diritti di donne e bambini

Nobel per la pace a una donna avvocato iraniana

Il premio va a Shirin Ebadi: la tv norvegese, che di solito ha sempre indovinato il candidato, lo aveva indicato già ieri
12 ottobre 2003 - Corriere della Sera

OSLO - Nobel per la pace all'iraniana Shirin Ebadi. Avvocato, militante per i diritti delle donne e dei bambini, si trova attualmente a Parigi. Nel giugno 2000 venne arrestata e condannata a cinque anni di bando dai tribunali islamici iraniani per aver difeso gli studenti arrestati che protestavano contro il regime clericale khomeinista.
«Sono molto felice e orgogliosa», ha commentato a caldo la vincitrice in una dichirazione telefonica da Parigi alla tv norvegese, «è un'ottima cosa per me, un'ottima cosa per i diritti umani in Iran ed è un bene per la democrazia e soprattutto per i diritti dei bambini in Iran».
Il governo riformatore iraniano si è detto «orgoglioso» per l'assegnazione a Shirin Ebadi del Nobel per la pace, ha dichiarato il portavoce Abdollah Ramezanzadeh.

CHI E' SHRIN EBADI - Shrin Ebadi, 56 anni, è stata la prima donna a divenire giudice in Iran (1974). Ma cinque anni dopo, con la vittoria della rivoluzione khomeinista e l'avvento della repubblica islamica, fu costretta a lasciare l'incarico in quanto gli imam sciiti decretarono che «le donne sono troppo emotive per dirigere un tribunale».
È stata tra i fondatori dell'associazione per la protezione dei diritti dei bambini in Iran, di cui è ancora una dirigente. È stata avvocato di parte civile nel processo ad alcuni agenti dei servizi segreti, poi condannati per aver ucciso, nel 1998, il dissidente Dariush Forouhar e sua moglie. Nel 2000 ha partecipato a una conferenza a Berlino sul processo di democratizzazione in Iran, organizzata da una fondazione vicina ai Verdi tedeschi, che provocò grande clamore e la pronta reazione dei poteri conservatori a Tehran, che arrestarono diversi dei partecipanti al loro ritorno in Iran.

VITTORIA ANTICIPATA - La vittoria dell'attivista iraniana era stata prevista dalla televisione pubblica norvegese Nrk, di solito molto ben informata sull'argomento Nobel.
Il totoNobel per la pace vedeva Giovanni Paolo II ai primi posti, ma i candidati erano molti e i più vari. La «Nrk» sosteneva infatti che il premio a Ebadi sarebbe stato un incoraggiamento al cammino delle riforme democratiche in Iran, e un sostegno alle forze musulmane moderate, significativo dopo l'11 settembre. A rendere ancora più significativa la vittoria di Ebadi è il fatto che dal 1901 a oggi solo dieci donne si erano aggiudicate l'importantissimo riconoscimento.

A Shrin Ebadi, al centro, nel 2001 venne assegnato il premio Rafto a Bergen, in Norvegia (AP)

SCOMMESSE - Buone possibilità (sette a uno dai bookmakers australiani) erano state date al dissidente iraniano Hashem Aghajari. Il Papa era dato 1,8 a uno: quindi era una scommessa quasi sicura. Tra gli altri 165 candidati c'erano l'ex presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel, la rockstar Bono degli U2, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, l'Esercito della Salvezza, il gruppo pacifista russo Madri in Nero, la Comunità di Sant'Egidio, l’attivista per i diritti umani russo Sergei Kovalyev.

LE REGOLE DEL COMITATO - In base al regolamento, le candidature per il premio devono essere proposte per posta entro il primo febbraio di ogni anno (quelle arrivate in ritardo passano all’anno successivo). La lista è segreta per 50 anni. Possono avanzare le candidature: i membri del Comitato Nobel e i consiglieri dell’Istituto, i membri dei governi e dei Parlamenti nazionali, i membri del Tribunale internazionale dell’Aia, dell’Institut de Droit International, dell’International Peace Bureau, professori universitari di legge, scienze politiche, storia e filosofia, oltre che i vincitori delle precedenti edizioni. Il premio Nobel per la pace è l’unico a essere assegnato a Oslo e non a Stoccolma.

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