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Il Sant'Uffizio bis di Ruini

Nonostante il termine del mandato da presidente della CEI il porporato non manca occasione per imporre i suoi dogmi personali
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"Lì ho capito cosa volesse dire essere sotto il tiro del Vaticano. Ho sentito tutta la violenza del potere religioso"
(Alex Zanotelli, pagina 120 de "Korogocho, Alla scuola dei poveri", parla del suo incontro con il cardinale Tomko di Propaganda Fide dopo la defenestrazione da Nigrizia)

"le donne, che già pagano un prezzo assai
alto e spesso non condiviso da NESSUN UOMO a questa
estrema scelta"
(Alexander Langer, "E se Ratzinger avesse ragione", articolo su "Il Manifesto", 1986)

"Per un credente sarebbe meglio che questa legge non ci fosse, ma c’è e non c’è una situazione culturale e politica per la sua abrogazione. La legge è di quasi trenta anni fa, e risente anche della grande trasformazione prodotta dal progresso medico e scientifico. Cercare di dare un'interpretazione che la aggiorni a questo progresso, e quindi non la peggiori ma la migliori, è non soltanto lecito ma anche doveroso[...]Sono io personalmente che ho preso quella decisione per un motivo di ordine logico ...il suicidio è intrinsecamente negativo..."(negare il funerale a Piergiorgio Welby)
(Camillo Ruini, vescovo, ex presidente della CEI)

Nessuna pietà per chi soffre. Ci sono motivi di ordine logico. E quindi un solo istante è bastato per spazzare via la sofferenza di un uomo e tutti i bei discorsi catechistici sulla pietà e sull'amore cristiano. Una donna viene violentata, abbandonata, è vittima della violenza di un uomo. Silenzio. L'unica colpa è la sua davanti alla possibilità "dell'estrema scelta". Muore un camionista a Teramo, in Abruzzo. Divorziato, risposato, non entra in chiesa. Muore Pavarotti, tenore di fama internazionale. Il funerale viene celebrato dal vescovo e diversi sacerdoti concelebrano con lui. Silenzi e omissioni, parole e condanne. Per 20 anni questo refrain, nella persona dell'eminentissimo Cardinale Camillo Ruini, ha guidato la Chiesa Cattolica Italiana. Oggi che non è più presidente della CEI Ruini non riesce comunque a evitare di continuare sullo stesso solco. Deve continuare a far pesare la sua presenza mediatica davanti all'accondiscendenza di politici e giornalisti pendenti dalle sue labbra. Il minuto prelato continua a tuonare, a imporre dogmi di coscienza e morali. Ma qualsiasi principio etico e morale se imposto, soprattutto se dall'alto di una cattedra e dell'arbitrio di un potere, è violenza. Violenza allo stato puro. Le parole di Ruini fanno paura, spaventano, violentano. Nella chiesa che santifica il confessore di Francisco Franco e dimentica il vescovo che sfidò la dittatura militare salvadoregna questa è la situazione. In questi anni gli strali di Ruini non hanno condannato le centinaia di migliaia di violenze contro le donne(http://www.amnesty.it/campagne/donne/index.html), nessuna parola contro il mercato delle armi, nulla sullo scandalo mondiale della guerra dei ricchi contro i poveri. Alcune settimane fa un politico italiano di un partito sedicente cattolico ha affermato che i politici italiani sono giustificati a frequentare le prostitute perché i loro stipendi sono troppo bassi per garantire anche le trasferte nella capitale alle famiglie. Quindi in mancanza della propria moglie i poveri parlamentari devono rivolgersi altrove ... Ne Ruini ne altri moralisti italici hanno detto una sola parola. Così come Ruini, Bagnasco e i porporati CEI non si sono minimamente spesi per il dramma dei Rom che si trovano oggi perseguitati in diverse città italiane perché disturbano la vista della gente bene. E' morale tutto questo? E' morale che questa sia la situazione odierna? Perché questi silenzi?
Le ambiguità, le omissioni, i moralismi a buon mercato, lo sfruttare la propria posizione di potere è violenza. E' violenza allo stato puro. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e straordinaria voce profetica della Chiesa degli ultimi in Italia, ha affermato che Ruini non rappresenta nessuno. Bisognerebbe spiegarlo ai baciapile dell'informazione omologata e accucciata che immediatamente hanno rilanciato le sue parole ... In ogni caso Ruini e le sue violenze, moralistiche, opportunistiche e patriarcali non possono rappresentare neanche il Vangelo di Cristo, la misericordia e l'Amore cristiano. Quale Vangelo può essere incarnato nei dorati palazzi e nelle morbide vesti dalle quali si promana una violenza inaudita e feroce. Non esiste altra maniera per definire il termine suicidio assegnato alla sofferenza e alla vicenda umana di Piergiorgio Welby. Dov'è la carità cristiana? Dov'è l'incarnazione del Deus caritas del pastore tedesco? Non esiste altra possibile considerazione sulla mutabilità a seconda delle persone(una persona qualsiasi fuori, un tenore di fama mondiale dentro in pompa magna).
Che tristezza! Quale strazio per il cuore di chi vuol credere, nonostante tutto, alla Chiesa scalza di don Tonino Bello che agli ultimi lasciava sempre aperta la porta della sua casa, alla Chiesa liberante di Gustavo Gutierrez, alla misericordia delle frontiere della società umana e dei suoi "angeli", alle tante voci profetiche che testimoniano e incarnano quotidianamente, nei sotterranei della Storia, il Vangelo del Risorto!

“Sogno una chiesa più umile, meno autoritaria, nel senso di più conscia della sua ‘umanità’ e che la fa
vicina a tutti in quanto ‘sorella e discepola’ proprio per essere ‘mater et magistra’. Imparare da tutti
[...]. Non vedrò la realizzazione di tali sogni. Ma nel frattempo pongo la mia gioia nel rilevare il
futuro che nasce nel micro; quanta fioritura di iniziative, di gruppi e movimenti dal basso!"

Davanti alla violenza delle gerarchie e dei gerarchi queste parole del compianto Luigi Sartori sono balsamo per il cuore e per la fede. Le sue parole testimoniano un cuore che sogna un mondo migliore, una chiesa totalmente altra agli affarismi, agli interessi di bottega e ai calcoli logici. E' davanti all'esempio di persone come lui che è possibile ancora sognare una Chiesa che calpesta la polvere delle strade della Vita, che cammina al fianco dell'uomo, liberando i poveri e gli oppressi pronta ad annunciare la profezia della Pace senza sfumature "come nel canto gregoriano". Una Chiesa che non scende a compromessi con politici corrotti e potenti, pronta ad amare e ad essere scandalo per l'Impero, non macigno violento e cinico per chi soffre ed è oppresso. Una Chiesa che non brandisce dogmi ma incarna speranze.

E in conclusione un'ultima nota: se una legge di quasi trent'anni va "reinterpretata" allora i Dieci Comandamenti, che sono molto più datati, vanno abrogati tout court?

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