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Le madri dei desaparecidos argentini continuano a denunciare le ingiustizie del mondo

XXXI anniversario delle “Madri di Plaza de Mayo”

Intervista alla presidente dell’Associazione Hebe de Bonafini
3 maggio 2008 - Barbara Meo Evoli


Citazione Il 30 aprile 2008 le Madri di Plaza de Mayo hanno compiuto il proprio ennesimo anniversario: 31 anni di lotta dalla denuncia della scomparsa dei propri figli sequestrati, torturati e uccisi durante la dittatura.
Il 30 aprile 1977 si riunirono infatti sulla piazza di Maggio di Buenos Aires, da cui prendono il nome, per chiedere un’udienza all’ex-dittatore argentino Jorge Videla affinché gli fossero restituiti i figli desaparecidos.

Distribuzione della ricchezza immediata

Per il XXXI anniversario dell’Associazione, le Madri hanno inaugurato il Centro culturale “I nostri figli” all’interno delle installazioni dell’ex liceo navale della Scuola meccanica della marina (Esma), il famigerato centro di detenzione clandestino dove furono torturati e uccisi centinaia di oppositori al regime militare (1976-83). “Siamo sbarcate con la vita nella Esma – ha detto in un’intervista la presidente dell’Associazione Hebe Maria Pastor de Bonafini - abbiamo vinto contro la morte. Dove prima venivano addestrati gli uomini più perversi, più sadici, più assassini, funzionerà un centro culturale delle Madri, qui si impartiranno lezioni ai giovani di musica, teatro, canto, scrittura, insomma tutte le arti”.

Hebe de Bonafini legge un messaggio dinanzi alla statua di San Martin

Sulla storica Plaza de Mayo, ogni giovedì pomeriggio per ben 31 anni, queste donne si sono riunite portando con sé la bandiera “Non faremmo mai un passo indietro!”: per denunciare, non solo, il rapimento di oltre 30 mila giovani oppositori al regime ma anche le ingiustizie del mondo. “Siamo andate molto più in là della ricerca dei nostri figli – ha detto la titolare dell’Associazione – poiché abbiamo lottato cercando di realizzare gli ideali in cui credevano i nostri figli” ed infatti sono tuttora un punto di riferimento per molti movimenti di sinistra dell’America latina.

Hebe de Bonafini marciando insieme alle altre madri

Riguardo all’attuale braccio di ferro fra il governo di sinistra di Cristina Fernandez e i grandi proprietari terrieri argentini, nel suo ultimo discorso in piazza Bonafini ha dichiarato che “coloro che adesso manifestano contro la manovra finanziaria attuata dal governo sono gli stessi che in passato hanno sequestrato i nostri figli”. Bonafini si è riferita al fatto che la protesta iniziata a marzo in varie province argentine contro l’aumento delle imposte sulle esportazioni di soia e mais che è stata strumentalizzata dalla stampa e fatta apparire come una protesta contadina, è stata in realtà portata avanti da coloro che hanno sempre detenuto il potere economico in Argentina, ossia i proprietari degli immensi terreni fertili della pampa che erano degli alleati del regime militare degli anni ’70.

Non dimentichiamo che le Madri di Plaza de Mayo hanno sempre espresso una voce contro corrente, sono state infatti perseguitate, picchiate e torturate per aver fatto sentire la propria voce contro il regime militare, e tre di loro sono state rapite e uccise. Inoltre le Madri si sono battute affinché fossero abrogate le vergognose leggi che garantivano l’impunità per i delitti contro l’umanità commessi dai militari durante la dittatura, emanate dagli ex presidenti Raul Alfonsin e Carlos Menem, e l’obiettivo è stato raggiunto poiché queste leggi sono state annullate nel 2006.

Parlano Bonafini e Petrini dinanzi alla Casa Rosada un giovedì

Bonafini, che compie quest’anno 80 anni, ha inoltre dichiarato che uno dei grandi risultati dell’Associazione è “che la Piazza di Maggio è nostra, e ogni giovedì con la nostra marcia si produce la risurrezione dei nostri figli. Così abbiamo vinto la morte. Siamo riuscite a mantenerci presenti sulla Piazza per 31 anni, senza mancare neanche una settimana, non pensavamo di poterci riuscire”.

Oltre alla Plaza de Mayo, Bonafini, a cui durante la dittatura hanno fatto sparire i due figli e la nuora, ha menzionato un altro importante simbolo delle Madri, che le identifica a livello internazionale, “il fazzoletto di mussola bianca – che ha sostituito il pannolino che avevano portato nelle prime marce di protesta contro la dittatura - lo portiamo sempre in testa stretto, come portiamo con noi i nostri figli” desaparecidos tanti anni fa.

Vendendo libri e souvenir dell'Associazione Madres de la Plaza de Mayo

Riguardo agli obiettivi generali del 2008, la titolare dell’Associazione delle Madri ha affermato che “continueremo a marciare ogni giovedì con il cartello ‘Distribuzione della ricchezza immediata!’ – lo stesso usato negli ultimi due anni – Noi le Madri abbiamo detto alla presidente Cristina Fernandez che ci piacerebbe non usarlo più, lei ci ha fatto tante promesse, ma ci pare che oggigiorno la ricchezza non sia ben distribuita, c’è ancora molto da fare. Non dobbiamo cambiare il cartello se tuttavia in realtà le cose non sono cambiate. Questo governo – eletto nell’ottobre 2007 e che ha ricevuto formalmente l’appoggio delle Madri - è il migliore che ci poteva capitare in Argentina, anche se ci sono tante posizioni che assume che non condividiamo, anche se per noi l’obiettivo alla fine rimane il socialismo”.

“Fondamentale adesso è costruire scuole – ha precisato Bonafini relativamente agli obiettivi specifici del 2008 - creare spazi in cui si possano formare uomini e donne. Stiamo cercando nuovi luoghi nei quartieri poveri di Buenos Aires in cui costruire licei, istituti professionali, università popolari, dare corsi di formazione tecnica. E stiamo cercando di impiantare un’orchestra, affinché la musica sia uno strumento di espressione e possibilmente anche di lavoro anche alla portata dei più umili”.

Dal canto suo Evel Petrini, la vicepresidente dell’Associazione, ha confermato che l’obiettivo nel 2008 è “garantire l’istruzione a tutti” e che uno degli strumenti creati a tal fine dall’Associazione è l’Università popolare delle Madres de la Plaza de Mayo (Upmpm) fondata nel 1999. L’Università, con i suoi 800 studenti e 140 docenti, è nata con l’idea di fornire corsi in tanti ambiti del sapere (psicologia, giurisprudenza, scienze della comunicazione e altri) per promuovere un pensiero critico della realtà politica e sociale non solo argentina, ma anche mondiale. “L’Upmpm - ha aggiunto Petrini – è uno spazio dove settori popolari e nascenti movimenti sociali possono esprimere la propria voce e ha come finalità creare una nuova coscienza politica fra i giovani”.

Bonafini ha concluso dicendo che la lotta dell’Associazione delle Madri, composta unicamente da donne, “è stata sempre portata avanti, non solo in nome delle donne, ma di tutti gli argentini e degli oppressi del mondo”.

Note:

Per approfondimenti, o letture di altri articoli di Barbara Meo Evoli, il suo sito internet è www.meoevoli.eu

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