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La Rivista che VORREI, per una cultura della pace e del dialogo

VORREI - Laura Tussi, una scrittrice dal cuore pacifista

Intervista di Azzurra Scattarella
8 luglio 2013 - Laura Tussi

Con Moni Ovadia

Intervista a Laura Tussi – www.vorrei.org

 

di Azzurra Scattarella

 

Ciao Laura, è uscito il tuo nuovo libro, Educazione e pace, per l’Editrice Mimesis. Il sottotitolo è "Dalla Shoah al dialogo interculturale". È sicuramente un libro che tocca temi alquanto scottanti; ti sei documentata a lungo, hai fatto ricerche specifiche, come si è svolto il tuo lavoro di background al libro? 

 

“Educazione e Pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale”, edito da Mimesis, prende forma attraverso i miei studi universitari, da cui ho tratto un primo libro “Memorie e Olocausto”, edito da Aracne nel 2009 e presentato da Moni Ovadia in pubblico. La presentazione con il caro amico Moni Ovadia è visibile in Youtube. Gli approfondimenti a questi due testi sono stati condotti presso gli archivi della Fondazione CDEC - Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e tramite gli studi psicopedagogici nell'ambito della formazione e dell'educazione degli adulti, presso la facoltà di scienze della formazione e dell'educazione dell'Università Statale e dell'Università Bicocca di Milano. Il tema della Shoah in questi testi è trattato dal punto di vista pedagogico in quanto è importante attualizzare insieme la memoria, per comprendere le origini della crisi strutturale attuale e le dinamiche dell'esclusione e della demonizzazione dell'altro come capro espiatorio. Con questi libri intendiamo fare insieme memoria perché il diverso, l’ultimo, l'escluso, l'emarginato, il più debole, il più fragile non diventino vittime del becero ricatto capitalista e iperliberista dell'esclusione, della ghettizzazione e del razzismo. Ho scritto altri libri su questi temi di interesse pedagogico e sociale, come “Il pensiero delle differenze. Dall'intercultura all'educazione alla pace” Aracne 2011, “Il dovere di ricordare. Dalla Shoah all'attualità dell'intercultura” Aracne 2010. Sono coautrice del Terzo Volume del Progetto “Camminare nella libertà”, Edizioni Paoline. “Camminare nella libertà”. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze di genere.

Gli 11 volumi del Progetto sono editi dalle Edizioni Paoline e promossi anche dal Bimestrale "Rassegna dell’Istruzione" - Mondadori, Le Monnier- MIUR, con cui collaboro.

Il Progetto “Camminare nella libertà”, ideato e curato dal Professor Pier Paolo Frigotto e realizzato dal Polo Liceale Statale “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), elabora i Dieci Comandamenti da un punto di vista originale, non religioso, laico, collegato anche alle differenze di genere, a partire dall’analisi approfondita del “Decalogo” di Krzysztof Kieślowski, con la Prefazione del CARDINALE Carlo Maria Martini.

I comandamenti, di cui ho trattato il terzo, sul tema della cultura della festa, sono stati letti e interpretati con il contributo di autorevoli esperti esterni di riconosciuta levatura culturale: Olinto Brugnoli, Ferdinando Camon, Paolo Dal Ben, Marco Dal Corso, Giorgio Erle, Marco Gay, Giulio Giorello, Barbara Mapelli, Raffaele Masto, Cettina Militello, Emilio Pasquini, Giuseppe Pellizzaro, Damiano Rizzi, Martino Signoretto, Piero Stefani, Marco Vannini, Maria Beatrice Zanotti.

 

La memoria storica relativa alla Shoah è un tema che senti vicino alla tua sensibilità per motivazioni specifiche? 

 

Sento vicino il tema dell'Olocausto perchè mi pongo in dovere di comunicare una tragedia della storia che purtroppo si reitera e si ripresentifica nelle vicende umane attuali e passate. Occorre pensare ai genocidi dell'Africa (Rwanda, Congo, Nigeria, Somalia eccetera) e alle cosiddette e surrettizie “guerre umanitarie” che provocano sempre genocidi e stillicidi e sono manovrate dai vertici dei poteri mondiali e internazionali. Infatti sono promotrice, insieme con Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Nova Milanese, del Progetto “Per non dimenticare” delle città di Nova Milanese e Bolzano. Un progetto sulla memoria storica dell'Antifascismo, della Resistenza e delle Deportazioni di civili per motivazioni politiche e razziali nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti, i famigerati lager o campi della morte. Fin da bambina mi sono accostata alla Biblioteca Civica Popolare Comunale di Nova Milanese che ha sempre condotto ricerche sulle deportazioni nazifasciste. Attualmente il Progetto “Per non dimenticare” consta di un archivio storico audiovisivo di oltre 200 videotestimonianze di deportati provenienti da tutte le regioni d'Italia.

 

Hai mai visitato Gerusalemme o le terre di Israele?

 

Sono stata a Tel Aviv, a Gerusalemme, a Betlemme, nella striscia di Gaza, in Palestina, in un viaggio-studio quando avevo solo 17 anni con mia madre. Ho potuto ammirare nei vari luoghi di culto la convivenza di pluralità di simboli sacri appartenenti alle più svariate fedi, ai più particolari culti e alle religioni monoteistiche. Sembra impossibile che tanta bellezza artistica, culturale e cultuale possa in realtà far emergere verità conflittuali che sfociano in atrocità umane e in guerre perenni. Ho trattato le tematiche del dialogo interreligioso ed interculturale nel libro dal titolo Sacro, una delle tante parole chiave del pluralismo e del panorama multireligioso, edito, nella collana “Parole delle fedi” n. 32, dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana), con l’introduzione di Brunetto Salvarani, Direttore della celebre Rivista CEM Mondialità.

 

Da anni fai parte di PeaceLink, un'associazione nata nel '92 che riunisce volontari, insegnanti ed educatori per promuovere un dialogo sulla pace e sulla cooperazione. Come ti sei imbattuta in PeaceLink?

 

Sono stata coinvolta in PeaceLink nel 2009 dal Presidente dell'Associazione PeaceLink, telematica per la pace, il professor Alessandro Marescotti, un punto di riferimento nel mondo e nel panorama italiano della nonviolenza, una personalità nota e molto impegnata sui temi del pacifismo, della nonviolenza e della lotta contro l'inquinamento industriale, in prospettive di sviluppo ecosostenibile ed equosolidale. Il Professor Alessandro Marescotti, che vive a Taranto, è venuto a conoscenza dei miei studi, dei libri e del mio impegno sociale, tramite il Web.

 

Recentemente hai partecipato alla rassegna di Teatro civile e spettacoli di narrazione "La città dei narratori", organizzata dall'associazione milanese Ponti di Memoria. Com'è nata questa collaborazione?

 

La collaborazione con “Ponti di memoria” è nata tramite la conoscenza dell'ideatore e Presidente dell’Associazione, Daniele Biacchessi, caporedattore di Radio24-Ilsole24ore, con cui condividiamo l’impegno e la passione per la ricerca e per la memoria storica delle stragi nazifasciste e di tutte le stragi contemporanee, impunite e irrisolte, della storia d'Italia, di evidente matrice neofascista. Con Daniele Biacchessi condividiamo le stesse idee, i contenuti valoriali del nostro impegno civile. Per questo organizziamo insieme, in collaborazione con vari enti e istituzioni, le presentazioni dei nostri libri.

 

Qual è stato il tuo contributo specifico a questa rassegna?

 

La presentazione dei nostri libri e non ultimo il libro scritto in tandem con Fabrizio Cracolici, dal titolo “Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo”, edito da Mimesis (2012), rientra a pieno titolo nelle attività “La città dei narratori”, dell’Associazione “Ponti di memoria”. Il tutto corredato dal progetto dal titolo “Per non dimenticare” che comprende il settore “Le città della memoria”, una rete di amministrazioni italiane ed europee che presentano sul proprio territorio “i segni dei tempi” di un passato storico riconducibile alla Seconda Guerra Mondiale e sono volte alla tutela, alla valorizzazione e alla diffusione di tale patrimonio storico e culturale.

 

Sei una persona molto impegnata, sia dal punto di vista creativo che etico. Nel nostro Paese senti di esser parte di una minoranza attiva o di una grande collettività?

 

Poche sembrano le persone realmente impegnate, ma durante i nostri eventi, gli incontri, le attività coinvolgenti, per esempio con Emergency, con l’ANPI e con le altre associazioni culturali di impegno sociale e civile, ho potuto incontrare persone, insegnanti, educatori, operatori di pace, molto attivi e sentitamente impegnati sui temi della nonviolenza, del pacifismo, della solidarietà e della condivisione con l'altro, il diverso, l'ultimo, l'emarginato, il più debole, il più fragile, come insegna Don Andrea Gallo che è stato recentemente protagonista di alcuni eventi da noi organizzati.

 

Parlaci dei progetti che hai all'orizzonte.

 

Da tempo scrivo e collaboro con le Riviste “Scuola e Didattica”, “Scuola Italiana Moderna” e “Scuola Materna” edite da La Scuola Editrice. Il Progetto futuro è un libro inerente l’educazione alla Pace con contributi, spunti e riflessioni che aprono a concetti di ampio respiro sul valore dell’Antifascismo, contro ogni razzismo, contro l’intolleranza e ogni tipologia di stereotipo e pregiudizio sociale, che purtroppo ancora permangono e si manifestano prepotentemente nella vita quotidiana e attuale della nostra società.

Il libro sarà corredato dalle importanti riflessioni di personalità illustri del mondo del pacifismo e della nonviolenza, come Alberto L’Abate, Alessandro Marescotti, Nanni Salio, Olivier Turquet, Alfonso Navarra, Daniele Novara e Giovanni Sarubbi e di nomi noti della cultura e della politica, come Giulio Giorello e molti altri.

 

Per ulteriori informazioni:

www.youtube.com/lauratussi

www.peacelink.it

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

www.ildialogo.org

Note:

http://www.vorrei.org/culture/6383-laura-tussi,-una-scrittrice-dal-cuore-pacifista.html

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1373352283.htm

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