Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

Leggendo i giornali italiani il Pentagono esulta...

Effetti collaterali della contestazione

Dove non arrivano l'impero mediatico del Presidente del Consiglio e il potere del Pentagono, ci pensa qualcun altro a oscurare la "superpotenza pacifista". Adesso abbiamo la conferma: serve il cervello anche per marciare.
23 marzo 2004

La cronaca della grande manifestazione contro la guerra che si è svolta in
tutto il mondo si è ridotta in Italia alla cronaca delle contestazioni a
Piero Fassino e alle conseguenti dichiarazioni e controdichiarazioni dei
vari partiti ( perfino di magnanima solidarietà dagli stessi partiti che
fino al giorno prima avevano detto peste e corna del segretario diessino).
Una manifestazione di grande civiltà che è diventata. agli occhi (un po'
miopi, come di consueto) dei mezzi di informazione, una lotta fra partiti,
sebbene fosse chiaro che nessun partito avesse organizzato la manifestazione.
Come ho avuto già modo di dichiarare, nessuno - specialmente in una
manifestazione contro la guerra e la violenza - ha il diritto di stabilire
chi può o non può partecipare a una manifestazione pubblica: a meno che non
sia la controparte di chi sostiene quella violenza che ci si propone di
contrastare. L'integralismo politico e quello religioso - che hanno
giustificato violenze di ogni tipo ed entità -
nascono dalla convinzione di avere la verità in tasca: non abbiamo certo
bisogno anche di un "integralismo pacifista". Nessuno si deve sentire
giudice supremo, nemmeno se crede in una personalissima e autoreferenziale
"purezza" del pacifismo.
Chi partecipa a una manifestazione aderisce a un appello e si impegna
esplicitamente a rispettarlo: i conti li fa in primo luogo con la propria
coscienza. E se per caso avessero voluto intervenire rappresentanti della
maggioranza di governo? O l'ambasciatore degli Stati Uniti?
Personalmente avrei preferito che non ci fosse stata nessuna
rappresentanza politica, per una questione di "rispetto dei luoghi e degli
spazi", perché credo che i partiti debbano fare politica ascoltando la
gente tutti i giorni (e non alle manifestazioni) e lavorando in parlamento
o dove gli elettori non possono agire direttamente. Spesso provo un certo
fastidio quando i politici sfilano con il codazzo dei giornalisti. Ma non
mi va l'idea che qualcuno - addirittura nel nome della pace! - impedisca a
qualcun altro di partecipare e magari di capire. Non so chi sono i
responsabili delle contestazioni a Fassino. Suppongo che si siano
complimentati fra loro, dati grandi pacche sulle spalle, abbiano ricevuto i
complimenti dei loro amici, si siano sentiti fieri di quel che hanno fatto.
Sicuramente dovrebbero avere i complimenti del Pentagono: con un minimo
sforzo sono riusciti a oscurare tutta la manifestazione italiana contro la
guerra, riducendo l'impegno di migliaia di associazioni e la partecipazione
di un milione di persone a una questione tra partiti in chiave
preelettorale. Sicuramente i partiti di governo - così ostili a chi
manifesta per la pace- hanno avuto un bel regalo e ne hanno approfittato.
Mi piacerebbe che le persone responsabili di questo miracolo mediatico, e
non i loro portavoce tanto pronti a rilasciare dichiarazioni (a quando un
po' di silenzio o di autocritica?), venissero a spiegarci quanto hanno
studiato questa bella pensata. Ma basterebbe rispondere (se non sono dei
provocatori) alla domanda: tutto questo ha a che fare con la pace?
Credo che queste persone, qualunque sia la loro identità, età ed
esperienza, abbiano ancora molta strada da fare prima di scendere in
piazza. Intanto i "movimenti" - per non sprecare la grandissima ricchezza
di questa manifestazione, ma anche per non perdere credibilità - mettano in
calendario una serie di incontri con il mondo della politica. Certo, c'è la
rabbia di una grande occasione (parzialmente) sciupata, ma di fronte alle
guerre quotidiane ridimensioniamo le lamentazioni. Si riparte in salita, ma
la pace è un cammino: e vale ogni fatica.

Articoli correlati

  • Maria Montessori e il pacifismo
    Pace
    Donne coraggiose

    Maria Montessori e il pacifismo

    Maria Montessori continuò, durante l’esilio imposto dal fascismo, nelle sue conferenze a esprimere messaggi di pace e lanciare moniti per la nonviolenza, mentre in tutta Europa e nel mondo divampavano l’odio, la violenza e la seconda guerra mondiale, provocati dai regimi nazifascisti.
    12 aprile 2021 - Laura Tussi
  • Donna: l’impegno pacifista
    Pace
    La donna emancipata e pacifista nella cultura dell'Ottocento

    Donna: l’impegno pacifista

    L’asprezza del misoginismo ottocentesco si scontra con l’esperienza dei primi gruppi emancipazionisti. La donna emancipata e pacifista diviene allora il bersaglio da colpire, l’emblema di disordine e della sregolatezza morale.
    11 aprile 2021 - Laura Tussi
  • Riunite con i loro bambini “futuri terroristi”, le donne yazidi vengono ripudiate
    Pace
    Confine Iraq-Siria

    Riunite con i loro bambini “futuri terroristi”, le donne yazidi vengono ripudiate

    Gli anziani yazidi rinnegano i figli delle ex schiave dello Stato islamico, costringendole a scegliere tra i loro bambini e la loro comunità
    9 aprile 2021 - Martin Chulov e Nechirvan Mando ad Arbil
  • "Luca Attanasio non è morto invano"
    Kimbau
    Testimonianza di Chiara Castellani per Luca Attanasio

    "Luca Attanasio non è morto invano"

    La dottoressa Chiara Castellani, medico missionario nella Repubblica democratica del Congo parla dell’ambasciatore Luca Attanasio di cui era amica
    27 marzo 2021 - Umberto Rondi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)