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    La Reebok Spartan Race a Taranto

    L'obiettivo emozionale della Reebok sostituisce la vendita delle scarpe. E' definibile neuromarketing e fu studiato da Packard, l'autore del libro "I persuasori occulti".
    31 ottobre 2016 - Alessandro Marescotti
Ideata da un gruppo di ex militari è ora un evento della Reebok

Spartan Race

Si sta diffondendo in tutto il mondo la Spartan Race (“Gara Spartana”). Nata nel 2010 negli Stati Uniti, questa corsa ad ostacoli assomiglia ad un percorso di guerra per marines.
2 ottobre 2016 - Alessandro Marescotti
Fonte: Mosaico di Pace

Si sta diffondendo in tutto il mondo la Spartan Race (“Gara Spartana”). Nata nel 2010 negli Stati Uniti, questa corsa ad ostacoli assomiglia ad un percorso di guerra per marines. Reduce di guerra alla Spartan Race

Percorso di guerra

“L’idea alla base di questo tipo di maratone - si legge su sito www.workout-italia.it - è quella di simulare i percorsi di guerra a cui si sottopongono i militari durante l’addestramento. Non a caso la Spartan Race è nata negli USA e venne creata proprio da un gruppo di ex militari”.

Si paga il biglietto per vivere l’emozione di un addestramento militare senza armi ma con prove molto difficili, che prevedono ripide arrampicate, corse con pesi,  rotolamenti nel fango, lancio del giavellotto, passaggi sotto il filo spinato, superamento di energumeni che ti ostacolano con mezzi di respingimento, e così via. Una buona descrizione la si trova qui: www.workout-italia.it/spartan-race-la-corsa-ostacoli-piu-bella-al-mondo  

Un marchio Reebok

La Spartan Race è un marchio della Reebok che punta sul mito spartano per guadagnare. Ma per chi ci crede, la Spartan Race non è un’operazione di marketing: è uno stile di vita, è desiderio di potenza e di invincibilità. “Siamo qui per raccontarvi grandi storie”, recita il sito della Reebok che gestisce la corsa. Le multinazionali ormai non vendono più solo merci, ma marchi che evocano desideri o addirittura incarnano stili di vita. Lo spiegava bene Vance Packard nel suo libro “I persuasori occulti”. E cosa può esservi di meglio – da un punto di vista pubblicitario - che associare alle merci che vendi anche una marcia in stile spartano? Cosa c’è di meglio che far sentire spartani chi lo desidera e piazzargli anche le tue scarpe, di cui andrà orgoglioso e fiero come uno spartano del  XXI secolo? Ed eccoli anche i diversi percorsi. Cominciamo da Spartan Junior: “Non perdere questa occasione, cresci un piccolo Spartan”. Ma le vere emozioni arrivano con il percorso Spartan Super: “Un vero e proprio campo di battaglia per testare la tua resistenza fisica e psicologica”.

Il business

Ovviamente il business non si ferma alla corsa, si estende alla sua preparazione: “Non sei sicuro – si legge sul sito della corsa - di essere pronto per una Spartan Race? Nessun problema, abbiamo tutto ciò che ti serve per prepararti al meglio: workouts giornalieri, consigli nutrizionali, allenamenti all’aperto organizzati e gestiti da allenatori certificati”. E dopo la corsa? Si può comprare un paio di scarpe da running colorate della Reebok a 120 euro. Sempre se ti rimangono i soldi, visto che il biglietto della Spartan Race va dagli 89 ai 99 euro. Ma il vero lottatore non rinuncia ad un bell’asciugamano a 22 euro, con il marchio spartano: "Il nostro asciugamano Spartan bicolore non è realizzato soltanto per asciugare sudore, lacrime e fango. È un vero e proprio emblema della vittoria da sfoggiare con orgoglio dopo aver tagliato il traguardo". Lo dice il sito della Reebok (http://spartanrace.it).

Fidelizzati

Il capolavoro della Spartan Race è che fidelizza a tal punto che si può diventare “volontari” per svolgere mansioni organizzative che in genere vengono pagate: gestire iscrizioni, magazzini, controlli, punti di ristoro, e così via. In cambio si può partecipare alla Spartan Race gratis.

Spartani ieri

Qualche parola sugli spartani e sulle ragioni storiche per cui ricorsero ad un addestramento militare a vita. Il loro dominio sugli schiavi (gli iloti) dipendeva dall’addestramento militare.  Ogni anno gli spartani (o meglio gli spartiati che erano al potere) dichiaravano guerra agli Iloti. Potevano ucciderne a volontà, come in una battuta di caccia  Ma c’è di più. Tucidide cita un episodio risalente al 424 a.C. in cui fu proposta agli Iloti la libertà a chi si fosse considerato meritevole e valoroso. Si fecero avanti in duemila e furono incoronati. Vennero portati fra i templi con la loro bella corona. E non fecero più ritorno.

Spartani oggi

Eppure il mito di Sparta oggi riemerge come quello di una civiltà militare da cui prendere esempio. Nella quarta brigata di combattimento USA (4th Brigade Combat Team Airborne) il nickname è Spartans e come urlo di battaglia si grida “Sparta lives”. La 25th Infantry Division è definita Sparta Brigade Combat Team, un video promozionale è intitolato "trained to kill", addestrati a uccidere. La retorica militare americana fa ampio ricorso alll'immagine dei marines come eredi moderni degli Spartani.

Spartan Race ha anche un’altra traduzione: Razza Spartana. Sarebbe interessante comprendere le ragioni di questo “ritorno a Sparta” sia nel marketing sia nell’ambito militare. Sta di fatto che oggi la cultura giovanile ha una nuova proposta piena di fascino che non è Atene ma Sparta.

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