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Appello per la liberazione del giornalista italiano di "Diario"

Agli uomini che hanno in custodia Enzo Baldoni

Al Tg1 i figli Guido e Gabriella hanno rivolto un messaggio ai rapitori: "Enzo Baldoni è in Iraq da uomo di pace". Aveva preso contatti con Emergency per operare Mohammed, un iracheno che, mentre accompagnava la moglie a partorire in autoambulanza, era stato colpito da un carrarmato americano.
25 agosto 2004 - La redazione di Diario

Vorremmo far sapere agli uomini che lo hanno in custodia, chi è Enzo Baldoni.

È una persona animata di sentimenti d'umanità per le persone che soffrono nel mondo.

È un giornalista indipendente e assolutamente autonomo.

È un collaboratore del nostro giornale, Diario, settimanale libero nei confronti del governo italiano.
Nel suo breve soggiorno in Iraq, Enzo Baldoni è stato determinante nell'organizzazione di due convogli di aiuti umanitari della Croce Rossa Italiana e della Mezzaluna Rossa, arrivati a Najaf il 15 e il 19 agosto.

In entrambi i casi, è riuscito a entrare nella città, a consegnare viveri e medicinali e trarre in salvo donne e bambini, mettendo a rischio la propria vita.

Pochi giorni prima, aveva preso contatti con Teresa Sarti, presidente di Emergency, chiedendole aiuto per operare Mohammed, un iracheno che, mentre accompagnava la moglie a partorire in autoambulanza, era stato colpito da un carrarmato americano. La moglie e il bambino erano morti. Enzo è stato rapito mentre stava tornando a Baghdad per accompagnare Mohammed all'ospedale di Emergency a Sulaymania. Come testimoniano le foto e i messaggi e-mail che abbiamo inviato all'emittente Al Jazeera e che Diario pubblicherà sul prossimo numero.

Note:

L'appello dei figli Guido e Gabriella Baldoni

"Ci rivolgiamo al popolo iracheno martoriato dalla guerra e agli uomini che hanno in mano nostro padre con un appello che vuole semplicemente dire loro che Enzo Baldoni è in Iraq da uomo di pace oltre che come giornalista e che pensava di salvare vite umane a Najaf offrendo il suo aiuto ad un convoglio della Croce rossa nello spirito di solidarietà che ha sempre contraddistinto i suoi pensieri e le sue azioni. Proprio in questo spirito noi vi chiediamo di poterlo riabbracciare. Babbo, un bacio forte da tutta la famiglia".

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