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Esame dei rapporti presentati dagli stati mebri in ase agli articoli 16 e 17 del Patto

26 novembre 2004 - Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani

TRADUZIONE A CURA DEL COMITATO PER LA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI
www.comitatodirittiumani.org

NAZIONI UNITE
CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE

26 Novembre 2004
COMITATO SUI DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI
Trenta-treesima Sessione
8 -26 Novembre 2004
ESAME DEI RAPPORTI PRESENTATI DAGLI STATI MEMBRI IN BASE AGLI ARTICOLI 16 E 17 DEL PATTO

Osservazioni Conclusive del Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali

ITALIA

  1. Il Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali ha esaminato il quarto rapporto periodico dell’Italia sull’applicazione del Patto sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (E/C.12/4/Add.13) nelle riunioni 38°, 39° e 40°, tenutesi il 15 e 16 novembre 2004 (E/C.12/2004/SR.38-40) e ha adottato, durante la 56° riunione tenutasi il 26 novembre 2004, le seguenti osservazioni conclusive.

A. INTRODUZIONE

  1. Il Comitato accoglie favorevolmente la presentazione del quarto rapporto periodico dello Stato membro, che è stato preparato in conformità con le linee guida del Comitato, così come le dettagliate risposte scritte alla sua List of Issues.
  2. Il Comitato accoglie positivamente il dialogo costruttivo con la delegazione dello Stato membro, formata da funzionari governativi con competenza nelle materie rilevanti nel contesto del Patto.

B. ASPETTI POSITIVI

  1. Il Comitato nota con apprezzamento l’adozione della Legge del 30 maggio 2003 che modifica l’articolo 51 della Costituzione Italiana, e introduce il principio di pari opportunità tra uomini e donne relativo all’accesso alle cariche politiche.
  2. Il Comitato accoglie con favore le misure adottate dallo Stato membro per combattere il fenomeno del traffico di persone, inclusa l’adozione della Legge 288/8 dell’agosto 2003 sul traffico di esseri umani.
  3. Il Comitato nota con apprezzamento l’istituzione, all’interno del Ministero delle Pari Opportunità, dell’Ufficio per la Promozione dell’Uguaglianza e dell’Eliminazione delle Discriminazioni di Razza e Origine Etnica nel novembre 2004.
  4. Il Comitato nota con soddisfazione gli sforzi fatti dallo Stato membro per ridurre la disoccupazione.
  5. Il Comitato accoglie positivamente la regolarizzazione di 700.000 lavoratori migranti nello Stato membro.
  6. Il Comitato apprende con piacere che il tasso di mortalità infantile si è ridotto costantemente durante il periodo in esame.
  7. Il Comitato accoglie altresì con favore che il Piano Sanitario Nazionale (PSN 2003-2005) ha esteso l’assistenza sanitaria anche agli immigrati irregolari, in modo che essi possano usufruire dei trattamenti medici preventivi, oltre ai trattamenti urgenti e di base.
  8. Il Comitato nota con apprezzamento la partecipazione attiva della società civile nel monitorare l’applicazione del Patto, incluso il grande numero di informazioni fornite al Comitato.

C. FATTORI E DIFFICOLTA’ CHE IMPEDISCONO L’ATTUAZIONE DEL PATTO

  1. Il Comitato nota l’assenza di qualunque fattore significativo o difficoltà che impedisca l’efficace attuazione del Patto nello Stato membro.

D. PRINCIPALI QUESTIONI DI PREOCCUPAZIONE

  1. Il Comitato è preoccupato che lo Stato membro consideri ancora che alcuni diritti economici, sociali e culturali, incluso il diritto alla casa, non siano giustiziabili dal momento che implicano oneri finanziari da parte dello Stato. A questo proposito, il Comitato sottolinea la scarsità di decisioni giudiziarie in cui il Patto sui diritti economici, sociali e culturali sia stato invocato.
  2. Il Comitato esprime preoccupazione sulla mancanza di una istituzione nazionale indipendente per i diritti umani che si conformi ai Principi di Parigi (Risoluzione Assemblea Generale delle Nazioni Unite, UNGA Resolution 48/134 of 20 December 1993, annex). E’ preoccupato altresì di possibili iniziative volte a creare una eventuale istituzione sotto la responsabilità della Presidenza del Consiglio o del Presidente della Repubblica.
  3. Mentre il Comitato prende nota dell’impegno preso dallo Stato membro ad elevare il livello dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) dall’attuale 0.23 per cento del prodotto interno lordo (PIL) allo 0.33 per cento dal 2006, esso esprime preoccupazione perché il livello di APS continua ad essere inferiore al target delle Nazioni Unite dello 0.7 per cento del PIL.
  4. Nonostante le misure adottate dallo Stato membro per combattere il razzismo e la discriminazione, il Comitato rimane preoccupato della limitata attuazione di tali misure, in particolare del fatto che gli osservatori sul razzismo e sulla discriminazione a livello locale e regionale non siano stati ancora pienamente stabiliti, come previsto dall’art. 44 del Decreto Legislativo N. 286 del 25 Luglio 1998.
  5. Il Comitato è preoccupato che la nuova Legge No. 189 del 2002 sull’immigrazione che introduce un forte legame tra contratto di lavoro e la durata del permesso di soggiorno possa ostacolare il godimento da parte dei lavoratori migranti e delle loro famiglie dei diritti economici, sociali e culturali come riconosciuti nel Patto. Il Comitato è ulteriormente preoccupato dai tempi eccessivamente lunghi impiegati dalle autorità per il rinnovo del permesso di soggiorno nello Stato membro che rischia di limitare, inter alia, la libertà di movimento e accesso ai servizi sociali da parte dei lavoratori migranti e delle loro famiglie.
  6. Il Comitato apprende con preoccupazione la spiegazione fornita dallo Stato membro in riferimento a decisioni giudiziali (n. 6030 del 25 Maggio 1993 e n. 4570 del 17 Maggio 1996), in base alla quale il principio di equo salario per un lavoro di eguale valore non è pienamente applicabile nell’ordinamento italiano.
  7. Il Comitato è preoccupato della persistente esistenza di una economia informale su larga scala nello Stato membro che, inter alia, calpesta il godimento dei diritti economici, sociali e culturali dei lavoratori, compresi i bambini e gli adolescenti.
  8. Il Comitato esprime nuovamente la propria preoccupazione sulle persistenti ineguaglianze regionali e sui considerevoli livelli di povertà, soprattutto nella parte meridionale del paese. Il Comitato prende nota della decisione dello Stato membro di aumentare il periodo di valutazione per il Reddito Minimo d’Inserimento (Minimum Integration Income) attualmente applicato da 306 comuni.
  9. Il Comitato nota con preoccupazione la mancanza di una legislazione organica sui richiedenti asilo nello Stato membro.
  10. Nonostante le importanti misure adottate per combattere la violenza domestica, inclusa l’adozione della Legge 154 dell’aprile 2001 che prevede le " misure contro la violenza nelle relazioni familiari", il Comitato esprime la propria preoccupazione circa l’esiguo numero di denunce sporte soprattutto da parte delle donne.
  11. Il Comitato è preoccupato che le donne con bambini debbano affrontare crescenti difficoltà nel trovare e mantenere un lavoro in parte dovute alla mancanza di servizi per i bambini piccoli.
  12. Il Comitato rimane preoccupato, così come lo era nelle precedenti Osservazioni Conclusive del maggio 2000 (E/C.12/1/Add.43) circa la condizione degli immigrati Rom che vivono in campi caratterizzati da abitazioni povere, condizioni sanitarie non igieniche, limitate prospettive di lavoro ed inadeguati servizi per l’educazione dei loro bambini.
  13. Il Comitato è preoccupato circa le crescenti difficoltà affrontate dai gruppi svantaggiati e marginalizzati, in particolare dagli immigrati e dal popolo Rom, nell’affittare o ottenere alloggi statali a causa della discriminazione.
  14. Il Comitato è preoccupato anche del costante aumento degli affitti e della privatizzazione degli alloggi e della scarsità di adeguate unità abitative sociali per le famiglie a basso reddito mentre il fondo sociale stabilito per l’assistenza in materia di all’alloggio è stato ridotto.
  15. Mentre il Comitato nota che il rapporto e le risposte dello Stato membro sostengono che le malattie croniche, la senilità e la disabilità sono una realtà che deve essere affrontata con nuovi mezzi e strategie, e illustrano specifiche componenti di tali strategie, rimane preoccupato perché non vengono forniti né elementi né dati per permettere al Comitato di valutare la situazione sanitaria nello Stato membro.
  16. Il Comitato apprende che, riguardo all’incidenza delle nuove infezioni da HIV/AIDS, lo Stato membro ha stabilito azioni prioritarie in conformità con i target dell’OMS, ma rimane preoccupato che né elementi né dati siano forniti in merito a tali scopi prioritari.

PROPOSTE E RACCOMANDAZIONI

  1. Affermando il principio di interdipendenza e indivisibilità di tutti i diritti umani, il Comitato esorta lo Stato membro a riconsiderare la propria posizione sulla giustiziabilità dei diritti economici, sociali e culturali. Il Comitato ricorda che gli Stati parte hanno l’obbligo di dare piena attuazione al Patto nel loro ordinamento interno, prevedendo azioni giudiziarie o altri risarcimenti in caso di violazioni dei diritti economici, sociali e culturali. In considerazione di ciò, il Comitato richiama l’attenzione dello Stato membro sul Commento Generale n 9 sull’applicazione del Patto nell’ordinamento interno.
  2. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di prevedere un’appropriata formazione professionale delle autorità giudiziarie, pubblici ministeri e altri pubblici ufficiali responsabili dell’applicazione dei diritti economici, sociali e culturali contenuti nel Patto al fine di garantirne la loro applicazione nei tribunali.
  3. Il Comitato apprezza il nuovo programma sull’Educazione della Cittadinanza menzionato dalla delegazione e incoraggia lo Stato membro a consolidare gli sforzi al fine di prevedere l’educazione ai diritti umani nelle scuole di tutti i gradi e per diffondere la conoscenza del Patto e degli altri strumenti internazionali sui diritti umani tra la popolazione.
  4. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di consultarsi con una larga rappresentanza della società civile e con il supporto dell’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite in merito alla possibile costituzione di una istituzione nazionale indipendente per i diritti umani.
  5. Il Comitato esorta lo Stato parte a preparare, quanto più velocemente possibile, un Piano d’azione nazionale integrato sui diritti umani, conformemente al paragrafo 71 della Dichiarazione di Vienna del 1993 ed al relativo Programma di Azione.
  6. Il Comitato raccomanda allo Stato membro di continuare l’attività nell’ambito della cooperazione internazionale ed aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo per raggiungere lo 0,7% del PIL, come fortemente raccomandato dalle Nazioni Unite. Il Comitato esorta, inoltre, lo Stato membro a prendere in considerazione le disposizioni del Patto nella progettazione di accordi bilaterali con altri paesi.
  7. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di rendere effettiva la legislazione ed i programmi adottati contro il razzismo e la discriminazione, attraverso l’istituzione di osservatori in tutto il territorio nazionale conformemente all’articolo 44 del Decreto Legislativo n 286 del 25 luglio 1998 e dotandoli inoltre delle adeguate risorse umane e finanziarie.
  8. Il Comitato raccomanda allo Stato membro di intraprendere delle misure atte ad accelerare le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno per i migranti lavoratori al fine di permettere loro di poter godere dei diritti economici, sociali e culturali. Il Comitato raccomanda, inoltre, allo Stato parte di prendere in considerazione la ratifica della Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie
  9. Il Comitato raccomanda allo Stato membro di accelerare le procedure di ratifica della Convenzione dell’ILO n 174 sulla prevenzione dei grandi incidenti industriali.
  10. Il Comitato afferma che il principio di uguaglianza retributiva per attività lavorative di medesima entità, previsto dall’articolo 7(2) del Patto, debba essere immediatamente reso effettivo; ad esso lo Stato parte non può derogare senza incorrere nella violazione delle obbligazioni del Patto.
  11. Il Comitato raccomanda allo Stato membro che la legge sull’ordinamento giudiziario che lo Stato membro progetta di modificare, se adottata, garantisca il diritto di ognuno, inclusi i magistrati, di costituire e aderire a sindacati e di prendere parte alle attività dei sindacati, conformemente all’articolo 8, 1a del Patto.
  12. Il Comitato raccomanda allo Stato membro di incrementare gli sforzi per regolarizzare concretamente il settore del lavoro irregolare.
  13. Il Comitato esorta lo Stato parte ad incorporare i diritti economici, sociali e culturali nel Piano d’Azione sulla Povertà e l’Esclusione Sociale. A questo proposito, il Comitato rimanda lo Stato membro alla sua Dichiarazione "Povertà e Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali", adottata il 4 maggio 2001. Il Comitato esorta, inoltre, lo Stato parte a istituire a livello nazionale il Reddito Minimo d’Inserimento al fine di combattere la povertà.
  14. Il Comitato invita lo Stato membro ad adottare misure appropriate al fine di varare una legislazione esauriente per i richiedenti asilo che garantisca che i loro diritti economici, sociali e culturali siano debitamente presi in considerazione.
  15. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di intensificare gli sforzi per combattere la violenza domestica, specialmente contro le donne e di intraprendere delle campagne informative e formative per educare la popolazione sulle conseguenze della violenza domestica. Il Comitato chiede allo Stato membro informazioni sui risultati raggiunti e le difficoltà incontrate nell’attuazione della relativa legislazione nel prossimo rapporto periodico.
  16. Il Comitato raccomanda fortemente allo Stato parte di estendere la rete dei servizi per la cura della prima infanzia rendendola facilmente accessibile.
  17. Il Comitato esorta lo Stato membro ad incrementare gli sforzi per la costruzione di sistemazioni permanenti per gli immigrati Rom e a prendere tutte le misure necessarie per favorire la loro integrazione nella comunità locale, offrendo loro opportunità di lavoro e facilitando un’adeguata formazione educativa ai loro figli.
  18. Il Comitato esorta lo Stato parte a prendere tutte le misure correttive necessarie al fine di combattere la discriminazione nel settore degli alloggi contro i gruppi svantaggiati e marginali, in particolar modo gli immigrati e la popolazione rom.
  19. Il Comitato esorta lo Stato membro a prendere le misure necessarie per garantire che gli sfratti forzati della popolazione rom e degli affittuari che non possono pagare la pigione siano conformi alle linee guida stabilite dal Comitato nel Commento Generale n. 7 e a prevedere più unità abitative per provvedere ai bisogni dei gruppi svantaggiati e marginali, inclusi gli anziani, le persone disabili e gli immigrati.
  20. Il Comitato esorta, inoltre, lo Stato parte a dare nel prossimo rapporto periodico informazioni su caratteristiche ed estensione del fenomeno dei senza tetto che particolarmente colpisce gli immigrati.
  21. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di fornire, nel loro prossimo rapporto periodico, dei dati di riferimento specifici per le malattie croniche, la senilità e la disabilità, supportati da dati disaggregati, anche su una base comparativa per l’intero periodo in cui lo Stato è stato tenuto alle procedure di rapporto, al fine di permettere al Comitato di valutare il modo in cui il diritto alla salute, in linea col Commento Generale n 14, sia stato realizzato nel corso del tempo.
  22. Il Comitato raccomanda allo Stato membro di fornire nel prossimo rapporto periodico informazioni più dettagliate sulle misure prese in merito all’HIV/AIDS e informazioni e dati disaggregati, inter alia, per sesso, provenienza urbana/rurale, gruppi sociali svantaggiati e marginali ed altri criteri menzionati nel Commento Generale n. 14 del Comitato.
  23. Il Comitato raccomanda allo Stato parte di migliorare l’assistenza domiciliare e altri servizi personali e sociali, prendendo in considerazione l’integrazione tra bisogni sanitari e assistenziali per le persone più anziane.
  24. Il Comitato prende nota del fatto che una proposta di legge sulla riforma pensionistica è stata approvata dal Senato nel maggio 2004. Il Comitato auspica di essere informato nel prossimo rapporto periodico sulla sua esecuzione, in particolare per assicurarsi che le pensioni minime garantiscano un adeguato standard di vita per i pensionati ed i membri delle loro famiglie.
  25. Il Comitato chiede allo Stato parte di dare ampia diffusione alle presenti osservazioni conclusive in tutti i livelli della società, ed in particolare tra le autorità statali e le autorità giudiziarie, e di essere informato nel prossimo rapporto periodico su tutte le tappe intraprese a tal fine. Esorta, inoltre, lo Stato membro a coinvolgere le organizzazioni non governative e gli altri attori della società civile nel processo di discussione a livello nazionale per la preparazione del quinto rapporto periodico.
  26. In conclusione, il Comitato chiede allo Stato membro di presentare il quinto rapporto il 30 giugno 2009.

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