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Ascesa e declino della sinistra palestinese

Le forze della sinistra non sono riuscite a cogliere l'occasione d'oro della competizione tra Fatah ed Hamas per conquistare le strade palestinesi
25 febbraio 2013 - Hazem Balousha
Fonte: Nena News Agency - 23 febbraio 2013

Una combattente a Gaza GAZA - Le forze di sinistra e indipendenti palestinesi hanno sprecato un'occasione d'oro per consolidarsi durante il recente confronto tra Hamas e Fatah. Al contrario, la politica palestinese è divenuta ancora più legata al bipolarismo.

In Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, il partito laico Fatah e quello islamista Hamas sono riusciti ancora una volta a monopolizzare il potere politico, finanziario e nelle strade. Ciò deriva dal incapacità degli altri gruppi, in particolare della sinistra, di creare un movimento capace di sfidare la tenuta del potere in Palestina dei due principali partiti.

I precedenti leader della sinistra hanno fallito nei loro tentativi di formare una terza base di potere in Palestina e mobilitare l'opinione pubblica per diventare una presenza temibile sul terreno.

George Giacaman, docente alla Birzeit University, ha detto che una terza forza non è emersa in Palestina a causa di una incapacità di mobilitare le masse, nonostante i tentativi fatti in questo senso da noti leader tra il popolo palestinese. "In Palestina le persone stanno prendendo le distanze dai partiti politici", ha detto. "I simpatizzanti non sono più convinti dell'efficacia de loro partiti e della loro capacità di influenzare gli eventi. I fallimenti su questioni di rilevanza nazionale hanno portato molti a lasciare i partiti e le altre organizzazioni politiche."

Non essendoci elezioni verificabili è difficile determinare il livello di supporto per questi due partiti. I sondaggi di opinione di vari centri di ricerca mostrano che la popolarità tanto di Fatah quanto di Hamas è in bilico. Secondo i sondaggi, solo tra il 50 e il 60 per cento della popolazione nelle due comunità palestinesi sostiene una delle due parti, le quale tuttavia rimangono di gran lunga i maggiori gruppi politici in termini di tesserati, partecipazione e influenza.

Dalla divisione della Palestina, il peso della sinistra negli sforzi di mediazione e di unificazione tra le parti rivali è diminuita. Il suo ruolo è divenuto limitato alla condanna e alla critica, e non persegue più iniziative volte a creare una valida alternativa a Fatah ed Hamas.

Come ha detto lo scrittore palestinese Jamil Hilal"La sinistra non è riuscita a presentarsi come il gruppo più disposto a porre rimedio alla divisione nazionale, a proteggere la patria, ad affrontare le preoccupazioni e a promuovere gli interessi della maggioranza del popolo palestinese".

Nel suo libro "Sinistra palestinese: Dove?", Hilal rivela che le forze di sinistra si sono fissate nel voler apparire neutrali nel conflitto tra le due parti, il che non è stato ben accolto dal pubblico palestinese.

Nel corso degli anni '70, quelle di sinistra erano le forza più importanti nella politica palestinese, ma la loro influenza ha cominciato a stemperarsi con la caduta dell'Unione Sovietica, la quale aveva fornito loro sostegno politico, ideologico e finanziario. Nella seconda metà del secolo scorso, Fatah è riuscita ad assorbire gran parte della corrente di sinistra. Fino a questo momento la sinistra non si era dimostrata in grado di emanciparsi dalla grande area d'influenza di Fatah, la quale comprende anche l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP).

Nel suo libro, Hilal dice che le istituzioni dell'OLP furono le prime vittime degli accordi di Oslo e della successiva costituzione dell'Autorità palestinese, che a sua volta hanno gravemente ostacolato l'influenza della sinistra. Tutto ciò ha generato confusione nella sinistra e seminato discordia tra i suoi membri. A differenza di Fatah e Hamas, la sinistra si è trovata senza suoi media, o assets materiali o politici a livello regionale e internazionale.

"Gli sforzi di Hamas per islamizzare la società sono stati di grande successo ed hanno incontrato poca resistenza da sinistra", ha detto Hilal. "Hamas è riuscita inoltre a costruire una sua base di supporto popolare e una presenza militare, mentre la leadership di Fatah erano preoccupata di conservare la posizione di potere nelle istituzioni dell'Autorità palestinese."

Liste indipendenti e di sinistra si sono formate durante le elezioni parlamentari del 2006, con alcuni dei candidati che hanno ottenuto seggi in parlamento, senza però evitare che  Hamas e Fatah prendessero la maggioranza dei seggi.

Dopo le rivoluzioni della primavera araba, sono emersi movimenti guidati dai giovani non conformi al modello del tradizionale partito politico palestinese. Hanno iniziato ad operare sul terreno, ma il loro effimero successo nel portare i palestinesi in piazza è rapidamente scomparso.

Attraverso lusinghe, intimidazioni e detenzioni arbitrarie, i due partiti egemoni hanno sovvertito l'emergente movimento dei giovani che si erano mobilitati contro la divisione politica della Palestina. I due partiti temevano il peso crescente del movimento guidato dalla gioventù, soprattutto dopo che in migliaia erano scesi in piazza il 15 marzo 2011, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, nella più grande manifestazione apartitica della moderna storia palestinese.

Giacaman ha minimizzato la capacità dei movimenti giovanili nell'emergere come una terza forza in Palestina, citando la mancanza di leadership organizzata, il sostegno e il supporto finanziario dei sindacati - per non parlare del fatto che Fatah ed Hamas impedirebbero loro di operare liberamente.

Data la fragilità delle forze di sinistra e i tentativi falliti di creare una forza politica influente nell'arena palestinese, Fatah - con i suoi sostenitori internazionali e le risorse dell'Autorità palestinese - ed Hamas - con i suoi sostenitori islamici e il formidabile arsenale di armi - sono destinati a restare le forze  dominanti in Palestina a livello politico e popolare.

Tradotto da Andrea Lisi per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
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