Estate Liberi 2010: la Profezia della pace in Pax Christi

Diario di bordo del campo di volontariato di Pax Christi e Libera
16 settembre 2010

Tutti i partecipanti al Campo di Estate Liberi 2010 presso la Casa per la Pace di Pax Christi (Tavarnuzze, Fi)

dal "Diario di bordo del campo di volontariato di Pax Christi e Libera - 14/08/2010" E' Sabato e comincia il nostro ultimo giorno di lavoro. All'inizio di questa settimana tutto avremmo pensato, meno che doverlo rimpiangere.. invece è proprio così: potiamo i nostri ultimi alberi e scartavetriamo le ultime finestre con un pizzico di malinconia e tanta felicità per questa bella opportunità vissuta assieme. Il pomeriggio viene dedicato alla presentazione di Pax Christi: dapprima Pat ci da una panoramica generale del movimento a livello internazionale, sia nel suo lato spirituale e di preghiera che in quello dell'azione. Scopriamo che Pax Christi dimostra pacificamente ogni anno davanti al ministero della difesa britannico contro le guerre, proponendo un'alternativa di spesa al budget militare in un documento che viene inviato a politici, ma anche vescovi, associazioni civili e gente comune, con la speranza che si faccia pressione affinché le cose cambino. Tra le tante esperienze, Pat ci racconta della Palestina, dove Pax Christi cerca da un lato di dare una mano concreta alle popolazioni palestinesi dei territori e dall'altra di dialogare con i pacifisti israeliani. Tocca ora a Tonio, che ci dona una testimonianza viva e vissuta di Don Tonino Bello, vescovo e punto di riferimento per Pax Christi Italia. Con voce commossa, Tonio ci dice che il vescovo poneva al centro della vita cristiana e dell'azione della Chiesa il valore della pace, da portare in ogni tipo di contesto, perfino al Rotary club, tra le signore ingioiellate. Don Tonino aveva forse l'unico difetto di correre veloce, quasi sorprendendo chi gli stava accanto, come quando durante la prima guerra del golfo scrive una petizione firmandola col suo nome per denunciare l'uso di armi al fosforo bianco, in barba ai rischi di esporsi personalmente e di non aver potuto verificare le fonti, perché “dove la vita umana è in pericolo non si può aspettare”. Non rimane ad aspettare nemmeno quando partorisce l'idea di andare con altre 500 persone nel 1992 ad interporsi tra i militari impegnati nei combattimenti a Sarajevo, per far si che “i non violenti tolgano ai violenti lo spazio per sparare”. Nonostante fosse già malato di cancro, Tonino guida quella marcia, rischiando in prima persona e non avendo paura di andare oltre. Don Tonino però non ebbe vita facile all'interno della Chiesa: gli venne rimproverato di parlare sempre e solo di pace e poveri (come se nel Vangelo ci fosse “altro”) e dopo un periodo di osteggiamento fu semplicemente ignorato dalle gerarchie, cosa che lo ferì molto. La politica invece fu totalmente spiazzata da questo vescovo portatore di pace e gli rimproverò più volte di non intromettersi e di pensare alla Chiesa, ai riti, alle messe, anziché all'impegno sociale e civile. Dopo la morte ci fu forse una svolta, sospinta dal grande movimento popolare che si era creato attorno a lui (basti pensare che ai funerali parteciparono 50000 persone). Tuttavia ancora in pochi ricordano le sue tre parole d'ordine, principi cardine della vita di tutti i giorni: rinuncia, annuncio, denuncia. Tonio, con sincera commozione, ci racconta tanti altri episodi, uno più bello dell'altro, che danno il senso di un uomo umile, attento alle persone, di un uomo di Dio. Come quando il vescovo riuscì a portare con se al ristorante 15 marocchini, tra l'incredulità della gente, o quando ospitò una famiglia senza casa e due prostitute nel palazzo arcivescovile, suscitando le critiche ipocrite dei perbenisti. C'è un ultimo episodio che rappresenta forse la cifra di Don Tonino: è quando un politico lo viene a trovare e lui, avendo un impegno la sera e non potendo restare in curia, si preoccupa di fargli il letto e di lasciargli un messaggio in latino che recita “con le mie mani ho fatto questo letto”. Tonio chiude il suo ricordo sottolineando, oltre al lato umano, anche il grande contributo del Tonino pensatore e teologo, ad esempio attraverso la metafora della trinità come 1 per 1 per 1 = 1 anziché 1 + 1 + 1 = 3, ovvero come tre soggetti uno per l'altro. Il pomeriggio si chiude con Carmine che ci racconta di Pax Christi Italia, che sente di appartenere ad una chiesa “cattolica” nel senso etimologico del termine, ovvero universale, rivolta a tutti, che pone il dialogo al centro, operando attraverso “punti pace” sparsi sul territorio come in un network. La serata è bellissima, animata da canti, vino e da uno spettacolino delizioso dei nostri amici siciliani, con maschi che si travestono da femmine e viceversa, tante risate e tanto gusto.

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