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    Come e' nata PeaceLink

    PeaceLink telematica per la pace ed i diritti umani.

    il primo articolo su PeaceLink scritto da Alessandro Marescotti. Pubblicato su "Avvenimenti" - Dicembre 1992
    Alessandro Marescotti

    C'era una volta un gruppo di pacifisti. Centinaia di chilomentri li separavano. Abitavano a Palermo, Taranto, Roma, Livorno, Genova, Bergamo... Per incontrarsi dovevano prendere il treno o l'aereo, pagare albergo e ristorante, rinunciare ai propri impegni familiari o di lavoro. Era questo il costo economico e umano per mantenersi in contatto permamente, dialogare in gruppo, collaborare. Una volta era cosi'.

    Oggi - con la modica spesa di 200 lire - si possono mantenere in contatto permanente, giorno per giorno, senza spostarsi da casa. Come? Mediante PeaceLink. PeaceLink e' infatti il nuovo collegamento telematico nazionale sulla pace e i diritti umani.

    "PeaceLink" - tradotto in italiano - significa "collegamento di pace". Telematica e' invece l'invio e la ricezione di informazioni mediante i computers e tramite la rete telefonica. "Con PeaceLink viaggiano le informazioni, non le persone. Ogni presa telefonica di casa puo' essere la porta d'accesso al pianeta telematico", afferma Massimiliano Taggi, uno dei promotori della Rete Nonviolenta di Informazione, e aggiunge "Con PeaceLink possiamo dare informazioni in tutt'Italia in meno di 24 ore. Siamo di fatto un'agenzia di informazione in tempo reale in Italia sui problemi della pace".

    La rivoluzione telematica e' cosi' iniziata anche per chi ha scelto di essere "costruttore di pace". Se si pensa che un mensile pacifisti impiega un mese e mezzo fra la stesura degli articoli e la ricezione postale delle riviste, il "meno di 24 ore" citato da Massimiliano costituisce una sorta di superamento del muro del suono per il movimento pacifisti. Le idee della pace sembrano voler lanciare una sfida di velocita' ed efficienza alle idee della guerra. Computers pacifisti e computers della Desert Storm la gara e' iniziata, per opposti fini.

    Ma andiamo per ordine e vediamo cosa fa Giovanni Pugliese, un tecnico che da anni si occupa di telematica. Giovanni e' stato il consulente di cui si sono avvalsi i promotori di PeaceLink. Lo incontriamo a Taranto. Una voce calmissima , suadente, fa da sottofondo a mani che toccano la tastiera come se fosse un pianoforte, a ritmo di jazz. Giovanni ci racconta del suo passato da radioamatore, passione convertitasi nell'attuale entusiasmo per la telematica, la "comunicazione del futuro", come ama definirla. Intorno a Giovanni montagne di fogli e di dischetti magnetici. Ci fa da guida e mostra cio' che serve per diventare un "telematico" un personal computer (anche i piu' economici vanno bene), una normale presa telefonica e un modem, una scatolina da duecentomila lire che serve a collegare il computer al telefono. Giovanni carica sul personal computer un programma di telecomunicazione (il "Telix") e digita ATDP4746313. Ed e' sufficiente entrare in orbita siamo infatti entrati nel sistema telematico. Operazioni semplicissime e entriamo dentro PeaceLink.

    "Molto piu' difficile usare la lavatrice", aggiunge scherzoso Giovanni. Sul monitor appaiono messaggi provenienti da tutt'Italia. Uno dopo l'altro, come ad esplorare una bacheca, vediamo scorrere indirizzi, numeri di telefono, date di iniziative sulla pace, i diritti umani, contro il razzismo e la mafia. Decine di messaggi sull'ex-Jugoslavia. "Ci costera' molto questo nostro collegamento?", chiediamo. "Stiamo spendendo 200 lire - risponde - perche' siamo in collegamento telefonico urbano. In questo momento stiamo usando come supporto telematico il BBS Taras Communication, che sta a Taranto. Se telefono alla signora che sta al piano di sopra pago lo stesso. Ora ti faccio vedere una cosa..." Giovanni digita un messaggio. "Domani questo messaggio verra' letto in tutt'Italia..." "E perche'?" "Perche' siamo collegati a decine di altre banche dati." Giovanni ci vuole pero' stupire lo invia anche a Londra. "E l'utente quanto spende a fare una cosa del genere?", gli chiediamo. "Sempre duecento lire." E sorride. Lo salutiamo e gli facciamo gli auguri per il nuovo collegamento telematico sull'ecologia, da lui curato sulla rete Fidonet.

    Ci mettiamo in viaggio. Giungiamo a Civitavecchia, dove incontriamo Stefano Pasquini. "In Italia - ci dice - esiste la FidoNet, una rete di banche dati amatoriali che operano senza fine di lucro. In gergo si chiamano BBS, ossia Bollettin Board Systems. Sono oltre 200 e costituiscono una rete." Stefano e' uno dei 'supertecnici' che coordina questa rete. "Ma come e' possibile che con 200 lire si possa inviare un messaggio in tutt'Italia o nel mondo?", gli chiediamo. Stefano non si scompone, il 'miracolo' per lui non esiste, e' tutto un gioco tecnologico. "Ogni notte avviene uno scambio di informazioni tra tutti i BBS della rete Fidonet mediante le normali linee telefoniche. Quindi quando un utente ad esempio di Taranto lascia un messaggio telematico nel BBS di Taranto alle 6 di pomeriggio o alle 11 di notte, avviene che nel cuore della nottata questo messaggio "esplode" e viene inviato in tutt'Italia. Se e' stato indirizzato a San Francisco, parte per quella destinazione. La mattina seguente quel messaggio si trovera' contemporaneamente a Palermo, a Milano, a Roma e cosi' via, o anche a San Francisco.

    Da ogni punto d'Italia si possono inviare messaggi che giungeranno negli oltre 200 BBS disseminati sul territorio nazionale. Nel mondo contiamo su oltre 14.000 BBS."
    In questo contesto apparentemente fantascientifico e' nata l'idea di PeaceLink, la conferenza telematica sulla pace ed i diritti umani. PeaceLink si sta diramando in tutt'Italia e rende possibile il dialogo di gruppo. Mentre il fax o il telefono permettono collegamenti fra due utenti alla volta, PeaceLink, in quanto 'computer conference' simula l'assemblea e il dialogo e' di gruppo. Il messaggio inviato e' letto da tutti, cosi' anche le risposte. Non solo il dibattito mentiene una traccia scritta che puo' essere stampata. I testi dei messaggi possono essere spediti - per posta o via fax - a chi non e' ancora attrezzato con computer e modem. E anche pubblicati.

    Continuiamo il nostro viaggio. Arriviamo a Roma. Gli obiettori di coscienza dell'Associazione Signorno' forniscono informazioni sul "come" e sul "dove" del servizio civile, in alternativa al servizio militare di leva. Ora forniscono una consulenza nazionale mediante PeaceLink. Senza telefonate interurbane gli aspiranti obiettori inviano i loro messaggi e ricevono risposte via computer. Al costo di un gettone telefonico. Sempre a Roma entriamo nella sede di Avvenimenti. Marco D'Auria sta leggendo i messaggi che gli utenti di PeaceLink inviano al giornale. Sul monitor del suo Mac in questo momento gli e' giunta - grazie a questo sistema di posta elettronica - una 'lettera telematica' da Grottaglie. Oggetto interpellanza al sindaco sui caccia militari Harrier, a decollo verticale. I pacifisti di Grottaglie chiedono i caccia che non sorvolino il centro abitato. Qualche messaggio piu' in la' Marco trova la delibera del Comune di Casalecchio di Reno in cui si chiede la stessa cosa la sospensione delle esercitazioni militari, dopo la nota sciagura. Marco salva su dischetto i messaggi. Serviranno per il giornale. Nel caso di pubblicazione non occorrera' ricopiare il testo e' gia' pronto per l'impaginazione elettronica.

    Un salto di alcune centinaia di chilometri e siamo a Livorno. E' in funzione il computer di Marino Marinelli. "E' un normale personal computer MS-DOS. Ma sulla rete telematica si puo' dialogare con i Mac, gli Amiga, ecc. Non esistono barriere tecnologiche. Da quest'estate ho trasformato il mio personal in una banca dati pacifista e ora sul disco rigido c'e' un intero archivio a disposizione di tutto il movimento pacifista e della computer conference PeaceLink." E' cosi' nata la prima banca dati specializzata sulla pace e il disarmo Marino l'ha battezzata Irene BBS. Per immagazzinare informazioni non ricopia libri o riviste. Ha uno 'scanner' (sembra una spazzola) che legge automaticamente i testi e li 'ricopia'. Un OCR (Riconoscitore Ottico di Caratteri) trasforma l'immangine catturata dalla 'spazzola' in un 'file' di testo manipolabile a piacimento. I libri di carta diventano cosi' informazioni elettroniche che possono essere immagazzinate in dischetti magnetici. Si puo' cosi' "prelevare" da Irene BBS un libro o un articolo attraverso la linea telefonica da Torino, Pordenone, Palermo, ecc. Le informazioni piu' interessanti possono essere riassunte, allegate ad articoli, citate. Non occorre ricopiate perche' ha gia' fatto tutto la 'spazzola'. Marino ha 'spazzolato' e memorizzato centinaia di pagine che ora sono nella banca dati, a disposizione di chiunque. Irene BBS ha attivato un collegamento internazionale con la rete telematica ecopacifista GreenNet, da cui trae periodicamente informazioni; praticamente dialoga con il Pianeta e 'cattura' nella sua memoria cio' che di nuovo si muove nell'arcipelago eco-pacifista mondiale.

    Un altro viaggio e siamo a Macerata dove esiste Senzaconfine BBS, un'altra banca dati sui problemi del razzismo e della solidarieta' internazionale. Sul monitor ci appaiono informazioni sull'America Latina. Tocchiamo qualche tasto e siamo in collegamento con Giorgio Banaudi, un insegnate che collabora con il CNR di Genova. Anche lui dirige una banca dati, la BTD (Biblioteca Tecnologie Didattiche). Giorgio si e' specializzato sui problemi dell'handicap e del volontariato. Coordina e modera una computer conference parallela a PeaceLink, chiamata "conferenza umanitaria", sempre sulla rete FidoNet. "Abbiamo provato - ci dice Giorgio - a realizzare una redazione telematica scrivendo un articolo a piu' mani per "Gli Altri", la rivista fondata da Rosanna Benzi. Attraverso la computer conference e' stata cioe' sperimentata una collaborazione fra persone lontane fisicamente centinaia di chilometri. L'esperimento e' riuscito, ne e' scaturito un prodotto giornalisticamente valido. E' la dimostrazione che e' possibile fare della telematica uno strumento di cooperazione per la solidarieta'." Da Genova ci spostiamo a Padova, dove il prof.Papisca - docente universitario studioso di diritti umanai - ha creato uno staff di lavoro per realizzare una banca dati telematica sui diritti umani. Il progetto e' grosso, come pure il computer che lo supporta, un Vax collegato a 10 linee telefoniche. Un'altra realta' in movimento - sul versante telematico - e' l'agenzia stampa ASPE, a Torino, in procinto di collegarsi a PeaceLink. NIM (Notizie Informazioni Messaggi), e' un supplemento ASPE di alfabetizzazione telematica ed e' un bollettino che informa bimestralmente sulle novita' di PeaceLink e su come ci si puo' collegare (il bollettino puo' essere richiesto scrivendo a NIM, C.P. 2009, Taranto).

    Premiamo qualche tasto e sul monitor ci appare la sigla "Coordinamento Interscolastico Jonico - per la cultura della nonviolenza"; provenienza del messaggio Taranto. E' uno dei tanti comitati sorti nelle scuole contro la cultura della mafia. Nel suo messaggio elettronico il prof.Sinopoli ci informa "Abbiamo realizzato uno spot contro il racket. Chi fosse interessato alla videocassetta telefoni allo 099/4526720." Recentemente un gruppo di studenti si e' autotassato duemila lire a testa ed e' stato acquistato un modem per Commodore 64. E sono partiti i primi messaggi. Per addestrare studenti e docenti e' stato tenuto, nel maggio di quest'anno, il primo corso di aggiornamento in Italia di telematica per la pace e la nonviolenza; un corso che ha coinvolto quindici insegnanti e quindici studenti di varie le scuole di Taranto.

    Sul nostro monitor intanto appaiono altri messaggi vengono da Palermo. Argomento mafia. E' l'Italia che alza la testa. Che con rabbia e speranza grida - anche dalla tastiera di un computer - la propria voglia di resistere.

    Nel nostro monitor stanno intanto scorrendo le informazioni provenienti dalle fonti piu' svariate Associazione per la Pace, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Amnesty International, Greenpeace, Azione Nonviolenta, Avvenimenti, Manifax, Lega Obiettori di Coscienza. Troviamo anche informazioni provenienti dalle riviste militari.

    Ma ora il nostro viaggio e' finito.
    Non c'e' stato il tempo per raccontarvi tutto. Tuttavia possiamo dirvi che questo viaggio non l'abbiamo fatto ne' in auto, ne' in aereo. Lo abbiamo realizzato - senza inquinare e senza faticare - via telematica e anche questo articolo - grazie a PeaceLink - e' arrivato ad Avvenimenti, pronto per l'impaginazione elettronica.

    C'era una volta il fax...

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