Fioroni, presidente della Commissione Moro: "Verità indicibili che non sono ancora state svelate"
La commissione d'inchiesta presieduta dal deputato Pd è alla terza relazione. E stabilisce un punto fermo: intorno alla figura dell'ex brigatista Morucci è stata creata una "operazione di sdoganamento" di una versione dei fatti falsa: "Fu quasi una trattativa". Una verità "di comodo" alla quale hanno contribuito diversi soggetti, secondo la commissione: dai giudici Imposimato e Priore al Sisde fino a politici e religiosi come suor Teresilla, "in quota Cossiga".
Quaranta anni di indagini fatte male e veri e propri depistaggi. Ma arrivata alla terza relazione la commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro fornisce ora un punto fermo: quel che abbiamo saputo fino ad ora del rapimento, dell’omicidio e delle indagini del presidente della Democrazia Cristiana è frutto di una “verità dicibile“, come la definisce il presidente della commissione Giuseppe Fioroni. Una verità “dicibile”, di comodo, alla quale hanno contribuito i soggetti “che operarono attorno al percorso dissociativo di Valerio Morucci: i giudici istruttori Imposimato e Priore, il Sisde, alcune figure di rilievo della politica e delle istituzioni, suor Teresilla Barillà“, la religiosa mandata da Francesco Cossiga nelle carceri più come spia che per dare conforto ai detenuti.
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