La testimonianza di una donna araba israeliana.
La pace regge sulla narrazione storica di un popolo e sulla sua identità.
E togliere terre non vuol dire cancellare un popolo.
La società civile italiana e il riconoscimento dello Stato palestinese.
Atti della Giornata Onu 2017 per i diritti del popolo palestinese.
A cura di Norberto Julini e Rosa Siciliano
Il giornalista Maurice Lemoine spiega su Le monde diplomatique il sostegno dei due paesi centroamericani a Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico
Proseguiamo la riflessione sulla Palestina e sulla possibilità di porre fine a un conflitto che rende la vita dei palestinesi impossibile.
A colloquio con il professor Ilan Pappe.
Chi era? Ricostruzione del profilo di un uomo che, da Ministro e Presidente dello Stato di Israele, ha attraversato uno dei conflitti più difficili da dirimere. Quello tra Palestina e Israele.
L’acqua potabile, in quella che era una terra fertile sugli argini del Giordano, spetta solo agli israeliani.
Che deviano corsi d’acqua per usurparne il diritto ai palestinesi. Storie di resistenza quotidiana.
Un conflitto che dura da oltre cinquant’anni.
Una terra che sta esplodendo. Un popolo oppresso.
Intervista esclusiva a Moni Ovadia sulla questione palestinese e sull’inerzia internazionale.
R-esistere in Palestina: tra l’attesa del riconoscimento dello Stato e i tentativi di apartheid
sempre meno rispettosi dei diritti umani.
Note a margine dell’assemblea di Pax Christi International.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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