Il dialogo tra culture e religioni diverse è possibile.
È la strada, l’unica possibile, verso la pace, quella vera, disarmata.
Il ricordo di padre Frans Van der Lugt.
E dei suoi passi nonviolenti nella Siria che esplodeva.
Intervista alla scrittrice Espedita Fisher. Dalla Clausura agli Eremiti. Una donna in ricerca, che ha scelto di dar voce al fuoco che anima le diverse esperienze religiose.
Intervista di Ilaria Napolitano e Patrizia Morgante
Oltre il velo: l’autrice Francesca Caferri si inoltra nel mondo colorato e plurale delle donne immigrate, di seconda generazione. Equilibriste fra più mondi.
E Dio vide che era cosa buona. E bella. Lo stupore è alla base di tutto, della filosofia come della religione. Lo stupore di fronte alla bellezza intangibile della creazione, delle persone. Di un mondo non sfiorato né da guerre né da missione alcuna.
Un avvincente racconto narrato in prima persona dalla protagonista: la giovane Greta, una studentessa che frequenta l'ultimo anno di liceo nell'amata Verona. Un incontro, un ragazzo, un amore, una relazione, dove il sentimento non ha colore né religione.
Intervista ad Adnane Mokrani: occorre spezzare il circolo vizioso dell’odio. Disprezzo genera disprezzo. Adesso è il momento della cooperazione e della solidarietà internazionale.
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
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