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    Centrale del Mercure: lettera aperta al Presidente del Pollino

    Italia Nostra scrive a Domenico Pappaterra, massima istituzione del Parco Nazionale in coabitazione tra Basilicata e Calabria, chiedendo nuovamente di bloccare l'iter di apertura della centrale a biomassa.
    22 ottobre 2008 - Italia Nostra

    centrale del mercure Egregio Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Italia Nostra le chiede nuovamente di comprendere in profondità le problematiche derivanti riattivazione della Centrale del Mercure che ha ricevuto di recente parere positivo di Valutazione d’Incidenza anche dalla Regione Basilicata. Una questione, questa, che rischia di incidere negativamente sull’immagine del parco ma che è destinata ad innescare un processo irreversibile di distruzione del patrimonio forestale del Pollino ancora oggi, nonostante il parco, non governato, data l’assenza del Piano, del Regolamento e di un inventario forestale.

    Italia Nostra l’ha pertanto sollecitata in passato ad una maggiore attenzione per gli ambienti naturali forestali, prioritari per la salvaguardia della biodiversità del parco, con petizioni, prese di posizione e denunce con il solo scopo di evidenziare e prevenirne i rischi per il loro degrado. E’ infatti evidente l’insostenibilità di una centrale da 35 MW funzionante a biomasse vegetali che richiede oltre 370.000 tonnellate annue di combustibile e cippato vergine da reperire all’interno dell’area protetta e per il cui funzionamento sono necessari quantità rilevantissime d’acqua da prelevare dal fiume Lao che rappresenta il più importante corso d’acqua del Pollino. Un habitat prioritario assieme ai boschi per numerose specie floro-faunistiche.

    L’ingombrante presenza della centrale del Mercure, da sola, ha quindi già innescato un processo speculativo. Non le sarà sfuggito infatti come alcune società, prevalentemente del nord, stiano proponendo ed ottenendo dai comuni del Pollino la gestione il patrimonio forestale del parco per poter fornire all’ENEL il combustibile necessario per il funzionamento della centrale del Mercure.

    Affinché il Pollino non diventi “parco ombra” e lei il “presidente ombra” di un parco divenuto di carta gestito dalle multinazionali dell’energia, le chiediamo di sospendere le autorizzazioni già rilasciate e quelle che è in procinto di rilasciare per i tagli forestali, in attesa che venga discusso ed adottato il Piano del Parco entro la cui programmazione far confluire le eventuali richieste di utilizzazioni boschive provenienti dai comuni o dalle società con essi convenzionate, per i quali ella potrà, nel frattempo, prospettare la possibilità di avvalersi dell’articolo 15 della legge 394/91 relativo agli indennizzi ai Comuni per il mancato taglio boschivo.

    Non ci resta che auspicarle di passare alla storia delle aree protette italiane come il presidente che si è reso promotore della salvaguardia dei boschi e degli ambienti naturali del parco del Pollino dall’assalto delle onnipresenti società energetiche. Le auguriamo pertanto sinceramente buona fortuna, offrendole, se riterrà, il nostro sostegno per questa battaglia di civiltà che non le richiede solo Italia Nostra, i cittadini e le comunità del Pollino ma l’intera società civile italiana ed europea consapevole di quanto sta accadendo.

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