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    Nepal: codice di condotta, certificato di scomparsa

    La firma di un codice di condotta concordato tra il rappresentante del governo nepalese e il CPN (maoista). E' impossibile però pensare ad una soluzione immediata di un conflitto sociale e politico così complesso.
    1 giugno 2006 - Monica Mottin


    Venerdì 26 maggio Krisha Prasad Sitaula, a nome del governo del Nepal e Krishna Bahadur Mahara, per conto del CPN (Maoista), hanno firmato un codice di condotta in 25 punti con l'obiettivo di creare condizioni favorevoli all'inizio delle trattative di pace per porre fine alla guerra che ha visto i rivoluzionari dell'PLA (Esercito di Liberazione Popolare - Maoista) opporsi alle forze dello stato sin dal 1996.

    Codice di condotta in 25 punti concordato dal Governo del Nepal e CPN (Maoista)

    Preambolo

    Nel rispetto del mandato espresso dallo storico movimento popolare a favore di una piena democrazia, prosperità e pace e nell'impegno verso il totale rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, della legislazione umanitaria internazionale e dell'accordo in 12 punti raggiunto dai Sette Partiti Politici e il CPN (Maoista),

    Impegnati a favore di un sistema multipartitico competitivo, libertà civili, diritti fondamentali, libertà di stampa e legalità, e a favore di altri norme e valori democratici,

    Con l'obiettivo di garantire alla popolazione nepalese il diritto fondamentale di partecipare al processo di costruzione della costituzione prendendo parte alle elezioni dell'Assemblea Costituente senza essere nessuna paura, minaccia e violenza,

    Mettendo al centro democrazia, pace, prosperità, trasformazioni sociali progressiste e libertà, sovranità e dignità della nazione,

    Al fine di trasformare il presente cessate il fuoco tra il Governo del Nepal e il CPN(Maoista) in una pace permanente e di risolvere i problemi con mezzi pacifici come è nel desiderio del popolo nepalese, è stato concordato il seguente Codice di Condotta del cessate il fuoco in cui le due parti si impegnano a:

    A GARANZIA DI UNA VITA CIVILE SICURA

    1. Evitare affermazioni o attività che possano provocare le parti
    2. Mobilitare, mostrare o usare forze armate in modo da diffondere paura o terrore tra la popolazione.
    3. Non attaccare o distruggere installazioni militari o di sicurezza, usare mine o tendere agguati, reclutare nuove milizie o spiare la 'parte' opposta
    4. Cooperare per mantenere pace e sicurezza
    5. Si discuterà in seguito le modalità per raggiungere un accordo sulla gestione delle armi e del personale armato

    PER CREARE UN AMBIENTE DI FIDUCIA TRA LA POPOLAZIONE

    6. Non partecipare ad incontri pubblici, conferenze o altre attività politiche in divise da combattimento o con armi.
    7. Non creare difficoltà agli attivisti di entrambe le parti nel muoversi per il paese, nell'esprimere pareri, organizzare incontri o svolgere lavori organizzativi. Non verranno effettuate pressioni fisiche o psicologiche.
    8. Durante il periodo del cessate il fuoco non sarà possibile organizzare sciperi generali o dei trasporti, saranno permesse solo dimostrazioni pacifiche.
    9. Servizi essenziali saranno garantiti alla popolazione senza interruzione.
    10. Non creare ostacoli a lavori di sviluppo e benessere pubblico portati avanti in modo pacifico.
    11. Assicurare il trasporto di cibo, medicinali, materiali usati nei lavori di sviluppo e oggetti di uso quotidiano senza interruzioni.
    12. Creare l'ambiente adatto al funzionamento regolare di scuole, colleges, università, ospedali, centri medici e industriali.

    COOPERAZIONE DA PARTE DEI MEDIA DURANTE LE TRATTATIVE DI PACE

    13. Usare un linguaggio civile e dignitoso nel disseminare informazioni riguardanti il cessate il fuoco, il codice di condotta, il processo di pace e altre attività politiche.
    14. Non diffondere tramite media affermazioni con modalità che potrebbero interrompere il processo di pace.

    NON RICHIEDERE DONAZIONI O ASSISTENZA FINANZIARIA FORZATA

    15. Non richiedere donazioni o assistenza finanziaria in denaro, in natura o sottoforma di servizi forzatamente.

    RILASCIO E RIABILITAZIONE

    16. Accuse o denuce presentate da entrambe le parti contro individui verranno ritirate e i detenuti saranno rilasciati gradualmente.
    17. I luoghi dove persone sono scomparse saranno resi pubblici immediatamente.
    18. Facilitare la reintegrazione pacifica, agevole e rispettosa degli sfollati nelle rispettive abitazioni.
    19. Ritornare ai leader dei partiti politici, attivisti e civili le proprietà confiscate, sprangate o bandite durante il periodo del conflitto. I problemi che insorgeranno durante la riconsegna dovranno essere risolti in comune accordo.

    FACILITARE I NEGOZIATI DI PACE

    20. Non creare difficoltà di movimento o azione agli individui coinvolti nei negoziati da entrambe le parti.

    MONITORAGGIO

    21. Si chiederà di monitorare il cessate il fuoco a squadre di monitoraggio internazionale, dopo mutuo accordo.

    VARIE

    22. Eventuale dispute sull'interpretazione di questo codice di condotta verranno risolte attraverso mutuo accordo.
    23. Secondo lo spirito del preambolo, eventuali emendamenti verranno effettuati secondo mutuo accordo.
    24. Far osservare questo codice di condotta immediatamente dopo sua la firma.
    25. Rendere pubblico questo codice di condotta immediatamente dopo sua la firma.

    Termina così il primo round di incontri ufficiali, parte determinante del cruciale processo di avvicinamento tra ribelli e partiti politici iniziato a novembre dello scorso anno: la firma di un accordo comune finalizzato a creare un ambiente adatto al proseguimento dei negoziati è fondamentale visto che anni di scontri, ritorsioni, minacce e vendette da entrambe le parti hanno creato un clima di paura profonda e minato la fiducia reciproca tra la popolazione.

    L'accordo è stato rispettato durante il movimento popolare dell'aprile scorso culminato con la fine del regno despotico del re Gyanendra e la riabilitazione del Parlamento. Il cessate il fuoco proclamato dai Maoisti a seguito dell'impegno ufficiale del governo guidato da Girija Prasad Koirala di avviare i lavori per eleggere un'assemblea costituente per modificare l'ordinamento dello stato, è stato reciprocato dal governo che ha subito tolto l'etichetta di 'terroristi' che gravava sui membri del partito Maoista. E' il terzo tentativo di risolvere il conflitto in modo pacifico, i primi due sono falliti nel 2001 e nel 2003: lo scenario che si prospetta attualmente però è totalmente diverso dai precedenti.

    L'intenzione del governo di avviare il processo di cambiamento dell'ordinamento statale attraverso l'elezione di una assemblea costituente - richiesta di base dei Maoisti e motivo del fallimento del del primo colloquio, unito al riconoscimento del CPN (Maoista) come effettiva forza politica con cui negoziare aprono spazi di dialogo mai sperimentati finora.

    Lo scenario è cambiato radicalmente anche dal punto di vista visivo: nel giro di pochi giorni gruppi di Maoisti sono potuti entrare liberamente in molte città del Nepal per la prima volta dopo anni, per tenere incontri e programmi di canti e danze. Le città infatti sono state sin dall'inizio della guerra per antonomasia la roccaforte dell'esercito del re mentre i ribelli controllano i villaggi di circa l'80 % del paese. Per domani, 2 giugno è previsto un incontro di massa organizzato dal CPN(Maoista) a Khula Manch, Kathmandu, alla cui realizzazione lavoreranno circa 5.000 volontari. Lekhnath Neupane, presidente dell'ANNSU-Revolutionary, ala studentesca del CPN (Maoista), ha riferito a nepalnews che sono stati usati tre taxi con altoparlanti per pubblicizzare l'incontro in tutta la valle: i partecipanti convergeranno a Khula Manch da punti diversi della capitale per ascoltare i discorsi di alti membri del partito, i leaders supremi Prachanda e Battharai tuttavia non parleranno al pubblico.

    E' impossibile però pensare ad una soluzione immediata di un conflitto sociale e politico così complesso, in cui le relazioni tra individui della stessa comunità si sono lacerate nel corso di lunghi anni. Cambiamenti radicali simili a quelli avvenuti nelle settimane scorse richiedono poi tempo per essere attualizzati nella vita quotidiana da persone che vivono in modi paralleli: questa è la percezione che si può avere della distanza che separa la capitale dalle zone più remote del paese.

    La stampa nepalese infatti riporta violazioni del codice di condotta da parte di soldati Maoisti che sabato scorso avrebbero partecipato ad incontri organizzati dal loro partito a Janakpur - nel sud del paese - armati e in tenuta da combattimento. Diananath Sharma a nome del CPN (Maoista) attraverso nepalnews ha rinnovato l'impegno verso il rispetto del codice di condotta ricordando come i guerriglieri siano stati informati attraverso una circolare degli accordi siglati nei giorni scorsi. Da altre aree del paese sono pervenute tuttavia anche denunce di rapimenti, reclutamenti ed estorsioni avvenute dopo il 26 aprile: a questo proposito Madhav Kumar Nepali, segretario generale del CPN (UML), ha esortato la milizia maoista a non intimidare o estorcere soldi alla popolazione con il pretesto di nutrire le truppe.

    In altro ambito però, giungono aspre critiche anche nei confronti del governo. In seguito alla pubblicazione del rapporto investigativo del OHCHR (Alto Commissariato per i Diritti Umani) delle Nazioni Unite riguardante detenzioni arbitrarie, torture e scomparse avvenute nella caserma della RNA di Maharajgunj, il governo è stato accusato da attivisti per i diritti umani di non impegnarsi abbastanza su questo fronte: il rapporto denuncia infatti la scomparsa o l'assassinio di 49 persone perpetrato dal battaglione Bhairavnath con base a Maharajgunj. La reazione di Gauri Shankar Lal Das, ex-membro della NHRC , (Commissione Nazionale per i Diritti Umani) riportata da The Himalayan Times di oggi è decisa 'Dobbiamo sospettare dell'impegno di questo governo 'totalmente democratico' verso la protezione dei diritti visto che non ha reagito al rapporto delle UN che prova nero su bianco assassini extragiudiziari'.

    Secondo il rapporto infatti, nel 2003 il battaglione ha arrestato centinaia di persone sottoponendole a torture estreme. Ecco la lista delle persone scomparse dopo essere state detenute nelle carceri di Maharajgunj nel 2003, seguita dalla data del loro arresto (Ii rapporto completo è disponibile in inglese su www.insn.org): li riporto affinchè queste persone non siano dimenticate nelle pagine di un dossier letto da pochi esperti.

    1 ACHARYA, Lila, 20 Ottobre 2003
    2 ADHIKARI, Madhav, durante o prima di Ottobre 2003
    3 ADHIKARI, Rupak21 Ottobre 2003
    4 ALI [or Oli] (f, MINORE DI 16 ANNI) NON CONFERMATO
    5 BAJRACHARYA, Astraraj, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    6 BASNET, Dhirendra, 12 Dicembre 2003
    7 BASNET, Pushpa, 5 Settembre 2003
    8 BASTOLA, Jalandar, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    9 BHANDARI, Nirmala (f), 15 Settembre 2003
    10 BHATTARAI, Santi Ram, 21 Novembre 2003
    11 BISHENKE, Durga (f), durante o prima di Ottobre 2003
    12 BISWA KARMA, Tej Man, 26 Novembre 2003
    13 CHAPAGAIN, Desh Bhakta, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    14 CHETTRI (or KC), Janak, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    15 DHAKAL, Chandra Kumar, durante o prima di Ottobre/Novembre 2003
    16 DHAMALA, Bhawanath, 20 Ottobre 2003
    17 DHUNGANA, Chetnath (CN), 21 Agosto 2003
    18 DULAL, Renuka (f), 10 Ottobre 2003
    19 GIRI, Bhim, 3 Dicembre 2003
    20 GHARTI MAGAR, Khadka Bahadur, 22 Settembre 2003
    21 KAFLE, Ram Chandra, 23 Ottobre 2003
    22 KANDEL, Amrit, 11 Ottobre 2003
    23 LAMA TAMANG, Budi, 29 Novembre 2003
    24 LAMA, Nima Dorje, 5 Novembre 2003
    25 LIMBU, Doleswor, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    26 MAHARJAN, Arju, 29 Ottobre 2003
    27 MAHARJAN, Bhim Raj, durante o prima di Ottobre/Novembre 2003
    28 MALI, Rajendra, durante o prima di Settembre/Ottobre 2003
    29 NAKARMI, Nischal, 3 Dicembre 2003
    30 NAKARMI, Padam Narayan, 22 Settembre 2003
    31 NIRAULA, Gokul, durante o prima di Ottobre/Novembre 2003
    32 PANDEY, Lila, 19 Ottobre 2003
    33 PANTA, Dipendra, 13 o 14 Ottobre2003
    34 POKHAREL, Arjun, 26 Novembre 2003
    35 POKHAREL, Kaushalya (f), 29 Novembre 2003
    36 RAYAMAJI, Kiran, NON CONFERMATO
    37 RIZAL, Sudarshan (Sapkota), NON CONFERMATO
    38 ROKKA, Hira Bahadur, 6 Dicembre 2003
    39 SARU, Hira Bahadur, 24 Novembre 2003
    40 SHRESTHA, Babu Kaji, 8 Novembre 2003
    41 SHRESTHA, Bal Krishna, 24 Ottobre 2003
    42 SHRESTHA, Hem Narayan, NON CONFERMATO
    43 SHRESTHA, Pipal, NON CONFERMATO
    44 SHRESTHA, Suchindra, 7 Dicembre 2003
    45 SUNUWAR ('Akela'), Ashok, 1 Dicembre 2003
    46 TAMANG, Tara Man, NON CONFERMATO
    47 THAPA, Rajendra, 18 Dicembre 2003
    48 TIWARI, Rebkhala (f), 30 Ottobre 2003
    49 TRIPATHI, Gyanendra, 26 Settembre 2003

    Articolo realizzato da Monica Mottin per www.peacelink.it
    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte (Associazione PeaceLink) e l'autore.

    Note:

    Per contattare l' autore: mm@soas.ac.uk

    Per maggiori informazioni sul Nepal:
    www.insn.org
    insnitalia@yahoo.it

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