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Scontro di civiltà

Libbre o chili? Docce o bidet?
24 aprile 2007 - Carlo Gubitosa

Quanto cacchio pesa una libbra? E soprattutto, perché dovrei essere tenuto a saperlo? E perché questa gente non capisce che ormai è finito il tempo delle libbre, delle once, dei pollici e non passa ai chili, litri e centimetri?

Perché non si rassegnano e accettano l'autorità del nostro Bureau International des Poids et Mesures, l'Ufficio internazionale pesi e misure che dalla francese Sèvres decide per tutto il mondo quali sono le unità di misura?

Nel fare la spesa il problema principale è fare la conversione dei prezzi da pesos per libbra in euro al chilo. Con uno sguardo alla Wikipedia scopro con orrore che una libbra pesa 453,59237 grammi. Se sapessi fare a mente le divisioni per un numero di tre cifre con cinque decimali non avrei bisogno di lavorare per vivere, mi basterebbe fare il fenomeno da baraccone e andare ogni tanto a fare qualche dimostrazione delle mie capacità paranormali. Credo che alla fine dovrò smettere di fare le conversioni così come ho smesso di farle dall'euro in lira.

Un bidet

Oltre alle unità di misura, un altro indiscutibile segnale dello statio superiore di evoluzione raggiunto dalla cultura europea, e italiana in particolare, rispetto a quella di altre zone del pianeta è senza ombra di dubbio quell'artefatto per molti misterioso che prende il nome di bidet. Chi non ha imparato ad apprezzare questo strumento ti guarda come un povero scemo quando spieghi che per te sarebbe difficile vivere in una casa senza bidet, e un po' ti fa rabbia un po' ti fa pena, come la gente che non ha mai assaggiato le melanzane alla parmigiana e rimane immersa nell'incultura del cibo spazzatura. Il bello è che di fronte a questi ignoranti rischi di fare la figura dello sporcaccione, dell'italiano pigro che preferisce lavare solo un pezzo anziché tutto il corpo. "Io non ho bisogno del bidet perché faccio la doccia", ti dicono con sprezzante fierezza, quasi a sottolineare il loro avanzato grado di pulizia. Sì, ma tu la doccia te la fai tutte le volte che vai al bagno? No di certo, altrimenti passeresti la tua giornata sotto la doccia. Io invece quando vado a sedermi sul trono dei poveri faccio tutte le volte il bidet, e non sopporterei di rimettere nelle mutande un culo sporco come invece fate voi ignoranti zozzoni che pensate anche di essere più puliti di noi paladini del Bidet.

Con tutte queste alleanze di paesi, perché nessuno ha mai pensato ad aggiungere alla Nato, al Wto e alle Nazioni Unite anche un BUCO (Bidet Universal Countries Organisation), l'organizzazione universale dei paesi-bidet? Saremmo in buona compagnia: sempre grazie alla Wikipedia scopro che il bidet è un accessorio comunemente presente solamente in alcuni paesi europei (Grecia, Italia, Spagna e Portogallo), in America latina (in Argentina è presente al 90%), in Medio Oriente e Asia (in particolar modo in Giappone). Pensiamoci: saremmo alleati delle tigri asiatiche e delle fiere popolazioni latinoamericane, anziché continuare a braccetto di questi sfigati di statunitensi che oltre ad avere un'economia sull'orlo della bancarotta non si lavano neanche il culo.

Fortunatamente anche da queste parti qualcuno ha conservato un po' di sale in zucca, ed è così che andando in giro per appartamenti cercando di trovare un affitto decente, a un certo punto è apparso magicamente da uno dei bagni l'oggetto del desiderio, il sacro graal delle chiappe, il lusso europeo che altri non comprendono, l'araba fenice: un bidet in una casa dominicana. Quell'appartamento ha ottime chances di essere la mia scelta definitiva.

Note:

Da alcune settimane il nostro Carlo Gubitosa è nella Repubblica Dominicana per lavoro. Gli abbiamo strappato questo resoconto da cui infine purtroppo come al solito trasuda - persino nelle pieghe della sue igiene personale - un preconcetto e insano antiamericanismo di fondo. Ce ne scusiamo con i lettori.
Gli amici di Carlo

Per altre insensatezze, per i perditempo e per chi non ha proprio nulla di meglio da fare, segnaliamo il sito dell'autore di cui sopra http://www.giornalismi.info/gubi
Lo metterete subito fra i "preferiti" a conferma di chi da tempo sostiene che Internet "non è una cosa seria".

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